Nel 2018 gli Oscar si tingono di rosa

Ogni inverno noi amanti del cinema proviamo le stesse sofferenze di quello prima; quando non vorremmo fare altro che rintanarci nella nostra saletta d’essai preferita, ci scontriamo con una dura realtà: è dicembre, e le uscite nelle sale sono meno degne di nota di un torneo di curling. Se proprio siamo fortunati il film Pixar/Disney/qualsiasi cosa di Natale sarà bellino, ma comunque ci dobbiamo rassegnare a posti scomodi, prezzi alti da multisala e qualche bambino urlante.
Poi, arriva gennaio. Ed è un tripudio di nuove uscite, film kosovari in lingua originale, grandi produzioni hollywoodiane curate nei minimi dettagli e, ovviamente, i film degli Oscar! Una vera panacea, un rimpinzarsi gli occhi di manifesti e trailer. Peccato che siamo studenti universitari, gennaio fa rima con sessione esami, e durante una sessione esami è già molto se si esce, figuriamoci se si rinuncia alla birretta con gli amici per andare al cinema. Quindi, non ci resta che aspettare, ed eccoci qua. La notte degli Oscar si avvicina, bisogna affrettarsi! Il vero cinefilo infatti guarda i film prima che vengano premiati, mica vogliamo che qualcuno pensi che la nostra opinione sia stata guidata! Giammai! Tanto più che il premio cinematografico più conosciuto al mondo è anche quello che ogni anno presenta contraddizioni, idiosincrasie e, ahimè, ingiustizie. Se infatti da un lato bisogna pur sempre ammettere la fallibilità dei giudici, è anche incontestabile dall’altro la tendenza a premiare film che corrispondono a una certa prospettiva politicamente corretta.
Per interessarsi agli Oscar quindi bisogna partire da questo presupposto: che mai e poi mai si riveleranno sovversivi o polemisti (vedi il caso Ben Affleck). Un po’ come Sanremo, gli Oscar sono sfavillanti e pop, ma anche leggermente bacchettoni (e non resta che volergli bene lo stesso).
Questo però presuppone anche una tendenza popolare in senso buono, ovvero un’attenzione particolare ai movimenti di protesta che avvengono in Nord America. Dopo un 2017 “black”, questa pare la volta della rivincita delle donne. Nell’anno del movimento #MeToo, le interpreti femminili infatti oscurano le loro controparti, giganteggiando sul grande schermo in ruoli memorabili.
Le nostre preferite sono tre, e non potrebbero essere più diverse. La prima è la giovanissima Saoirse Ronan, la Lady Bird che da nome al film, un’adolescente ribelle e splendete in costante attrito con la madre che ci ha fatto desiderare di essere un po’ più come lei. La seconda è la dolcissima Sally Hawkins, in una storia d’amore dove “the monster gets the girl”, e lei ruba la scena e il cuore degli spettatori in un battibaleno. Terza, ma non ultima, Frances McDormand, per Tre manifesti a Ebbing, Missouri. Che dire, quasi ci dispiace per le altre concorrenti, perché sarà dura, molto dura per loro superare la grandissima attrice.
Una bella coincidenza, che, sebbene possa essere percepita appunto come un po’ ipocrita, porta ancora a parlare di equilibri di potere e ingiustizie di genere. A proposito delle quali, è giusto notare come nella categoria per la miglior regia ci sia solo una concorrente donna, la bravissima Greta Gerwing. La strada da percorrere è ancora lunga.

Anna Contesso

Immagine di Elle.mx

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