Il CV serve ancora?

A ridosso del termine di un corso di laurea, se non prima, inizi a guardarti intorno perché tra poco passerai da studente a lavoratore. Intorno non vedi un gran paesaggio, ma, armato di coraggio, crei un curriculum e lo invii come biglietto da visita. Ma serve ancora il curriculum tradizionale?

La tipologia più conosciuta è il modello europeo, che purtroppo sta andando verso la deriva, e con essa anche la capacità, almeno presunta, di compilare un curriculum. Difatti, non è difficile trovare un “professionista del curriculum”, il quale revisiona il tuo biglietto da visita e lettera di presentazione (e di cui parleremo più approfonditamente fra poco). L’utilità di questi aiuti è modesta, anche perché nell’assunzione del candidato, in realtà, giocano molteplici altri fattori: come ci si pone ad un colloquio, se l’offerta di lavoro è idonea al candidato stesso, la competenza ed esperienza…

La scrittura professionale del curriculum è un processo che consiste nella scrittura del vostro curriculum da parte un altro soggetto al fine di renderlo più personalizzato. Questa pratica è molto cosciuta e considerata nei paesi anglosassoni, dove il modello europeo invece non è molto apprezzato.
Se ingaggiassi un servizio di scrittura professionale per il tuo curriculum, avrai a che fare sempre con esperti di reclutamento del personale, i quali analizzeranno il tuo curriculum punto per punto, mettendo in evidenza quali abilità possiedi e facendoti risultare un candidato appetibile. Questo servizio è molto facile da trovare su internet e la domanda è così alta che ne esiste un vero business dietro. Il costo di questo servizio si aggira intorno ai 30 euro, ma è possibile trovare servizi a costi superiori, senza avere benefici specifici se non al più la presenza di maggior professionalità.

Oggi le aziende cosa chiedono ai candidati? Si può dire che valgono ancora requisiti quali formazione ed esperienza, ma con un impacchettamento diverso. Il modello europeo sta andando in pensione e oggi si chiede che i candidati siano al passo con i tempi e con essi anche il loro curriculum. La risposta a questa richiesta è il videocurriculum. Questo ha portato allo sviluppo di dinamiche più veloci nel reclutamento del personale. Sono stati sviluppati software in grado di leggere espressioni facciali e di valutare le parole dette, analizzando parametri quali tono, cadenza, gestualità e registro, per determinare e prevedere la probabilità di successo del candidato.

La strada intrapresa è chiara, ma chiaro non è l’effetto che avrà sulla disoccupazione, se queste nuove modalità porteranno il candidato ad essere più appetibile per il datore di lavoro o meno.

Un dubbio sorge spontaneo: in Italia i candidati si approcciano in modo appropriato rispetto alle dinamiche per la ricerca del lavoro? Possiedono gli strumenti adatti per farlo?
Rispetto a tutto quello appena detto, noi di The Password vi consigliamo di rivolgervi a “informa lavoro”, un servizio comunale che offre opere gratuite di revisione del curriculum, organizza incontri formativi e informativi sulla compilazione dello stesso e consiglia come affrontare un colloquio di lavoro.

Luca Peluso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...