This is America, la critica che finalmente fa riflettere

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Sta facendo parlare tutti gli USA con il suo ultimo singolo This is America e tra pochi giorni sarà al cinema nella parte di Lando Calrissian (e se non conoscete Star Wars potete anche smettere di leggere qui, perché non siamo più amici). Non conoscete ancora Donald Glover? Dovreste.

Qualche anno fa andava in onda su Sky 30 Rock, una serie comedy meravigliosamente scritta, vincitrice di quattordici Emmy e sei Golden Globes, ma che per motivi di palinsesto in Italia non ha avuto la fortuna che meritava, per dirla con un eufemismo. Tra gli sceneggiatori figurava anche Donald McKingley Glover Jr, ragazzo 23enne ancora iscritto all’università e al suo primo lavoro come sceneggiatore, contattato direttamente da Tina Fey dopo aver mandato uno spec script.
Una volta terminata l‘esperienza di 30 Rock, ha avuto il ruolo dell’ex-quarterback Troy Barnes nella serie Community (altro gioiello semi-sconosciuto qui in Italia), parte che ha ricoperto per cinque stagioni e che l’ha reso noto al grande pubblico. Nel frattempo è stato accostato al Peter Parker in The Amazing Spiderman (ruolo che poi è andato a Andrew Garfield), e ha ispirato la creazione di Miles Morales (lo Spiderman afroamericano di Bendis nell’universo Ultimate Marvel, ma non divaghiamo).
Nel 2016 ha iniziato a scrivere e dirigere la serie Atlanta, il suo lavoro che l’ha portato alla consacrazione, che gli ha fruttato due Emmy, due Golden Globes, e due Writers Guild of America Award (i premi del sindacato americano degli sceneggiatori). Insomma, il signor Glover è uno che con la penna in mano sa fare belle cose.
Nel frattempo, durante tutti questi anni di lavoro sul piccolo schermo, ha portato avanti anche la sua carriera musicale (en passant ha anche vinto un Grammy Award. Così, perché aveva tempo libero)  con l’alterego di Childish Gambino, ed è per questo che è passato alla ribalta nell’ultimo periodo.

Il singolo This is America è online da due settimane e ha registrato 160 milioni di visualizzazioni. Il video, che vi consiglio di andare a vedere per poter capire di cosa si stia parlando, si apre con Gambino che balla in un grande capannone mentre un uomo seduto su una sedia suona una chitarra. Nel giro di pochi secondi la chitarra sparisce e l’uomo, ora incappucciato, viene giustiziato con un colpo di pistola alla nuca da Gambino, che come se nulla fosse continua a ballare. L’immagine è volutamente forte e non è la sola del videoclip, che gioca per tutta la durata sulla dicotomia tra Gambino che balla spensierato in primo piano e violenze di vario genere che si susseguono sullo sfondo. La denuncia della canzone è tutta per la società americana che sfrutta l’intrattenimento per sviare l’attenzione del pubblico dalle violenze, dalle stragi, dalle armi e dai problemi sociali che attanagliano gli USA. Il testo e soprattutto il video si prestano a molteplici interpretazioni, troppo numerose e articolate da poter essere spiegate in queste brevi righe.
La canzone è diventata virale, ha avuto un successo inaspettato (ma assolutamente meritato) e sta portando con sé dozzine di meme e parodie, ma soprattutto sta facendo riflettere e discutere gli Stati Uniti sul problema del controllo delle armi.
Probabilmente This is America è solo un fuoco di paglia, l’ennesimo meme sulla home di Facebook di qualcuno e gli Stati Uniti non cambieranno grazie a questa canzone, che verrà dimenticata con il prossimo fenomeno Yenny-Laurel. Non è rivoluzionaria, non è storica, non è immortale, ma ha avuto il pregio di far riflettere la gente, anche se solo per pochi istanti.

Luca Negro

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