Netflix: Dynasty, un ritorno al passato ben riuscito

,

Dynasty è una serie tv statunitense parte del ricchissimo catalogo di Netflix.  Proviene dal passato e in particolare dagli anni ’80: è, infatti, revival di un’altra soap opera americana con lo stesso nome di grande successo, iconica dell’epoca.

L’autore è il geniale e di successo Josh Schwartz (Gossip Girl, The OC)  che spiega la ragione di questa scelta: “Viviamo in un’epoca di dinastie: I Trump, i Kardashian, i Clinton”Facciamo resuscitare, quindi, la più amata e controversa dinastia della tv!

I protagonisti sono i membri della famiglia Carrington: Blake Carrington, il capofamiglia;  Kristle (la venezuelana Cristal nel 2017), la nuova giovane moglie di Blake; Fallon, la figlia imprenditrice senza scrupoli; Alexis Carrington (dalla seconda stagione), l’ex moglie piena di misteri; Steven Carrington, la parte buona della famiglia, il figlio ambientalista e filantropo. Si aggiungono poi il fedelissimo maggiordomo/tuttofare, l’amante segreto di Fallon, il nipote (e non più la nipote) direttamente dall’America Latina di Kristle. Una famiglia facoltosa e potente di Atlanta (e non più Denver), magnate delle nuove potenze energetiche globali (e non più del petrolio), ma com’è tipico delle soap, affezionata agli intrighi e agli intrecci improbabili.

La prima stagione del revival del 2017 è interamente presente su Netflix, la seconda, invece, non è ancora tutta rivelata: ogni settimana viene caricato un nuovo episodio e così i giorni col fiato sospeso non mancano.

Tra esse vi sono molte differenze e altrettanto tra le storie ambientate nelle due epoche differenti. La seconda stagione di Dynasty ha nuovi personaggi e colpi di scena fenomenali che non vogliamo naturalmente spoilerare; invece, le differenze con gli anni Ottanta, di cui alcune più semplici emerse, non tolgono sapore alla visione, anzi, possono incentivare la curiosità.

Partiamo dal personaggio di Blake: uno dei cattivi più complicati delle soap opera statunitensi che nel 2017, invece, intenerisce e talvolta, nonostante i suoi comportamenti opinabili, si rivela vicino e comprensibile; probabilmente merito (colpa?) della rinnovata  Kristal, la nuova giovane moglie che viene dal Venezuela e porta con sé sicurezza (non è una semplice segretaria infatti, ma un manager) e la sua rigidità morale, aspetti che colpiscono e fanno innamorare Blake, nonostante gli scontri di vedute.

E infatti uno dei temi più importanti del Dynasty degli anni ’80, l’omosessualità del figlio maschio Steven, viene affrontato in modo completamente diverso, al passo coi tempi forse: Blake lo accetta senza troppe sofferenze o drammi, e anche per questo risulta simpatico, cosa che invece non caratterizza il Blake di trent’anni fa. Heather Locklear infatti si trasforma in Sammi Jo.

Francesca Ranieri

Rispondi

ti potrebbero interessare

Scopri di più da The Password

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere