Forse non tutti sanno che… esiste il Capodanno persiano!

Ebbene sì, probabilmente molti di voi conosceranno l’esistenza del Capodanno cinese ma non sono mai entrati in contatto con questa festività principalmente iraniana ma celebrata anche in vari paesi dell’Asia centrale come il Turkmenistan, il Tagikistan, l’Uzbekistan, il Kirghizistan e il Kazakistan e presso le comunità iraniane di tutto il mondo. In quanto studentessa di lingua fārsi ho recentemente avuto occasione di avvicinarmi al mondo persiano e di svolgere alcune ricerche relative alla sua straordinaria cultura, scoprendo così questa importante ricorrenza che viene normalmente fatta coincidere con l’equinozio di primavera (tra il 20 e il 22 marzo).

Il suo nome persiano è “Noruz”: questo termine deriva dall’unione di due parole appartenenti al persiano antico che significano “nuovo giorno” e che hanno mantenuto nella lingua moderna lo stesso significato, in quanto no vuol dire “nuovo” e ruz “giorno”. Si tratta di una ricorrenza tradizionale nata in ambito pre-islamico e considerata una festa popolare (ma non religiosa) molto simile al capodanno dei paesi occidentali. Oltre a rappresentare la data di inizio del calendario legale iraniano, il Noruz viene anche festeggiato come data di inizio della primavera.

L’Iran (antica Persia) è il luogo dove il Noruz è nato e dove la tradizione è probabilmente più sentita. Il periodo di preparazione alla festa inizia già nel mese di Esfand, l’ultimo dell’anno nel calendario persiano nonché mese finale dell’inverno. I festeggiamenti prevedono varie tradizioni e rituali, fra cui il Khane Tekani (pulizia della casa), il Chaharshanbe Suri (la festa del fuoco) e soprattutto la preparazione dell’Haft Sin.

Il primo è il rito tradizionale che apre i festeggiamenti e consiste nel pulire a fondo la propria casa (le cosiddette “pulizie di primavera”), il che viene considerato un riferimento al rinnovamento della natura che avviene in questa stagione: la tradizione comprende anche l’acquisto di vestiti nuovi e la decorazione delle case con fiori, in particolare il giacinto e il tulipano. Inizia usualmente 12 giorni prima del Noruz, durante i quali ogni famiglia si dedica alla visita a parenti ed amici: queste visite reciproche sono una componente fondamentale e nel giorno della festività vera e propria le persone si riuniscono e consumano il pranzo tradizionale, l’Haft Sin, scambiandosi doni.

Lo Chaharshanbe Suri invece è un rito che si celebra l’ultimo mercoledì dell’anno. È la festa del fuoco e costituisce una rappresentazione allegorica della luce che sconfigge le tenebre. Durante la notte è tradizione uscire nelle strade ed appiccare piccoli e grandi falò sui quali si salta, intonando i versi tradizionali zardi-ye man az to, sorkhi-ye to az man, letteralmente “il mio colore giallo a te, il tuo colore rosso a me”, che simbolicamente significa “la mia debolezza (giallo) a te, la tua forza (rosso) a me”. In questa notte si crede che gli spiriti dei morti possano tornare a far visita ai loro discendenti vivi; altre tradizioni prevedono la rottura di alcune anfore di terracotta, in un auspicio di buona fortuna.

L’Haft Sin, “Sette S”, è la preparazione di una tavola con sette elementi i cui nomi iniziano con la sin (‘esse’) in persiano. Il sette è un numero sacro e simboleggia i sette arcangeli con l’aiuto dei quali, quasi tremila anni fa, Zarathustra ha fondato la sua religione. Esso porta agli abitanti della casa fortuna, salute, prosperità, purezza spirituale e lunga vita ed è costituito anche dal particolare modo di disporre e imbandire la tavola. Essa viene decorata con fiori, uno specchio, il libro sacro (Corano) e non mancano mai le candele accese, uova decorate con molti colori e una ciotola di acqua a simboleggiare la trasparenza della vita. Oltre al Corano è possibile trovare su queste tavole imbandite anche il celebre libro di poesie di Hāfez, molto apprezzate per la loro bellezza e fra cui ne viene selezionata una da recitare in occasione della festività.

Ogni anno la comunità iraniana di Torino organizza eventi e celebrazioni alle quali è possibile partecipare e che rappresentano un’ottima occasione per fare esperienza di questa meravigliosa cultura e delle sue usanze.

Noruz Mubārak!

Asia Sevega

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