8 film in lingua straniera da guardare

Qadiyya raqm 23 (2017)
  1. L’insulto (Libano) di Ziad Doueri

Il monopolio della sofferenza non ce l’ha nessuno, Vostro Onore. Mai. 

L’Insulto, secondo chi scrive, è il film più bello degli ultimi tre anni (almeno). Il livello degli attori è eccezionale, la regia pulita e incisiva, la storia è pazzesca e fin troppo realistica allo stesso tempo. Non c’è molto altro da dire, se non che un film così autentico e così capace di toccare le coscienze non lo si vedeva da parecchio. 

Micro-anticipazione della trama: un palestinese musulmano residente in Libano subisce un torto da un cristiano libanese, e per questo lo insulta. Il caso di giudiziario che ne consegue diventa presto qualcosa di più.

Mommy (2014)
  • Mommy (Canada) di Xavier Dolan

Non basta amare qualcuno per salvarlo, purtroppo.

Xavier Dolan è nato nel 1989 a Montreal. Ha girato il suo primo film a vent’anni. Fino al giorno prima era un attore, ma – siccome i provini andavano male – decise di fare un suo film, così da poter vincere il casting senza concorrenza. Cinque anni e quattro film dopo è arrivato il capolavoro che l’ha consegnato ancora giovanissimo alla fame internazionale, girato col rapporto 1:1, che in parole povere significa che lo schermo è quadrato. Lo stile di regia è particolare e molto originale, assolutamente senza quella spocchia odiosa di qualche film autoriale e in grado di rendere unica l’esperienza di visione. Mommy è una storia difficile, scomoda, imperdibile. È in lingua francese canadese.

Micro-anticipazione della trama: un ragazzo affetto da un disturbo oppositivo provocatorio che lo rende imprevedibile e violento esce dalla comunità di recupero di cui era ospite, per tornare a vivere con la madre, una donna forte e travagliata. 

Y tu mamá también (2001)
  • Y tu mamá también (Messico) di Alfonso Cuarón

Il clitoride dev’essere il tuo migliore amico.

Prima di guardare al film, raccontiamo una storia vera. C’erano una volta tre ragazzi messicani, dotati – secondo Gael García Bernal – di un’eccezionale “fame di cinema e una conoscenza enciclopedica dei film e di altre forme di cultura popolare”. Tra mille difficoltà cominciano a dirigere film e, grazie al loro prodigioso talento, in breve tempo raggiungono grande popolarità e valicano il confine in direzione Stati Uniti. Tra loro nasce una grande amicizia, che li porterà a migliorarsi a vicenda (pur mantenendo stili completamente differenti) e a fondare insieme una casa di produzione. Si sa che i premi sono spesso poco indicativi della qualità e quantità dei film in circolazione, ma è comunque significativo che tutti e tre siano arrivati a vincere molteplici Oscar, ossia i premi che han sempre fatto più fatica a celebrare i film non anglofoni. Uno di questi, Cuarón, ha vinto anche l’Oscar per la miglior regia, ma non per il film in questione: Y tu mamá también, infatti, lo ha girato anni prima, dopo un primo insoddisfacente sbarco a Hollywood, dopo la quale è ritornato in patria con la volontà di dirigere un film genuinamente messicano, con attori e luoghi messicani. Ne è uscito un capolavoro, di una semplicità e di un’autenticità impareggiabili, a cui sono seguiti, tra gli altri, Harry Potter e il prigioniero di AzkabanGravityRoma.

Micro-anticipazione della trama: due maturandi, migliori amici ma provenienti da ambienti sociali ben diversi, intraprendono un viaggio verso il mare a cui si unisce una donna che sta passando un momento difficile.

Amores perros (2000)
  • Amores perros (Messico) di Alejandro González Iñárritu

– Così no, Ottavio.

– E come?

Il secondo dei tre amici è Iñárritu (BirdmanBiutiful21 grammiBabel, The revenant), ormai affermatosi come uno dei migliori registi contemporanei. Anche per lui parliamo del suo ultimo film prima dello sbarco definitivo a Hollywood. Amores perros è un film crudo, così schietto da risultare quasi scomodo, che mette a confronto i mondi distanti e contrastanti che compongono la capitale, Città del Messico.

Micro-anticipazione della trama: il film si frammenta in tre storie, che raccontano situazioni e circostanze molto diverse tra loro. In tutte e tre l’amore, i cani e gli “amori cani” del titolo giocano un ruolo importante, e tutte le relazioni sono fuori dal comune, anche se per per motivi molto differenti tra loro. 

El laberinto del fauno (2006)
  • Il labirinto del fauno (Spagna) di Guillermo del Toro

Obbedire senza pensare, così, istintivamente, lo fa solo la gente come lei, Capitano.

Il terzo amico è Del Toro, uno dei tanti ad aver fatto incetta di Oscar grazie a un film bello ma non grazie al loro film più bello. La miglior pellicola di Del Toro, infatti, non è certo La forma dell’acqua, bensì Il labirinto del faunoEl laberinto è una storia che fa sognare, ma anche piangere a dirotto, una storia estremamente seria, ma anche spensierata. È diventato molto famoso grazie a una delle più belle colonne sonore originali di tutti i tempi (https://tinyurl.com/y7osukd3) e ad alcuni personaggi ormai di culto, ma al suo interno ha molte altre qualità – per citare il film – “visibili solo agli occhi di chi sa guardare”.

La trama in breve: una bambina si trova coinvolta nella fase finale della guerra civile spagnola, quando il regime franchista sta reprimendo le ultime cellule antifasciste. Per sfuggire alla dura realtà s’immagina eventi magici, che nel film non sono distinti dalla realtà. C’è chi ha trovato un parallelo con La vita è bella, ma Il labirinto è molto diverso e – secondo noi – molto più bello.

De rouille et d’os (2012)
  • Un sapore di ruggine e ossa (Francia, Belgio) di Jacques Audiard

Se vuoi andare avanti dobbiamo fare le cose per bene: è di gentilezza che sto parlando.

Un sapore di ruggine e ossa è un film di una delicatezza infinita, che sfiora dolcemente la sensibilità di ognuno. Il film gira intorno a una coppia formata da due persone molto diverse: la donna, un’addestratrice di orche con un forte stress post-traumatico, è interpretata da Marion Cotillard, in quella che è forse la sua miglior interpretazione in assoluto; la parte dell’uomo è di Matthias Schoenaerts (Via dalla pazza follaSuite françaiseThe danish girl), che è risultato così credibile da diventare uno degli attori più apprezzati in assoluto dai registi d’essai e non. È un film apprezzabile sotto ogni punto di vista, ma sono il rapporto tra i due protagonisti e l’incredibile alchimia tra i due attori a impressionare di più.

Micro-anticipazione della trama: un’addestratrice di animali acquatici perde l’utilizzo delle gambe in un incidente sul lavoro; sulla via della riabilitazione – costellata di depressione – incontra un uomo dedito a lavori umili e combattimenti clandestini.

花樣年華, 花样年华 (2000)
  • In the mood for love (Cina) di Wong Kar-Wai

It is a restless moment. She has kept her head lowered… to give him a chance to come closer. But he could not, for lack of courage. She turns and walks away.

Un film d’amore (anche se a dirlo suona riduttivo), permeato da una grazia e un sentimento potenti e delicati, proveniente dal fertile e sempre sottovalutato cinema cinese. È l’opera suprema di Kar-Wai (Hong Kong Express, 2046), uno dei migliori registi contemporanei. Il titolo originale è L’età della fioritura. È tratto da un romanzo meraviglioso.

Micro-anticipazione della trama: un marito e una moglie scoprono che i loro coniugi sono amanti e si ritrovano attratti l’uno dall’altra, ma – in un primo momento – decidono di lasciar stare.

La haine (1995)
  • L’odio (Francia) di Mathieu Kassovitz

È la storia di una società che precipita e che mentre sta precipitando si ripete per farsi coraggio: fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene; il problema non è la caduta, ma l’atterraggio.

Oltre che essere un capolavoro sotto ogni aspetto tecnico e non, L’odio è un film dall’enorme influenza culturale. Difficile trovare un film che abbia raccontato con pari veridicità e schiettezza la realtà, il malessere e la bellezza delle banlieue parigine e delle periferie delle grandi città in generale. Tre personaggi iconici, tre attori superlativi, una sceneggiatura da lode e bacio accademico e tante altre qualità che sarebbe superfluo elencare, fanno di questo film una pietra miliare, importante anche al di fuori del mondo cinematografico. Una curiosità: è senza dubbio il film che ha influenzato di più la scena hip hop europea, francese e italiana su tutte. Da Marracash (il titolo della canzone Fino a qui tutto bene è una citazione del film e anche il testo ne è pieno) fino al grande successo di Thoiry (la frase ripetuta nel ritornello è una citazione del film), sono stati tanti gli artisti che ne hanno tratto ispirazione. 

Filippo Minonzio

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Anna Marocco ha detto:

    interessante, ma dove si possono visionare !! grazie

    "Mi piace"

    1. filippominonzio ha detto:

      Ciao Anna, sono l’autore. Purtroppo questi film non sono disponibili sulle maggiori piattaforme di streaming legale (a parte Mommy, disponibile su Raiplay): a volte vengono passati in Tv, altrimenti si possono acquistare singolarmente su Youtube o in DVD/Bluray. Buona giornata

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...