L’Orto botanico di Torino

Nel cuore di Torino, immerso nel verde del Parco del Valentino, si cela una vera e propria oasi di piacere, un luogo in cui poter godere di pace e relax a contatto con la natura.


Stiamo parlando dell’Orto Botanico di Torino, fondato nel lontano 1729 da Vittorio Amedeo II e attualmente coinvolto dal Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino in varie attività di ricerca. Inaugurato con l’iniziale obiettivo di favorire una conoscenza approfondita delle specie vegetali in esso coltivate, soprattutto in relazione allo studio di usi, forme, origini e caratteristiche ecologiche, la struttura è stata aperta al pubblico a partire dal 1997, coniugando alla finalità divulgativa di stampo essenzialmente accademico un intento e un approccio anche di carattere ludico-amatoriale e turistico.

Allestimento dell’orto botanico

L’allestimento attuale dell’Orto botanico, derivante dalla ristrutturazione iniziata nel 1995, si compone di un’area allestita a giardino, sita tra l’edificio del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi e il Castello del Valentino, e di un retrostante Boschetto. All’interno del Giardino, diviso in aree tematiche in relazione alle famiglie botaniche, è possibile apprezzare la presenza di un Alpineto e di 4 serre: la serra del Sudafrica (ove sono stati ricreati diversi ambienti tipici della regione sudafricana, come il Fynbos, il Karoo e il Namaqualand), sul lato ovest, e la serra delle piante succulente (adatte a climi aridi), quella tropicale (detta anche “all’olandese” per la sua struttura seminterrata) e la più recente serra di moltiplicazione, sul lato est. Quest’ultima è stata costruita nel 2019 con il contributo della Compagnia di San Paolo, allo scopo di garantire l’accoglimento delle semine, il ricovero invernale degli esemplari in vaso posti all’esterno nella bella stagione e la collocazione di piante oggetto di ricerche e di sperimentazioni. A tal fine, di recente, sono stati aggiunti spazi volti ad accogliere in condizioni microclimatiche idonee una collezione di orchidee da serra fredda.


L’Alpineto (in foto alcune delle specie in esso ospitate), realizzato negli anni 1962-63 dal professor Bruno Peyronel, esperto di flora alpina, fu composto mediante rocce prelevate dal Pian della Mussa con l’intento di imitare il più possibile l’ambiente naturale di montagna, onde permettere la messa a dimora di specie maggiormente esigenti, non coltivabili nelle normali aiuole sistematiche.

Piante e… non solo

Nella struttura sono presenti una collezione di piante officinali e tintorie, sul lato nord del Giardino, e una di piante acquatiche, vicino all’ingresso. Non manca, inoltre, una collezione di alberi da frutto: nel Giardino vengono ospitati fichi, meli, sorbi, peri, albicocchi; mentre nel Boschetto si trova una collezione di antiche varietà di meli, peri, ciliegi e pruni, denominata Collezione Garnier-Valletti.


Nell’Orto botanico, tuttavia, non sono soltanto le specie vegetali a farla da padrone. Vagando nel Giardino è possibile scorgere qualche anatra nuotare nello stagno o sorprendere l’oca Cornelio vagare qua e là nell’intento di sfuggire ai visitatori. Nel Boschetto, invece, oltre al suono di numerosi uccelli, è possibile udire un persistente ronzio di api: qui, infatti, in una zona accuratamente delimitata, trova spazio un apiario, inaugurato nel 2010 sull’esempio di innovative esperienze internazionali volte a ricreare in ambiente urbano uno spazio favorevole all’allevamento delle api. Ma non è finita qui: nell’area dell’Orto botanico si aggirano indisturbati anche diversi scoiattoli, che i più esperti di voi potrebbero riuscire a immortalare con qualche scatto suggestivo!


Dunque, se siete curiosi, non vi resta che visitare l’Orto botanico! La stagione 2021 di apertura al pubblico del complesso osserva il seguente calendario: da sabato 10 aprile a domenica 24 ottobre (sabato: dalle 15 alle 19; domenica dalle 10 alle 19 – nei mesi di aprile, maggio e giugno – e dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 – nei restanti mesi). Per accedere alle visite guidate è necessaria la prenotazione, che è possibile effettuare compilando un apposito modulo (reperibile a questo link).

Arianna Arruzza

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