Pedofilia non fa rima con amore

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“Succhiami la lingua” è la frase pronunciata dal Dalai Lama a un bambino, in occasione di un evento indetto per il 28 febbraio a McLeod Ganj, nella città indiana di Dharamshala. Una richiesta inaspettata dalla figura presa in causa, guida spirituale nonché Premio Nobel per la pace, che ha dovuto scusarsi pubblicamente rispetto all’atteggiamento osservato nei confronti di un minore, venuto a portargli omaggio. 

In merito a questo fatto di recente cronaca, sorgono numerose domande: Quali sono i confini del potere che un adulto può arrogarsi in quanto guida di un bambino o di un minore?fino a che punto questa libertà di potere può spingersi, senza tramutare in violenza? e, soprattutto, il comportamento del Dalai Lama ha valicato questi confini?. Il dibattito, particolarmente vivo negli attimi immediatamente successivi all’accaduto, si è diradato gradualmente fino a spegnersi quasi del tutto con le scuse di Tenzin Gyatso. Indubbiamente, però, resta pulsante il cuore della violenza e degli abusi esercitati sui minori, in Italia come nel mondo intero, ecco perché il 5 maggio di ogni anno viene indetta la Giornata Nazionale Contro la Pedofilia e la Pedopornografia: problemi attuali di cui non si può ignorare l’esistenza.

Come riconoscere la pedofilia: parliamone di più

Derivante dalla crasi di due termini greco-antichi (“pais”, letteralmente “bambino” e “filìa”, ossia “amore”), la pedofilia appare nel DSM-5 tra i disturbi parafilici, ossia psicopatologie caratterizzate dall’intensa persistenza di interesse verso la stimolazione sessuale attraverso metodi e modalità che non implichino partner umani. Ciò che rende “disturbante” l’eccitazione sessuale che implica oggetti inusuali sono il disagio e la compromissione della propria vita quotidiana, soprattutto a livello sociale, ma anche il possibile arreco di danni, fisici e/o psicologici a soggetti terzi.

Ai fini diagnostici di questo peculiare disturbo parafilico, esistono degli elementi target, proposti all’interno del Manuale, che consentono di meglio rilevare tale problematica. I soggetti affetti devono obbligatoriamente caratterizzarsi per un’età maggiore ai sedici anni e, rispetto agli altri minori implicati nelle fantasie erotiche, essere più grandi di almeno cinque anni. Tale patologia si contraddistingue per la presenza di persistenti impulsi, desideri e comportamenti sessuali avvertiti esclusivamente o parzialmente verso una o più persone in età prepuberale, e verificatisi consecutivamente per almeno sei mesi. È, inoltre, importante segnalare che si tratta di pedofilia non soltanto qualora avvengano atti di violenza manifesti o stupri, ma anche l’impiego di materiali pornografici che coinvolgano minori (pedopornografia).

Questione di sesso?

Secondo le statistiche, si rileva una maggior percentuale di persone affette da disturbo pedofilico di sesso maschile, sebbene esistano e siano sempre state coinvolte anche persone di sesso femminile. Risulta difficile, effettivamente, immaginare una donna in rapporto a fenomeni di abuso sessuale e di violenza nei confronti di esseri umani la cui nascita dipende dalla loro stessa esistenza, eppure questa è una realtà della quale spesso si vuole opacizzare la facciata. La stima effettuata da Petrone e Troiano nel 2010, rivela che circa il 6% degli abusi su minori è imputabile a figure femminili e il 78% di uomini pedofili afferma di esser stato violentato, durante l’infanzia, da una donna che, in alcuni casi, corrisponde alla madre. In queste situazioni, accade che la genitrice si senta in dovere di introdurre i propri figli alla sessualità, sostituendoli alla figura maritale e sfruttando la loro dipendenza affettiva per tramutarla in una sorta di “innamoramento morboso” che, tuttavia, lede al loro sviluppo psico-fisico e sociale e attende alla condizione di benessere dei minori a livello intra e inter familiare.

Possibili risvolti

Spesso incorriamo in forti espressioni quali: “Bisognerebbe castrarli tutti!” o “Ci vuole un provvedimento serio, come la castrazione chimica”, intervento, peraltro, avanzato da una proposta di legge in Italia, anni fa. Tali asserzioni si riferiscono, in ogni caso, alla castrazione, e insinuano che il problema ruoti esclusivamente intorno a fattori erettili e ormonali. Studi recenti hanno confutato quest’ottica di analisi della problematica, evidenziando quanto la sessualità non dipenda esclusivamente da fenomeni di questo tipo, ma includa altresì meccanismi psichici, per i quali, anche ammettendo la castrazione chimica come possibile risoluzione, si potrebbe accentuare il desiderio di vendetta dei pedofili sulle proprie vittime, ancora dotate delle proprie gonadi. Il trattamento terapeutico si rivelerebbe una delle “corsie preferenziali” per la parafilia pedofilica, in quanto esso agisce direttamente sui circuiti mentali e comportamentali della persona presa in cura.

Conclusioni

La tematica della pedofilia è aperta e concreta, anche nel mondo del web, specialmente in rapporto al periodo di pandemia da COVID. Nel 2021, la Polizia Postale italiana ha fronteggiato 5.316 casi di pedopornografia (il 47% in più rispetto all’anno precedente – FONTE: Pedopornografia e pedofilia in aumento nel 2021: il dossier della Polizia postale | Ministero dell‘Interno).

L’Osservatorio Mondiale Contro la Pedofilia, nel Report Annuale 2022 sulla Pedofilia e la Pedopornografia (comunicato-report-2022-ita.pdf (associazionemeter.org)) si riferisce al fenomeno come “sottaciuto” e caratterizzato da “numeri inquantificabili”. Insomma, quella della pedofilia è una realtà cruda ma silente, le cui coordinate ci sono spesso sconosciute, ma che vanno approfondite per evitare di continuare su questo percorso di incremento di abusi e di violenze su minori, la cui salute totale deve essere tutelata. Se siete a conoscenza di simili realtà o se avete incontrato, sul web, contenuti riguardanti minori, segnalateli alla Polizia Postale, all’Osservatorio o aiutate chi si trova coinvolto in queste situazioni, perché dall’informazione nasce sapere e con il sapere ci si può aiutare. Aiutiamoci.

Numero azzurro: 1.96.96

OS. MO. CO. P.: OS.MO.CO.P – Associazione Meter

Alessia Congiu

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