I CARE: un’iniziativa di UniTO contro la violenza di genere

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Lo scorso 9 giugno, all’interno del Complesso Aldo Moro dell’Università di Torino, si è tenuto l’incontro inaugurale del progetto “I CARE – Docenti, studenti, personale UniTO contro le molestie e la violenza di genere”, coordinato dalla professoressa Norma De Piccoli e promosso dal CIRSDe – Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere. Si tratta di un percorso formativo, della durata di otto ore, rivolto a tutte le persone che studiano o lavorano nell’Ateneo e mirato alla costruzione di una rete attiva nella prevenzione e nel contrasto delle molestie e della violenza di genere.
Il progetto si inserisce nel solco delle iniziative di ricerca, formazione, sensibilizzazione sul tema e supporto già attivate dall’Università, con lo scopo di promuovere una cultura fondata sul rifiuto di ogni forma di discriminazione, in cui tutti e tutte possano operare in uno stato di completo benessere

Crediti immagine: Pixabay.
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Le molestie nei luoghi di studio e di lavoro

Sebbene costituiscano un fenomeno troppo spesso ignorato, le molestie nei contesti lavorativi e di studio rappresentano tuttora un grave problema basato sulla disparità e sull’abuso di potere.

Secondo la Direttiva UE (2006/54/CE), con “molestia sessuale” si intende una “situazione nella quale si verifica un comportamento indesiderato a connotazione sessuale, espresso in forma verbale, non verbale o fisica, avente lo scopo o l’effetto di violare la dignità di una persona, in particolare attraverso la creazione di un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo”, ad esempio attraverso commenti, allusioni, atteggiamenti svalutanti e comportamenti discriminatori. La Direttiva richiede inoltre il monitoraggio del fenomeno della violenza, con un’attenzione specifica alla vita lavorativa.
Come evidenziato dall’ultimo rapporto dell’ISTAT (2024), infatti, si tratta di un fenomeno tutt’altro che raro: i dati permettono di stimare che, nel nostro Paese, il 13,5% delle donne tra i 15 e i 70 anni, che lavorano o hanno lavorato, abbia subito molestie a sfondo sessuale sul lavoro nel corso dell’intera vita. È importante notare, inoltre, che le molestie sul luogo di lavoro riguardano prevalentemente le giovani donne: il 21,2% nella fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni, contro il 4,8% dei coetanei uomini.

Come sottolineato durante l’incontro, il contesto universitario non è immune da queste dinamiche, poiché presenta dei fattori di rischio strutturali dai quali molto spesso si origina la violenza. Tra questi, i principali riguardano: organizzazioni fortemente gerarchiche, precarietà lavorativa, disparità nell’avanzamento di carriera tra uomini e donne, asimmetria di potere tra docenti, personale e studenti e una propensione al silenzio che ostacola le denunce. In questa cornice, un percorso formativo come quello di I CARE rappresenta un investimento istituzionale e culturale, finalizzato al riconoscimento precoce dei fattori di rischio e delle loro conseguenze sul benessere della comunità lavorativa e studentesca. 

I CARE: i punti di forza del progetto

I CARE si presenta come un’iniziativa innovativa sotto diversi punti di vista. Innanzitutto, il percorso costituisce un’occasione formativa basata sul confronto e sulla discussione, favorendo la partecipazione attiva di coloro che prendono parte agli incontri.

In secondo luogo, il focus del progetto è rivolto alla violenza di genere globalmente intesa, quindi non soltanto alla violenza maschile contro le donne. Sebbene quest’ultima sia la dinamica più conosciuta, infatti, non bisogna dimenticare che la violenza di genere colpisce anche le persone con orientamento sessuale e/o identità di genere non conformi al modello dell’eteronormatività, assumendo il nome di omotransfobia.

Infine, l’intervento si fonda sulle quattro “P” della “Convenzione di Istanbul” (2011).

  • Prevenzione: si basa sul contrasto alla subcultura patriarcale, su cui si sviluppa il fenomeno della violenza;
  • Protezione: fare in modo che le persone che hanno subito o subiscono violenza non si sentano sole;
  • Punizione: applicare le sanzioni previste dal Codice di comportamento dell’Università degli Studi di Torino;
  • Politiche integrate: combattere la violenza di genere con un approccio interprofessionale e interdisciplinare, per mezzo di contributi che derivano dalla psicologia, dalla sociologia e dal diritto.

I servizi presenti nell’Ateneo

Nella seconda parte dell’incontro, sono stati presentati tutti i servizi – rivolti sia al personale, che ai/alle studenti di UniTO – che si occupano di violenza di genere e che, purtroppo, sono ancora scarsamente conosciuti da chi frequenta l’Ateneo. Queste realtà si impegnano nell’offrire ascolto, accompagnamento, sostegno psicologico e legale e rappresentano dunque una risorsa concreta nella costruzione di un clima basato sul rispetto reciproco.

Il Comitato Unico di Garanzia (CUG)

Il CUG di UniTO è un organismo istituito all’interno dell’Ateneo, che opera per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere e il contrasto a ogni forma di violenza e discriminazione. Nello specifico, il suo compito è quello di promuovere azioni concrete per favorire l’uguaglianza, intercettare le cause di discriminazione e favorire politiche di conciliazione tra la vita privata e la vita lavorativa; formulare pareri sulle iniziative relative alle pari opportunità; monitorare le azioni già intraprese.
Tra le azioni già messe in atto, rientrano: la possibilità di attivare la carriera alias per le persone transgender, l’organizzazione di eventi in occasione dell’8 marzo e del 25 novembre, la promozione di un linguaggio inclusivo.

Per saperne di più: https://www.unito.it/ateneo/organizzazione-strutture-e-sedi/governance-e-organi-di-ateneo/comitato-unico-di-garanzia-cug

La Consigliera di fiducia

La Consigliera di fiducia è una figura esterna all’Amministrazione di Ateneo, incaricata di attuare i principi contenuti nel Codice di Comportamento, favorire il superamento di eventuali condizioni di disagio e il ripristino di un ambiente di lavoro e/o di studio sereno. Lavora nel contrasto a discriminazioni, molestie, violenze e mobbing, attraverso azioni di intervento formale o informale, consulenza, assistenza e formazione. 

Informazioni e contatti: https://www.unito.it/ateneo/organizzazione-strutture-e-sedi/governance-e-organi-di-ateneo/comitato-unico-di-garanzia-6

Gli sportelli antiviolenza 

A partire dal 2019, l’Ateneo offre un servizio gratuito rivolto a qualunque donna studi o lavori nell’Università di Torino che sta subendo o ha subito in passato violenza, attraverso l’attivazione di quattro sportelli antiviolenza. Gli sportelli rappresentano un luogo di supporto, ma anche di auto-determinazione ed empowerment, in un contesto di assoluta segretezza

Informazioni e contatti: https://www.unito.it/servizi/ascolto-e-supporto-alla-persona/sportelli-antiviolenza

https://telefonorosatorino.it/

https://www.emmacentriantiviolenza.com/

Safe Space

Safe Space” nasce come un ambiente sicuro, inclusivo e accogliente per le persone LGBT+ all’interno di UniTO, in risposta al minority stress e alle discriminazioni, che la comunità si trova ad affrontare anche in ambito lavorativo. Prevede percorsi di supporto psicologico, orientamento, formazione e organizzazione di iniziative culturali.

Informazioni e contatti: https://www.unito.it/servizi/ascolto-e-supporto-alla-persona/safe-space-unito

Ilaria Vicentini





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