Quando si parla di cinema western è difficile non pensare a John Ford: affermatosi alla fine degli anni ‘30 con Ombre rosse, l’americano è stato uno dei più grandi registi del secolo scorso, conosciuto in tutto il mondo per la sua rappresentazione del vecchio West.
È anche grazie a lui, inoltre, se John Wayne si fece strada e divenne il più importante attore di western e film d’azione di tutti i tempi, capace di portare sullo schermo uomini d’onore e sicuri di sé, eroi arroganti ma valorosi.
Le loro collaborazioni negli anni furono numerose: dal già citato Ombre rosse a Sentieri selvaggi, da Rio Bravo a Un uomo tranquillo. Nel complesso, lavorarono insieme alla realizzazione di ben 14 film, dagli anni ‘30 fino agli anni ‘60.
Fu proprio uno dei loro ultimi film, uscito nel 1962, a essere particolarmente apprezzato sia dalla critica sia dal pubblico: si tratta di L’uomo che uccise Liberty Valance.
In questa occasione, per la prima volta, John Wayne non fu il protagonista assoluto, poiché condivise lo schermo con James Stewart, un altro tra gli attori più amati dal pubblico internazionale. Egli, fino ad allora, si era dedicato principalmente a commedie romantiche e drammi; solo da poco si era avvicinato al genere western.
I due attori, d’altronde, in questo film non si allontanano particolarmente dai loro ruoli tipici: John Wayne, qui nei panni di Tom Doniphon, è ancora il pistolero più agile e veloce della città, rude eppure amato da tutti. È lui l’unico vero protettore degli abitanti di Shinbone, piccola cittadina del West, di fronte alle minacce del fuorilegge più spaventoso e violento della zona, Liberty Valance (interpretato da Lee Marvin).
Stewart, nei panni di Ransom Stoddard, è invece un semplice uomo di legge, che rispetta le regole e rifiuta assolutamente la violenza. I suoi comportamenti e la sua predilezione per i libri rispetto alle armi lo fanno sembrare del tutto estraneo dagli altri uomini del West. Il suo arrivo in città mostra subito la sua inadeguatezza: nel tentativo di difendere una signora da Valance e dalla sua banda, viene assalito a sua volta, dimostrandosi incapace di difendersi.
La contrapposizione tra i due uomini viene utilizzata da Ford per rappresentare qualcosa di molto più grande di una semplice ostilità: da una parte c’è il vecchio mondo del West, fatto di azione e armi; dall’altra c’è l’avanzare del nuovo mondo, quello della democrazia, rappresentato da Ransom e dalla sua legge.
È proprio grazie alla sua cultura e a una gentilezza così inusuale negli uomini del tempo che Ransom riesce presto a farsi amare e voler bene da tutta la città, soprattutto da Hallie (Vera Miles), giovane cameriera di cui Tom è innamorato, che rimane ammaliata dalla bontà del nuovo arrivato.
La città non è abituata, infatti, a uomini colti e istruiti quanto Ransom, che subito si presta a fare da insegnante ai bambini e a tutti gli adulti che non hanno avuto un’istruzione adeguata. Ed è proprio per questa sua educazione che, al momento delle elezioni, una forte maggioranza decide di eleggerlo come delegato di Shinbone, in modo che possa rappresentare la città all’assemblea costituente dello Stato.
È questo uno degli aspetti più rivoluzionari del film (fino ad allora mancante nel cinema western e nei film di Ford): la rappresentazione della democrazia. Gli abitanti di Shinbone, infatti, si radunano in assemblee e hanno la possibilità, attraverso il voto, di eleggere rappresentanti che possano fare il bene della comunità.
Il voto non basta, però, a fermare i fuorilegge. Liberty Valance gira ancora per le città, imperterrito, pronto a spargere terrore e a intimidire i cittadini con una violenza inaudita. È a questo punto, allora, che Ransom è costretto a compiere un passo nella direzione opposta. Da semplice avvocato si trasforma in classico eroe del West: recupera una pistola, esce in strada e, in uno scontro a due, spara e uccide Valance.
Celebrato e ammirato per aver liberato la città dalla sua più grande minaccia, Ransom ottiene l’amore di Hallie e, una volta arrivato a Capitol City, il rispetto dell’intera assemblea costituente dei delegati, che di fronte al suo coraggio decide di eleggerlo a rappresentante dello Stato a Washington.
La democrazia pone fine, dunque, alle regole del vecchio West per come l’abbiamo sempre conosciuto. Non c’è spazio sia per la democrazia sia per la legge del più forte; se inizialmente era stato Ransom a sentirsi fuori luogo in mezzo alla violenza, ora è Tom a non avere più uno scopo né qualcuno da proteggere, avendo anche perso l’amore di Hallie. Insomma, a Tom non resta altro che la propria pistola, di cui non sa più che cosa farsene.
Ma anche la felicità di Ransom si rivela illusoria. Alla base della sua celebrità, infatti, c’è una bugia, di cui lui stesso non era a conoscenza: a uccidere Liberty Valance non è stato lui, ma Tom, che ha voluto proteggere Ransom da quella che sarebbe stata morte sicura e ha sparato a Valance prima che l’uomo potesse fare fuoco.
A questo punto vacillano le basi su cui tutto sembrava costruirsi. È quindi la democrazia a trionfare? Oppure l’unica cosa che conta nel West, dopotutto, è ancora la capacità di usare una pistola e di farsi giustizia da soli?
In questa rappresentazione della fine del West, Ford vuole mostrarci la confusione e l’incertezza di un periodo di transizione, in cui tutto quanto è instabile e le certezze crollano, e in cui l’eroe solitario del West deve fare i conti con la civiltà. John Wayne, rappresentante per eccellenza di quell’epoca, alla fine si allontana senza riconoscenza, a mani vuote, per fare spazio al nuovo ordine.
Sergio Leone, che fu un grande ammiratore di Ford e lo citò come una delle sue massime ispirazioni, affermò che L’uomo che uccise Liberty Valance era il suo film preferito del regista, in quanto Ford “finalmente capì, all’età di sessantacinque anni, che cosa fosse il pessimismo”.
Il pessimismo, in fondo, è presente in ogni elemento del film e costringe tutti i personaggi in situazioni di profonda infelicità. Tom ha perso il suo scopo, non sa quale sia il suo ruolo nella nuova società e ha infine smesso di portare con sé il simbolo massimo della sua grandezza, ossia la sua pistola. Ransom si è costruito una carriera di enorme successo, è diventato senatore, ma è ancora rispettato e celebrato per l’unica cosa che non ha fatto. Anche Hallie, ora una donna ricca e colta, sembra comunque rimpiangere un passato più semplice e la vecchia città che ha lasciato dietro.
Così John Ford uccise il vecchio West: il nuovo ordine che è stato stabilito al suo posto, fondato su parole e apparenze, porta con sé soltanto amarezza e disillusione.
Alessandra Dell’Oste
Fonti
THE MAKING OF ‘ONCE UPON A TIME IN THE WEST’, Scraps from the Loft, 4 agosto 2016, ultima consultazione 5 luglio 2026, link: https://scrapsfromtheloft.com/movies/the-making-of-once-upon-a-time-in-the-west/.




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