Capitale Europea della Cultura 2033: la (lunga) partita di Torino

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Torino, la città che ha ospitato il primo Parlamento italiano, che ha dato i natali a Fiat ed Einaudi, ha avviato il percorso per diventare Capitale Europea della Cultura 2033. Il Ministero della cultura sceglierà la città italiana entro il 2029; se Torino dovesse spuntarla, il suo “anno” arriverà nel 2033.

Che cosa vuol dire essere Capitale Europea della Cultura?

L’idea nasce nel 1985, da un’intuizione della ministra greca della cultura Melina Mercouri. Ogni anno il titolo va a una o più città europee, che per dodici mesi raccontano se stesse attraverso mostre, spettacoli, progetti urbani. Tutto questo, però, non è solo vetrina: significa turisti, investimenti, riflettori internazionali puntati addosso e, soprattutto, qualcosa che resta anche dopo, quando gli sguardi si allontanano.

Le ultime capitali e i prossimi anni

Ogni edizione ha una storia che vale la pena raccontare. Prendiamo Gorizia e Nova Gorica, capitali nel 2025. Due città divise per decenni dal confine tra Italia e Slovenia, che nel 2004 hanno visto cadere fisicamente la barriera fisica, con l’ingresso della Slovenia nell’UE. Oggi di quel muro resta ben poco: un tratto in pietra, una fila di mattonelle nella pavimentazione di Piazza della Transalpina. Un segno che i cittadini attraversano ogni giorno, quasi senza accorgersene. Il titolo di Capitale Europea della Cultura è servito proprio a raccontare questa unione, trasformando un vecchio confine in una piazza condivisa. Non solo mostre e concerti, ma anche uno strumento di rigenerazione urbana, a volte persino di riconciliazione tra territori.

Le prossime nomine, fino al 2033, sono già decise. Torino si giocherà la sua partita proprio nell’ultimo turno, quello riservato ai Paesi Bassi, all’Italia e a uno Stato candidato o potenziale candidato all’Unione Europea.

Torino at night – Crediti immagine: ChristopherJClarke, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

Perché Torino vuole diventare Capitale europea della cultura?

Dietro la candidatura c’è un’idea precisa di città: una Torino che unisce la sua storia industriale e sabauda a una spinta continua verso la sperimentazione. Il progetto viene presentato come un laboratorio di idee, per mettere in rete ciò in cui la città è già forte: musei, cinema, musica, arte contemporanea.

Il percorso ha tappe precise. Il bando ministeriale è atteso per fine 2026. Entro l’autunno 2027 la città dovrà consegnare un dossier con la propria visione culturale di lungo periodo. Il vincitore italiano sarà scelto entro la fine del 2028. A lavorarci sono seduti allo stesso tavolo Comune, Regione e Camera di commercio, insieme ai due atenei cittadini, l’Università degli Studi di Torino e il Politecnico.

Torino, va detto, non è sola in questa corsa. Anche Viterbo si è mossa, puntando sul patrimonio della Tuscia. A Trieste, invece, il progetto è partito dal mondo del teatro, con l’idea di giocare la carta di una città di confine, a metà tra mondo latino, slavo e mitteleuropeo. Prima di sfidare le altre capitali europee, Torino dovrà convincere il Ministero della cultura di essere la proposta italiana più forte.

Una storia umanistica e museale già scritta

Torino non parte da zero. Ha una delle collezioni museali più ricche d’Italia: il Museo Egizio, secondo al mondo per importanza dopo quello del Cairo, la Galleria Sabauda, il Museo del Cinema e il Museo dell’Automobile. E poi l’arte contemporanea, con il Castello di Rivoli e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Accanto ai musei c’è una tradizione umanistica che parte dall’Illuminismo, passa per l’editoria di Einaudi e Utet, e arriva fino alla Scuola Holden, fondata da Alessandro Baricco per insegnare storytelling e arti narrative. Il Salone del Libro, il TorinoFilmLab e la Biennale Democrazia sono eventi che negli anni hanno costruito l’idea di una città che prende la cultura sul serio.

Le biblioteche: un patrimonio da riscoprire

Quando si parla di Torino e cultura, non si deve dimenticare che la città ha uno dei patrimoni bibliotecari più ricchi d’Italia, in gran parte sconosciuto anche a chi ci vive. Ad esempio, nella Biblioteca Reale, a due passi da Palazzo Reale, sono conservati oltre 200.000 volumi storici. Tra questi, tredici disegni autografi di Leonardo da Vinci, incluso il celebre Codice sul volo degli uccelli. Oppure alla Biblioteca Nazionale Universitaria si trovano codici miniati e spartiti musicali unici, sopravvissuti nel tempo a incendi che avrebbero potuto cancellarli per sempre.

Ma il vero punto di forza è che questi tesori sono a disposizione di tutti. Il sistema BI.TO unisce le biblioteche della città e dell’area metropolitana in un unico catalogo: 143 sedi, 3,8 milioni di volumi. È la rete bibliotecaria pubblica più grande d’Italia. Oltre alle sedi civiche storiche, arriva anche dove serve di più: negli ospedali, nel carcere delle Vallette e negli istituti minorili.

In questo contesto si inserisce la nuova Biblioteca Civica Centrale, che da settembre inizia a prendere vita negli spazi di Torino Esposizioni, al Valentino. Il capolavoro modernista firmato da Pier Luigi Nervi diventerà uno dei poli bibliotecari più grandi d’Europa: non un deposito di libri, ma una piazza coperta che crea uno spazio dove studiare, leggere e incontrarsi.

Le università e il ruolo dei giovani

L’Università degli Studi di Torino e il Politecnico hanno reso la loro città un punto di riferimento per studentesse e studenti che arrivano da tutta Italia e dall’estero, con un ricambio generazionale continuo. Non a caso, i giovani sono stati coinvolti fin dall’inizio: il logo della candidatura è nato da un progetto di co-creazione tra il team creativo di Armando Testa, una scuola elementare e tre istituti superiori torinesi.

Centinaia di aspiranti volontari si stanno già formando, affiancati da chi ha vissuto un’esperienza simile con Matera 2019. Un segnale chiaro: la Torino che si candida al 2033 vuole essere costruita insieme a chi vive e studia ogni giorno in città.

Il 2033 come il 2006?

A Torino tutti ricordano le Olimpiadi invernali del 2006, anche chi allora non era ancora nato. Quei Giochi hanno cambiato la città andando oltre lo sport: hanno portato la metropolitana, ridisegnato il Lingotto, acceso i riflettori internazionali su una città che fino ad allora si pensava soprattutto come “quella della Fiat”. Vent’anni dopo, Torino prova a ripetere quel salto. Questa volta non con la velocità delle piste da sci, ma usando il tempo lungo della cultura.

Se tutto va bene, il titolo arriverà nel 2033. Chi oggi studia all’università, avrà finito da tempo, forse con un lavoro o con una vita altrove. Torino, tuttavia, non sta costruendo questa candidatura solo per il futuro: la sta costruendo con chi ci abita oggi. Il 2033 è ancora lontano. Il modo in cui Torino ci arriverà, però, si sta decidendo proprio ora.

Barbara Ferrari

Fonti

BCT. Biblioteche civiche torinesi, “Sedi e Orari”, ultima consultazione: 19 luglio 2026, link: https://bct.comune.torino.it/sedi-orari

Città di Torino, “Verso Torino Capitale Europea della Cultura 2033. Indicati i componenti dell’Advisory Board”, ultima modifica: 16 giugno 2026, ultima consultazione: 19 luglio 2026, link: https://www.comune.torino.it/novita/comunicati/verso-torino-capitale-europea-della-cultura-2033-indicati-componenti

Ferrari Barbara, “Apre la nuova Biblioteca Civica Centrale a Torino Esposizioni”, The Password. Unito oltre gli asterischi, pubblicazione: 4 maggio 2026, ultima consultazione: 19 luglio 2026, link: https://thepasswordunito.com/2026/05/04/apre-la-nuova-biblioteca-civica-centrale-a-torino-esposizioni/

Hangar Teatri, “Trieste verso la candidatura a capitale europea della cultura 2033”, ultima consultazione: 19 luglio 2026, link: https://www.hangarteatri.com/ts-2033/

Redazione La Voce, “Viterbo e la Tuscia candidate a Capitale Europea della Cultura 2033”, La Voce, pubblicazione: 9 luglio 2026, ultima consultazione: 19 luglio 2026, link: https://www.quotidianolavoce.it/2026/07/09/viterbo-e-la-tuscia-candidate-a-capitale-europea-della-cultura-2033/

Regione Piemonte. Piemonte informa, “BI.TO, il nuovo sistema bibliotecario integrato di Torino e area metropolitana”, pubblicazione: 15 settembre 2025, ultima consultazione: 19 luglio 2026, link: https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/bito-nuovo-sistema-bibliotecario-integrato-torino-area-metropolitana

Torino2033, Torino ha iniziato il suo viaggio verso il 2033, ultima consultazione: 19 luglio 2026, link: https://torino2033.com/torino-si-candida/

Wikipedia, “Capitale europea della cultura”, ultima consultazione: 19 luglio 2026, link: https://it.wikipedia.org/wiki/Capitale_europea_della_cultura

Wikipedia, “Muro di Gorizia”, ultima consultazione: 19 luglio 2026, link: https://it.wikipedia.org/wiki/Muro_di_Gorizia

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