Fotografie dal mondo – Undici donne a Palazzo Madama

di Chiara Dalla Longa

Women of vision - Corte Medievale di Palazzo Madama
Women of vision – Corte Medievale di Palazzo Madama

Si è conclusa l’11 gennaio la mostra fotografica “Women of vision” durante la quale le protagoniste, undici fotografe collaboratrici di National Geographic, hanno affascinato il pubblico con i loro scatti. La Corte Medievale di Palazzo madama, colma per la grande affluenza, ha fatto da sfondo a queste differenti “visioni” femminili del mondo.

La foto scelta come copertina del catalogo e dell’iniziativa vede Nujood Ali, che a dieci anni ha deciso di fuggire dal violento marito trentenne, nonostante il padre le ordinasse di essere una brava moglie. La bambina riuscì a ottenere il divorzio presso un tribunale dello Yemen ed è ora un’eroina, simbolo della conquista dei diritti femminili di tutto il mondo. Lo scatto è di Stephanie Sinclair, che nei suoi lavori rappresenta l’infanzia nello Yemen e la sua attenzione è rivolta in particolare verso soldatesse antiterrorismo,
bambini mutilati perchè manifestanti contro il governo e matrimoni infantili.

Amy Toensing, nel 1999, durante un tirocinio a Monhegan Island, ritrae la cultura indigena e rappresenta il problema della siccità con uno scatto che ha fatto il giro del mondo e ricevuto diversi premi. Nel suo voler raccontare la storia del piccolo paese in cui si trova, l’artista ci mostra la bellezza delle donne, che sguazzano insieme nel mare, ma anche i legami famigliari, come nella foto in cui i due anziani fratelli Odom riposano nella loro camera sui propri letti, con ognuno il ritratto dell’altro appeso sopra di sé.

Esposizione di Diane Cook
Esposizione di Diane Cook

Diane Cook, invece, preferisce i paesaggi ai soggetti umani. Pittrice e fotografa, si occupa di un servizio al quale lavora con entusiasmo, documentando strutture dismesse e terrazze magnificamente rigogliose di fiori e piante a Manhattan. Le tecniche di rappresentazione della natura in soggetti come l’arcobaleno, i cieli e il mare colpiscono gli spettatori per la tecnologia da lei utilizzata.

Maggie Steber è un giornalista nata in Texas che segue particolarmente le turbolenti vicende di Haiti: disastri naturali e rivolte sociali. In seguito a quest’ultime ha ricevuto minacce di morte e intimidazioni che l’hanno costretta a lasciare il paese. Più recentemente il suo obiettivo si è spostato su “I segreti della memoria”, che vede l’utilizzo della fotografia come mezzo per creare nuovi ricordi, documentando la malinconia del viaggio nella perdita della memoria e per il superamento del trauma emotivo per la demenza senile, da cui è affetta la madre.

L’attenzione di Lynsey Addario è posta su soggetti ben più sensibili e infelici, quali l’alta percentuale di mortalità materna in Afghanistan, e documenta l’altissimo tasso di suicidi nelle ragazze che si danno fuoco per sfuggire all’angoscia della guerra e agli abusi coniugali. Un’ immagine parla da sé: a scuola una bambina sfregiata dalle ustioni gravissime, salvata da un incendio da lei stessa appiccato, guarda dritto nell’obiettivo, pur mostrando timidezza.

Esposizione di Kitra Cahana
Esposizione di Kitra Cahana

Kitra Cahana documenta “Cosa hanno in testa” le nuove generazioni in Texas, soffermandosi sul desiderio di nuove esperienze, come piercing e tatuaggi e sui conflitti famigliari. Un’altro suo servizio invece mostra rituali di guarigione e l’influenza delle superstizioni e delle credenze su medium che proteggono dal male.

Lynn Johnson scatta in bianco e nero e ambienta i suoi soggetti per lo più umani in Texas, Zambia e Messico. E’ una fotogiornalista conosciuta per la passione e la sensibilità che traspaiono nei suoi lavori. Le sue immagini raccontano scene di vita quotidiana: alcune donne ridono in un centro di bellezza, mentre una di esse, con un bambino in braccio, viene pettinata.

Carolyn Drake ritrae una giovane coppia che balla in un locale ad Hotan, provincia cinese, patria del popolo uiguro dove l’etnia Han è la maggioritaria. I club notturni nelle grandi città sono stati chiusi, poiché le autorità cinesi li dichiararono una minaccia per la pace. Altri suoi scatti mostrano riti di sciamani in cui il fuoco e le carte da gioco sono i protagonisti.

Beverly Joubert è molto affezionata al tema della salvaguardia della natura e crede che essa debba essere alla base della fotografia. In Botswana, con una minuziosa attenzione ai dettagli, immortala scene di vita di leopardi, leoni, zebre ed elefanti in ambienti tanto suggestivi da togliere il fiato.

Erika Larsrn dalla Norvegia ci propone immagini della cultura e della vita della popolazione e, spostandosi verso occidente, invece, ci mostra cosa rappresenta per la popolazione nativa americana il rapporto con il cavallo, sottolineando la loro cordiale accoglienza.

Jodi Cobb è una delle sole quattro donne mai entrate a far parte dello staff di National Geographic. In un suo servizio vediamo donne indiane che lavorano, trasportando mattoni sul capo e in un altro la rappresentazione del sentimento dell’amore. E’ su quest’ultimo che ci soffermiamo: alla Cobb è richiesto un reportage sull’ alchimia dell’amore e sull’eros come evento fuggevole. Per mostrarci questo “risultato di principi neurochimici” sceglie Venezia e Firenze, dove ragazze in spiaggia e donne che leggono finti giornali riportanti frasi sentimentali, sono state colte per un puro caso dall’obiettivo della sua macchina fotografica. L’attrazione fisica, la sessualità e il sentimento sono ampiamente raffigurati nelle espressioni dei soggetti.

10867189_10205969579180884_679459040_nParticolare ed emozionante, questa esposizione è stata apprezzata dai più,  trovandola interessante ed affascinante anche per chi non è un appassionato o un “addetto ai lavori”. National Geographic rappresenta una garanzia per quanto riguarda la qualità e il rigore nella selezione di artisti (in questo caso artiste) dalla bravura eccezionale.

(Fonte: http://www.nationalgeographic.it/ )

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