Il dilemma etico tra legge e giustizia
Nella coscienza di una società civile e democratica, esiste un confine invisibile oltre il quale la giustizia smette di essere un codice scritto per trasformarsi in una questione viscerale e d’istinto?
Di fronte alla violenza che viola la nostra libertà, calpesta i nostri sacrifici, la nostra quotidianità e i nostri affetti, l’impulso prende spesso il sopravvento, pretendendo verdetti immediati e definitivi. Tuttavia, possiamo sostenere che nel momento esatto in cui una persona commette un reato, perde il suo diritto alla vita? A risollevare questo dibattito secolare, dividendo l’opinione pubblica, è stata la vicenda giudiziaria di Mario Roggero, il gioielliere piemontese condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione, con l’accusa di duplice omicidio.
I fatti del 28 aprile 2021
È il 28 aprile 2021 quando tre uomini, armati di coltello e di una pistola, rivelatasi in seguito un giocattolo, irrompono nella gioielleria di Mario Roggero, situata a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo. I tre rapinatori aggrediscono la moglie del commerciante e minacciano la figlia per ottenere il bottino. Ottenuto questo, i tre rapinatori escono velocemente dal negozio, in fuga.
A quel punto, secondo le videoregistrazioni rese pubbliche, si vede Mario Roggero impugnare la propria arma e uscire dal negozio per inseguire in strada i tre uomini: spara cinque colpi, uccidendone due e ferendo il terzo.
Nel dicembre 2023, si era svolto un primo processo presso la Corte d’Assise di Asti, in cui l’uomo fu condannato a 17 anni di reclusione. La pena è stata poi ridotta a 14 anni e 9 mesi, in base al giudizio d’appello emesso a Torino. La condanna viene confermata definitivamente il 15 luglio 2026, data in cui Mario Roggero viene trasferito nel carcere di Bollate, in provincia di Milano.
Il caso mediatico: #freeMario
Subito dopo la sentenza, è lo stesso Mario Roggero ad annunciare su Instagram con un reel la conferma definitiva della condanna: “E’ finita, vado in carcere. Per me è un ergastolo”, dichiara il gioielliere.
In poche ore, sui social media – in particolare su Instagram – la comunità virtuale si è riunita attorno all’hashtag #freeMario o #iostoconMario. Nei post, nelle storie, nei commenti e nelle dichiarazioni di alcuni esponenti politici, il dibattito si è ampiamente polarizzato: da un lato chi ritiene ineccepibile la condanna per un omicidio avvenuto a pericolo ormai terminato; dall’altro, chi ritiene che il gioielliere abbia avuto l’unica reazione umana plausibile in quel momento, invocando la grazia presidenziale.
Questo fenomeno mediatico non rappresenta una semplice reazione emotiva, ma la spia di una profonda sfiducia verso la legge. La narrazione creatasi attorno al caso ha offuscato il reato di omicidio commesso, concentrandosi sul trauma dell’aggressione avvenuta da parte dei rapinatori.
La legge oggetto di dibattito: la legittima difesa
La vicenda di Mario Roggero tocca la fibra più intima del nostro senso civico: le ragioni per cui scegliamo di affidarci alla giustizia e non all’istinto. A tal proposito, cosa ci dice la legge? Quali sono i confini della legittima difesa?
L’articolo 52 del Codice penale non attribuisce al cittadino un diritto di farsi giustizia da sé o di sostituirsi allo Stato. Bensì, consente una reazione solo in presenza di requisiti specifici, stabiliti e chiariti dalla giurisprudenza. Tra questi figurano la presenza di un pericolo attuale e una difesa pari all’offesa. Nel caso di Mario Roggero, secondo i giudici di tutti i gradi di giudizio, l’attualità del pericolo è venuta meno nel momento in cui i rapinatori sono usciti dal negozio.
Perché è importante un’alleanza sociale?
Per comprendere il senso di questi limiti, senza fermarsi alla tifoseria da social, occorre fare un passo indietro e recuperare alcune nozioni di filosofia politica, che possono offrire un’interessante chiave di lettura.
Nel 1651, durante la guerra civile inglese, il filosofo politico Thomas Hobbes teorizza il concetto di contratto sociale, esposto nell’opera The Leviathan. Secondo Hobbes, in un ipotetico stato di natura, ossia una situazione in cui non esistono né Stato né regole, gli esseri umani vivrebbero in conflitto tra di loro. In questo contesto, dove non esistono leggi né esiste chi le fa, i desideri degli individui non hanno né vincoli né limiti e ognuno può rivendicare il diritto su qualsiasi cosa voglia. Per rappresentare i rapporti tra individui nello stato di natura, Hobbes usò anche l’espressione homo homini lupus (l’uomo è lupo fra gli uomini).
Per questi motivi, gli esseri umani scelgono di uscire dallo “stato di natura” cedendo il monopolio a un’autorità centrale: lo Stato. Il fine ultimo del contratto sociale è dunque garantire la convivenza pacifica e la certezza del diritto. Tuttavia, il senso moderno del contratto sociale non sta nell’accentrare un potere autoritario, ma nell’evitare che la tutela dei diritti passi attraverso la violenza.
Il valore della vita
Il caso di Mario Roggero non solleva solo dubbi normativi, ma anche di natura umana, riguardo al valore sacro della vita stessa. Esiste davvero un momento in cui una persona perde il proprio diritto di esistere? E siamo noi, eventualmente, a dover esserne giudici? Accettare questa logica potrebbe mettere in dubbio ogni principio etico, trasformando la convivenza in una lotta contro il prossimo.
Stefania Salemi
Fonti
Barisone Maurizio, “Il caso Roggero. La legittima difesa e la gerarchia dei valori nella Costituzione”, 21/07/2026, Giustizia Insieme, ultima consultazione 16/07/2026, link: https://www.giustiziainsieme.it/articolo/4059-il-caso-roggero-la-legittima-difesa-e-la-gerarchia-dei-valori-nella-costituzione.
Falvella Filippo, “Dei delitti e delle pene: il caso Roggero” 23/07/2026, Ulisse, ultima consultazione 18/07/2026, link: https://www.ulisseonline.it/opinioni/dei-delitti-e-delle-pene-il-caso-roggero/.
Grillo Paolo, “Caso Roggero. Una riflessione sulla legittima difesa”, 20/07/2026, Diritto e Giustizia, ultima consultazione 21/07/2026, link: https://www.dirittoegiustizia.it/dettaglio/16072488/caso-roggero-una-riflessione-sulla-legittima-difesa.
Pelligra Vittorio, “Il contratto sociale e la legittimazione del potere politico”, 30/04/2023, Il Sole 24 ore, ultima consultazione 22/07/2026, link: https://www.edc-online.org/it/italiano/blog/vittorio-pelligra/it-mind-the-economy/18589-il-contratto-sociale-e-la-legittimazione-del-potere-politico.html.



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