Antichi Trattati, Moderno Sport

Di Mauro Antonio Corrado Auditore

Maschere da scherma, Giubbe imbottite in pelle con placche di materiali plastici ad alta resistenza, Parabraccia e guanti, protezioni sui fianchi, con gambali e ginocchiere quasi simili a una tenuta antisommossa. Due uomini così bardati si fronteggiano, brandendo spade a due mani, sferrando colpi molto raccolti, lanciati, ben diversi da quei movimenti ampi e coreografici che tanto si vedono al cinema. All’improvviso, uno dei due lascia la spada dopo una parata e un incrocio di lame molto stretto, e abbranca l’altro, portandolo al suolo e immobilizzandolo.

Due combattenti in allenamento con spada a due mani (Foto gentilmente fornita da ASD La Sala Delle Armi)

Signore e signori, benvenuti nel mondo dell’HEMA, disciplina sportiva che trasporta la scherma storica dei trattati tramandati sin dal medioevo e dal rinascimento in un contesto di moderno agonismo. La sigla sta infatti per Historical European Martial Arts.

Un primo revival della scherma storica si ebbe già nel XIX secolo ad opera di Alfred Hutton, ufficiale del primo reggimento di cavalleria inglese, i celebri King’s Dragoon Guard. Ma l’HEMA nella sua forma moderna è più di un semplice revival, è uno studio tecnico in continuo divenire, terreno di confronto con tecniche e scuole variegate, in evoluzione.

La base di partenza sono appunto dei trattati, quali il Manoscritto 1.33 della royal armory, noto come Walpurgis FechtBuch, Il Flos Duellatorum di Fiore dei Liberi da Premariacco, i codici Dobringer e Ringeck, tramandati dal maestro Liechtenhauer. Testi antichi, di cui restano pochi manoscritti, che descrivono tecniche di combattimento in duello, con e senza armatura, ma anche lotta, prese e proiezioni.

Lo studio di queste tecniche è forse simile, nell’impostazione, alla rievocazione storica, tanto che non mancano rievocatori con esperienze di HEMA e atleti che hanno un background da rievocatori, ma l’intento è ben altro. Se nella rievocazione si presentano tecniche e colpi sempre concordati, combattimenti pianificati tra i due schermidori, al solo scopo d’illustrare l’antica arte, nell’HEMA lo scontro è reale e competitivo, cosa che rende necessarie attrezzature ben più moderne ed efficienti di quanto fossero le armature dei tempi andati. Anche le spade sono state adattate, metalli più leggeri e performanti, lame più flessibili e ovviamente non affilate, con un ricciolo in cima per ospitare un tappo in gomma e diminuire i rischi di un colpo di punta. Nei casi di armi estremamente pesanti come il Messer, la lancia, l’alabarda e simili si preferisce usare repliche in materiali inoffensivi, perché l’eccessivo peso degli esemplari in metallo metterebbe in crisi anche le moderne protezioni. Queste ultime formano una parte molto corposa dell’equipaggiamento, e dei costi da sostenere per praticare a livello agonistico. E se ne ha ben bisogno, di quelle maschere e corazze testate con una forza di 1600N, per poter reggere lo scontro.

I “Ferri” del Mestiere (Foto di Roberta Pala tramite ASD La Sala Delle Armi)

Il combattimento in se è molto breve, ma col peso (5/10 kg abbondanti) delle armature e delle armi, con le maschere che proteggono bene ma affaticano il respiro, è comunque estenuante, tanto da limitarsi spesso tra i 60 e i 180 secondi, o a 3-6 punti, concedendo pause dopo ogni colpo a segno per tirare il fiato. L’area di combattimento non è la classica “pedana” della scherma olimpica, ma uno spazio, squadrato o meglio ancora circolare, di circa 4 metri per 4, in cui i combattenti si spostano anche in laterale, sfruttando tutte le possibili dimensioni del combattimento. Come accennato a inizio articolo, la lotta viene considerata, in molti trattati, un estensione della scherma stessa, e viene infatti concesso effettuare prese e proiezioni, anche gettando via la propria arma se giudicata un impaccio eccessivo, avendo a disposizione un tempo limite per avere il sopravvento sull’avversario. A seguire lo scontro, tre giudici, che decretano la validità dei colpi, e un arbitro, che mantiene i parametri di sicurezza per i combattenti e che giudica le situazioni di lotta stretta.

Un combattente si prepara a scendere in campo durante il Torneo TaurHEMAchia (Foto di Federica Bramardo tramite ASD La Sala Delle Armi)

Le regole tendono a variare tra le varie associazioni e federazioni, ma in linea di massima è una questione tecnica sul tipo di colpi ritenuti validi, sul punteggio assegnato ai colpi su varie parti del corpo, se dare la precedenza ai colpi alla testa, quale tempo limite dare per ottenere un vantaggio in lotta. Cambiano parametri, ma non la sostanza fondamentale. Il coordinamento nazionale che raccoglie la maggioranza delle scuole italiane, HEMA Italia, sta discutendo un regolamento collettivo ufficiale, ma per ora si lascia ai “padroni di casa” dei tornei l’ultima parola sulle regole.

Dimostrazione di Spada Da Lato in durante la Festa dello Sport, a Torino, piazza castello, giugno 2014 (Foto tramite ASD La Sala Delle Armi)

E veniamo a noi, parliamo dei “nostri” padroni di casa. Perchè sì, a Torino si pratica HEMA, e da tempo. Due associazioni, gemellate tra loro, La Sala Delle Armi e Speculum Historiae, sono attive ormai da un lustro nel mondo della scherma storica, l’una più sull’aspetto agonistico, l’altra più su quello storico-rievocativo, e praticano settimanalmente tecniche, principalmente di Spada e Brocchiere, Spada da lato rinascimentale e Spada a due mani, abbinati a preparazione e potenziamento fisico mirati a sopportare bene lo sforzo del combattimento. Sala delle Armi è socio fondatore di HEMAitalia e organizza già da alcuni anni il torneo TaurHEMAchia, che offre le categorie Open, aperte a tutti, Beginner, con armi da allenamento in nylon per i novizi, e categorie femminili dedicate. Il tutto è inserito in una cornice di Seminari e sessioni di sparring aperte a tutti i praticanti, anche non iscritti ai tornei, con il principale scopo di confrontarsi e migliorare le proprie conoscenze e capacità, non solo nella tecnica, ma anche nell’ambito della pura preparazione atletica.

Questo è forse il vero cuore della comunità HEMA mondiale e italiana: un confronto continuo volto a far evolvere uno sport ancora relativamente “giovane”, in piena diffusione in europa e anche oltreoceano, per studiare e riscoprire metodi di combattimento tradizionali tipicamente occidentali, organicizzandoli nella forma di un arte marziale. Ancor più, la scuola di scherma italiana, storicamente molto rinomata, con suoi trattati e tradizioni, sta riemergendo e crescendo nel panorama internazionale anno dopo anno, e siamo sicuri di vedere grandi cose da loro.

Un ringraziamento particolare alle associazioni ASD La Sala Delle Armi e Speculum Historiae, nella figura degli istruttori Jacopo Penso e Lorenzo Marchese, e degli atleti Fabio Argudin Furlong, Erica Boscolo e Vittorio Muià 

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