Una treccia sulla Luna

È diventata recentemente virale la fotografia dell’astronauta Christina Koch mentre osserva la Terra da uno degli oblò della navicella Orion: una sua treccia spicca nella parte alta dell’inquadratura.

La missione esplorativa della NASA Artemis II attorno alla Luna, infatti, ha avuto un enorme impatto, anche emotivo, a livello internazionale: i media occidentali ne hanno parlato frequentemente e anche sulle piattaforme social è stato possibile seguire ogni secondo della spedizione, durata 10 giorni, dal lancio, il 1° aprile 2026 (ore 18.35 EDT, 00.35 ora italiana), fino al tanto agognato atterraggio, l’11 aprile 2026 (ore 20.07 EDT, 2.07 ora italiana).

La missione

Il mondo, quindi, sembra aver apprezzato una così gioiosa distrazione. È stato quasi “semplice” voltare lo sguardo dalla guerra in Iran, dalla distruzione su Gaza e dai tweet minatori del Presidente Donald Trump.

Tuttavia, è bene sottolineare che questo è stato il primo volo umano a superare l’orbita terrestre bassa dall’ultima missione del Programma Apollo del 1972. Per di più, la navicella Orion, con i suoi 406.000 chilometri, ha battuto il record di distanza dalla Terra stabilito dalla missione Apollo 13 del 1970 (400.171 chilometri).

Inoltre, durante la missione Artemis II sono stati raccolti diversi dati di grande rilevanza scientifica, tra cui video e fotografie di più di 30 regioni lunari, anche della cosiddetta “parte nascosta” della Luna, cioè quella non visibile dalla Terra.

art002e012673 (April 6, 2026) – the Artemis II crew passes the Moon during an observation period, the lunar landscape sharpens into focus: an expansive gray terrain scattered with craters and shadows stretching beneath the black expanse of space.

credits: NASA
NASA Images and Media Usage Guidelines

I social e le relazioni parasocali

Come si può spiegare una così profonda e intensa reazione? Perché ci sentiamo quasi “legati” a questa manciata di perfetti sconosciuti?

Rispetto alle precedenti degli anni ’60 e ’70, la più grande differenza nella percezione che abbiamo di questa missione risiede nel modo in cui è stata raccontata.

Non soltanto seguita da canali ufficiali e giornali, Artemis II è forse la prima grande spedizione a essere vissuta e narrata anche attraverso le piattaforme social. Su X, Instagram e TikTok tutti hanno avuto accesso immediato a centinaia di informazioni riguardanti il flyby lunare: le fotografie dell’equipaggio erano ovunque, i video degli astronauti, nella loro quotidianità sul veicolo spaziale Orion, sono stati utilizzati per centinaia di video edit e numerosi artisti hanno prodotto illustrazioni e animazioni di ogni genere.

Abbiamo quindi potuto vivere insieme all’equipaggio l’emozione di questa grande conquista, l’ansia del malfunzionamento tecnico e la commozione nel nominare uno dei crateri lunari “Carroll“, in onore della defunta moglie del comandante Reid Wiseman.

Questo tipo di narrazione ha fatto sì che lo spettatore instaurasse quella che Donald Horton definiva “relazione parasociale“, attraverso la quale si provano sentimenti di vicinanza, e talvolta di affetto, nei confronti di persone che si crede di conoscere (anche, come in questo caso, attraverso le informazioni che si ricevono tramite i social).

Una treccia sulla Luna

Per esempio, si può riscontrare questo meccanismo nella reazione scaturita dall’immagine della treccia di Christina Koch mentre osserva la Terra da uno degli oblò della Orion.

art002e008487 (April 4, 2026) – NASA astronaut and Artemis II mission specialist Christina Koch peers out of one of the Orion spacecraft’s main cabin windows, looking back at Earth, as the crew travels towards the Moon.

credits: NASA
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Astro Christina, nome che utilizza sui social l’astronauta, è la prima donna della storia a entrare in orbita lunare. Un record che, nel 2026, sembra quasi datato, considerando che è arrivato a più di 55 anni dal primo passo sulla Luna di Neil Armstrong.

Pertanto, quella singola treccia — un simbolo semplice, forse, ma tramandato di madre in figlia da centinaia di migliaia di anni — è riuscita a parlare a tutte le donne del mondo e della storia. Noi non conosciamo di persona l’astronauta, né tantomeno sappiamo quali siano i suoi valori. Nonostante ciò, grazie all’abbattimento delle distanze favorito dai social, una semplice immagine è riuscita a toccare nel profondo ogni donna al di là dello schermo.

Questa fotografia, infatti, racconta non soltanto di tutte quelle scienziate, ingegnere, dottoresse, scrittrici e inventrici che, in passato, hanno dovuto lottare per ottenere il proprio posto nella storia, ma anche di tutte quelle che un domani, guardando Christina Koch, sapranno di poter ottenere la Luna e le stelle.

Alice Musto

Fonti

Bonaventura Filippo, “Artemis II, le 10 immagini più spettacolari della missione NASA che ha volato attorno alla Luna”, Geopop, 12 aprile 2026, ultima consultazione: 13 aprile 2026, link: https://www.geopop.it/artemis-ii-10-foto-piu-spettacolari-missione-nasa-scattate-attorno-luna/#2-il-pianeta-blu-dalloblo-di-orion.

Magistroni Mara, “Cosa hanno fatto gli astronauti durante la missione Artemis II? Un riepilogo di alcuni test tecnici e esperimenti scientifici”, Wired, 10 aprile 2026, ultima consultazione: 13 aprile 2026, link: https://www.wired.it/article/cosa-hanno-fatto-astronauti-durante-missione-artemis-ii-riepilogo-test-tecnici-esperimenti-scientifici/.

NASA, NASA Images and Media Usage Guidelines, ultima consultazione 13 aprile 2026, link: https://www.nasa.gov/nasa-brand-center/images-and-media/

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