«Se io trovassi un posto a questo Mondo che mi facesse sentire come da Tiffany…»

Holly Golightly, l’eccentrica ragazza interpretata da una meravigliosa Audrey Hepburn nel film diretto da Blake Edwards e tratto dall’omonimo romanzo di Truman Capote,  ci andava a fare colazione quando aveva “le paturnie”; oggi chi visita uno dei molti punti vendita sparsi nel mondo ricerca i pregiatissimi gioielli venduti dall’azienda. E’ celebre il caratteristico colore azzurro che prende proprio il nome dal negozio e i moderni ciondoli a forma di cuore che riportano la scritta «Return To…». E’ scintillante e sinonimo di lusso, ma pochi sanno che la sua storia è molto particolare.

Di cosa stiamo parlando? Di Tiffany’s naturalmente.

Il “Blue Book” di Tiffany.

La celebre gioielleria, consacrata dal mondo del cinema e dall’immaginario creatosi intorno alla qualità dei prodotti venduti, è stata fondata nel 1837 a New York, dove ancora oggi è presente il più importante punto vendita. Creata da Charles Lewis Tiffany e John B. Young e inaugurata il 18 settembre al 259 di Broadway, inizialmente non era stata ideata come una vera gioielleria: i prodotti venduti erano molti e molto diversi tra di loro, tra cui anche articoli di cancelleria. La svolta avviene undici anni dopo quando il signor Tiffany decide, speranzoso di ampliare il proprio giro di affari, di estendere il mercato della propria attività acquistando alcuni gioielli della Corona francese. Nasce, così, il primo catalogo Tiffany della storia – chiamato «Blue Book»- che, ancora oggi, viene prodotto annualmente e presenta le nuove creazioni.

La “Tiffany Blue Box”

Proprio da questo primo esperimento nacque il celebre colore, riportato anche sulle confezioni. Le «Tiffany Blue Boxes», infatti, confezioni regalo preparate all’acquisto di un gioiello Tiffany, sono famose tanto quanto i gioielli al suo interno; il New York Times, già nel 1906, riportava “Tiffany ha in negozio una cosa che non si può comperare per nessuna cifra, si può solo ricevere in regalo: una delle sue scatole”. Scelte dal signor Tiffany in persona, queste confezioni sono utilizzate ancora oggi e, esattamente come allora, sono molto ricercate da appassionati e collezionisti.

Audrey Hepburn indossa lo “Yello Diamond” alla presentazione del film “Colazione da Tiffany” (1961)

La fortuna della gioielleria cresce a dismisura, fino al 1848 quando Cherles Lewis Tiffany è conosciuto in tutta New York  come «The king of Diamonds». Nel 1886 crea il celebre anello di fidanzamento «Tiffany Setting», uno dei gioielli più famosi del marchio americano; decorato da preziosi diamanti e venduto ancora oggi, senza che il suo design sia mai stato alterato. Altrettanto importante, nella storia della gioielleria Tiffany’s, è il ritrovamento del «Yellow Diamond» del 1878 a Kimberley (Sud Africa); preziosissimo, con i suoi 287,2 carati, è uno dei diamanti gialli più grandi mai trovati nella storia. Venne indossato solo due volte: la prima da Sheldon Whitehouse al Tiffany Ball (1957) incastonato, per l’occasione, in una collana, e dall’attrice Audrey Hepburn (1961) proprio per l’uscita di “Colazione da Tiffany”. Oggi, invece, è esposto all’interno del più importante punto vendita di New York.

I gioielli di Tiffany indossati da Daisy Buchanan (Carrey Mulligan) nel film “Il Grande Gatsby”.

Tiffany&Co., nonostante sia divenuto celebre grazie ai prodotti di gioielleria, non è conosciuto solo per queste creazioni. Sono molti e molto diversi, infatti, gli oggetti creati dall’azienda, come spade da cerimonia usate durante la guerra civile e trofei per il campionato di Baseball. Diversi sono, inoltre, gli oggetti creati appositamente per illustri acquirenti, desiderosi di avere o regalare preziosi manufatti unici nel loro genere. Un esempio è la carrozza d’argento, commissionata da P.T. Barnum nel 1868, come regalo di nozze per il generale Tom Thumb e la sua sposa. Proprio questo oggetto aveva la particolarità di essere in miniature, per proporzionarsi alla ridottissima statura – nemmeno novanta centimetri – del generale. Lo stesso vale per l’oggetto richiesto, nel 1891, da Harry Houdine, il famosissimo mago e illusionista statunitense. Celebre per le sue fughe al limite del reale, avrebbe fatto preparare per sé un orologio da taschino tempestato di diamanti e munito di una piccola catenella dorata formata da piccole manette concatenate. Molti sono gli acquirenti celebri della gioielleria, come Francis Scott Fitzgerald, il famoso scrittore americano. Proprio sulla base di alcuni scritti al negozio dello stesso Fitzgerald, il marchio ha partecipato con alcune creazioni e gioielli d’epoca al lungometraggio diretto da Baz Luhrmann “The Great Gatsby”, tratto dall’omonimo romanzo di Fitzgerald.

Nel 2012, infine,  in occasione dei 175 anni di Tiffany&Co. è stato introdotto, in esclusiva per l’azienda americana, un nuovo pregiatissimo metallo: il Rubedo. Un mix di oro, argento e rame che produce una luminosissima lega con cui sono stati prodotti alcune pezzi in edizione limitata. La scelta di festeggiare così questo importante anniversario sarebbe stata dettata dalla tradizione, in particolare dall’eccellenza di Tiffany&Co. per quanto riguarda i metalli. La gioielleria, infatti, fissò la purezza dell’argento (925/1000) adottata poi ufficialmente dal governo americano.

Audrey Hepburn in una scena del film “Colazione da Tiffany”.

Una storia costellata di successi, all’insegna del lusso e del prestigio della gioielleria. Un successo planetario, riconosciuto ancora oggi, che fa sospirare e desiderare una delle piccole confezioni azzurre. Una storia che non lascia dubbi e che ci fa esclamare, esattamente come Holly dopo una delle tante colazioni, che nessun posto è come Tiffany.

Di Alessia Alloesio

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