Disappearance of Darkness: Robert Burley e il contrasto analogico-digitale

di Chiara Dalla Longa

Robert Burley, nato nel 1957 in Canada, è un fotografo di architettura e docente di fotografia a Toronto. Egli ispirandosi alla frase di Marshall McLuhan “La tecnologia di ieri diventa una forma d’arte di oggi” sviluppa il suo progetto fotografico La scomparsa dell’oscurità. Questo reportage ha come tema l’assenza di luce, che prima dell’avvento della fotografia digitale era determinante per il processo fotografico della pellicola. Vi è infatti rappresentato il passaggio dall’era analogica a quella digitale. Disappearance of Darkness, il titolo originale, è nato nel 2005, anno di chiusura della sede della Kodak di Toronto. Da quell’avvenimento Burley ha deciso di viaggiare per il mondo e documentare il declino della pellicola, lo sviluppo del digitale e il conseguente impatto sulla società circostante. Le fotografie ritraggono fabbriche chiuse in Canada, Stati Uniti ed Europa, ma anche le attrezzature usurate, gli edifici ormai abbandonati e gli operai disoccupati che manifestano.

Implosions of buildings 65 and 69, Kodak Park, Rochester, New York (1 ottobre 2007)

Interessante è anche l’utilizzo di una macchina a pellicola da 4”x5”, in un momento in cui il digitale è il più utilizzato. Può essere citato come esempio la fotografia scattata alla demolizione degli edifici Kodak a New York, la sede centrale, circondato da curiosi e ex impiegati che assistendo alla scena immortalavano il momento con cellulari e fotocamere digitali. Il messaggio evidenzia il contrasto tra queste due realtà: una in declino, l’altra in emergenza.

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Questo progetto che ritrae oltre la già citata Kodak anche le aziende Ilford, Agfa, Impossible Project, Polaroid (Inghilterra, Germania, Paesi Bassi, Boston), è diventato un libro a tutti gli effetti (Disappearance of Darkness – Photography at the end of the analog era) e rappresenta una testimonianza concreta di una realtà malinconica, di un’era dove la bellezza stava nella pellicola e il processo chimico che ne sta dietro.boh1

Gli scatti, oggetto di diverse mostre in Canada, Francia e Stati Uniti, sono tristi, cupe e hanno un forte impatto emotivo; sono uno spunto di riflessione per quanto riguarda le innovazioni tecnologiche e il loro grande impatto nell’ambiente sociale, geografico e artistico circostante.

Un altro scatto interessante è A darkroom at Kodak, Canada, Toronto. Rappresenta l’ingresso di una camera oscura della Kodak di Toronto, uno scatto in bianco e nero che suscita l’emozione dell’antico, ma la malinconia dell’abbandonato. Sembra un luogo senza più uno scopo, vuoto e disabitato, a causa dell’avvento di una tecnica più facile e avvicinabile dai più.

Così si esprime Robert Burley su Disappearance of Darkness:
L’obiettivo del mio lavoro è quello di esplorare i luoghi in cui si praticava l’alchimia del processo fotografico su larga scala nel corso del secolo scorso. La caratteristica essenziale di queste fabbriche è, ironia della sorte, l’oscurità, assenza di luce: una caratteristica che ha definito il processo fotografico da quando è stato inventato nel 1839. L’atto di fotografare è spesso associato con il desiderio di registrare qualcosa sul punto di cambiamento o di scomparsa. In questo caso, il mio soggetto è il mezzo stesso.”<

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