BIT: Ma il turismo si mangia?

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Ammettiamolo, tutti siamo stati, almeno una volta, in un’agenzia viaggi, o in un villaggio vacanze e chiunque ha preso almeno un volo in vita sua, o ha fatto una crociera; solo che mentre ti godi la tua vacanza, o mentre cominci ad immaginarti sulla spiaggia che hai appena visto nel catalogo, o ti stai imbarcando per partire, non pensi che “organizzare vacanze” sia una professione vera e propria. Eppure lo è! Un lavoro interessante, e spesso invidiato, anche se non se ne capiscono bene i confini.

Da giovedì 11 febbraio fino a sabato 13 si tiene a Milano (Rho-Fiera Milano) la BIT: Borsa internazionale del Turismo. Se la domanda che avete in mente è “perché borsa?” allora partiamo dallo stesso interrogativo.
Già dall’arrivo forse si comincia ad intuire il motivo del nome: professionisti del settore, provenienti da tutta Italia e da ogni angolo del mondo, un fiume di giacche, camice, trolley più o meno grandi si snoda febbrilmente nell’ex decumano di EXPO,  che porta agli ingressi dei padiglioni 9, 11 e 14.

Il padiglione 14 ospita letteralmente il mondo: stand degli enti del turismo di Giappone, Cina, Thailandia, India, Sri Lanka, compagnie aeree di nazioni in cui, probabilmente, molti vorrebbero andare. Dalle Americhe all’estremo Oriente, passando per l’Europa, qualunque paese vi abbia mai incuriosito ha una rappresentanza nel padiglione 14.
“Si, si bello…ma cosa ci sarebbe di diverso da una qualunque fiera?” Domanda lecita, niente da dire, ma dobbiamo partire dal presupposto che i primi due giorni sono riservati agli operatori del settore, a quelle persone che le vacanze dei nostri sogni le rendono possibili. È in queste due giornate che la borsa prende vita: i rappresentanti delle compagnie aeree dialogano con i tour operator, le agenzie di viaggi si aggiornano e si informano, gli enti nazionali del turismo danno il meglio di loro stessi e della loro passione per la propria terra.

Qui ci si prepara a capire, ad immaginare i nuovi sogni del mercato turistico, ci si impegna per essere intriganti ed affascinanti agli occhi di chi ancora non ci conosce.
Allo stand del Giappone, una ricostruzione di casa giapponese tipica con tanto di albero di ciliegio, viene proposto un questionario in inglese per captare le nuove esigenze, si può partecipare ad un mini corso di calligrafia, richiedere ogni genere di informazione sul paese, le caratteristiche storiche, ambientali, culturali ed economiche.
Lo stand della Thailandia riunisce sia il suo ente nazionale del turismo, sia la sua compagnia di bandiera, per una maggiore completezza informativa.
Anche lo stand di Cuba ha saputo ingegnarsi: è possibile assistere alla preparazione di un sigaro classico, assaggiare il Ron  più originale e conquistare una stampa di uno scorcio dell’isola della rivoluzione perenne.
Centro e sud america, estremo e medio oriente, ma la presenza europea al padiglione più multietnico era più variegata che numerosa: Bulgaria, Romania, Grecia, Spagna, Albania, Bosnia Erzegovina,ecc… È l’Europa dell’est ad essersi maggiormente impegnata nell’apparire al meglio in quest’occasione.

I padiglioni 9 e 11, invece, sono riservati all’Italia, ogni regione  aveva a disposizione un proprio spazio espositivo, così come le catene di alberghi e trasporti.
Bisogna dire, con un filo di ironia, che il lo stand della Regione Lombardia occupa una buona porzione dei padiglioni 9 e 11, ma scherzi a parte, a farla davvero da padrona sono la Puglia, la Sicilia, la Sardegna e la Basilicata.
Stand notevoli per quantità e qualità delle informazioni disponibili, per estetica ed effetto sorpresa, quasi come se fossero lì a sfidarci dicendoci ” Beh? Che te ne pare?”.

Già cosa ce ne pare? Perché al termine di questa giornata alla Borsa del turismo ho visitato e parlato con persone professioniste del settore vacanze, ho assistito a conferenze sui cambiamenti del mercato turistico, e mentre torno indietro mi rendo conto che il nome “Borsa” non potrebbe essere più giusto.
Nelle ultime 48 ore non so quanti appuntamenti lavorativi fissati e discussi si siano conclusi, né come, non so nemmeno quante delle informazioni che ho ricevuto oggi resteranno valide fino al prossimo anno; ma una cosa la so:

Il turismo si mangia, eccome se si mangia!

Cecilia Marangon

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