Ritratti e tetti bluette: Martina “Musa” Rigotti e la sua avventura fotografica a Parigi.

Una laurea in Scienze Matematiche Fisiche e Naturali presso l’Università di Torino, un sogno ben distante dalle materie affrontate tra i banchi dell’Ateneo e un’avventura oltralpe insieme alla sua dolce metà e alla compagna di mille avventure, la macchina fotografica.

Questa è Martina “Musa” Rigotti, 24 anni vissuti tra Saluzzo e Torino. The Password l’ha incontrata “virtualmente” per farsi raccontare i desideri, i sogni e le avventure di una giovane fotografa italiana a Parigi.

12768230_840490092728578_5018037953707031474_o

Ciao Musa! Iniziamo subito parlando della tua passione: la fotografia. Da quando ti sei avvicinata a questo mondo?
Credo che questa passione abbia sempre vissuto dentro di me, anche se mi sono realmente avvicinata a questo mondo solo alla fine del liceo, quando davvero ci si guarda allo specchio e si decide cosa voler fare nella propria vita. La mia carriera universitaria ha preso una direzione più scientifica semplicemente perché, in Italia, le scuole artistiche vengono spesso gestite da privati e io non potevo permettermelo. Mentre studiavo Chimica e Tecnologie Avanzate, leggevo e rileggevo libri di fotografia.

Una volta scoperta questa tua passione non l’hai più abbandonata: come hai mosso i tuoi primi passi e come ti sei fatta conoscere?
I primi passi li ho mossi su internet, creando la pagina Facebook che tuttora gestisco. Il confronto online, essendo una fotografa autodidatta, è stato molto importante. Poi pian piano sono arrivate le prime pubblicazioni e le prime richieste di collaborazione.

Al momento vivi a Parigi: cosa ti ha portato lì e quali possibilità ti ha dato questa città che in Italia non avresti avuto?
Inizialmente ho deciso di trasferirmi per seguire il mio fidanzato, che si è trasferito per svolgere uno stage semestrale. Ho poi firmato un contratto a tempo indeterminato e trascorsi i sei mesi sono ancora qui. Per quanto riguarda la fotografia, non posso fare un un vero confronto Francia-Italia, perché  ho lavorato soltanto in Piemonte. Rispetto a Torino, però, qui le prospettive sono decisamente migliori.

In generale, ti piace vivere a Parigi? Qual è la cosa che ti piace di più e quella che ti piace di meno di questa città?
Adoro vivere qui! L’aspetto che più preferisco, oltre ai tetti bluette che a volte si fondono col cielo, è il fatto che Parigi mi regala moltissime opportunità: ricevo settimanalmente inviti per mostre, vernissage o eventi dedicati alla fotografia. Ho, invece, paura di frequentare posti affollati, in seguito all’attentato del novembre scorso: non nascondo che a volte rinuncio a certe serate oppure mi impaurisco al suono delle sirene per strada.

Per quanto riguarda Parigi, ti ha offerto molti spunti per i tuoi scatti? 
Parigi mi ha offerto (e continua ad offrirmi) moltissimi spunti: c’è una luce meravigliosa, per non parlare dell’architettura e di alcuni posticini deliziosi nei quartieri poco conosciuti. Questa città mi ha anche regalato la fortuna di poter collaborare con altri giovani artisti: ricordo con piacere l’incontro ai Tuileries con Emilie (ballerina nella Zamounda Crew), la mattinata trascorsa al Marais con Daphne (blogger di Mode and the city), l’aiuto tecnico a Marion (fotografa di OkMidnight Photographies) o il progetto itinerante che sto svolgendo con Maya (ballerina all’Opera Bastille).

11139760_816201298490791_8733800965128087503_n

Parlando delle tue fotografie, ho notato che ti concentri molto sui ritratti. Come scegli i tuoi soggetti?
Sì,  il mio genere preferito è il ritratto, in particolare la FineArt photography. I soggetti sono quasi esclusivamente femminili, perché mi piace esaltare la bellezza semplice delle donne e farmi ispirare dalla natura. Scelgo le mie modelle in base ai progetti per cui vorrei lavorare, concentrandomi su alcuni dettagli: colore degli occhi, forma del viso, attitudine di fronte ad un obiettivo fotografico, ecc.

Quale consiglio daresti ad un ragazzo/a che vuole intraprendere questa strada, ma non sa da dove cominciare?
Il consiglio sincero che personalmente posso dare a chi vorrebbe diventare un fotografo è di essere sempre se stessi: una volta acquisita un’ottima base tecnica, avere le proprie idee in campo fotografico aiuta a renderti unico.

In conclusione, come ti vedi in futuro? Pensi di tornare in Italia?
Mi piacerebbe moltissimo restare qui a Parigi e continuare a lavorare per potermi permettere di frequentare un’accademia. Ogni giorno mi sento migliorata rispetto al precedente e ogni volta che riprendo in mano la mia macchina fotografica scatto più consapevolmente. Nel mio futuro non mi vedo in nessun luogo in particolare: m’immagino piuttosto di restare con le persone che più mi vogliono bene e con la mia macchina fotografica in spalla.

Di Alessia Alloesio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...