Dipendenze

È  uso comune considerare dipendenze quelle relative a droghe pesanti e leggere (ciò che in gergo è comunemente definito con sostanze) e ad attività come il gioco d’azzardo; ma in verità tutti noi, da quando nasciamo, siamo dipendenti: per esempio il bambino è dipendente dalla mamma, l’adulto dalla società e così via.

La dipendenza si può suddividere in due tipi: la dipendenza fisica –ovvero quella da sostanze che l’organismo necessita per funzionare- e la dipendenza psichica –cioè ciò che ci spinge a ricercare le attività o sostanze senza le quali sentiamo che la nostra esistenza perde di significato-. La dipendenza psichica, o psicologica, è caratterizzata dal profondo coinvolgimento della persona nei confronti di qualcosa, sia esso una sostanza (droga e alcool) o un’attività (shopping, sport estremo, gioco d’azzardo, internet, shopping, sesso, lavoro).

Prima d arrivare alla dipendenza, però, bisogna passare attraverso tre fasi:

  • uso: quando una volta ogni tanto si fa uso di una sostanza, come per esempio bere un bicchiere di vino nelle grandi occasioni, mangiare una volta in un fast food, provare una volta a fumare…
  • abuso: uso rituale della sostanza, ovvero “obbligo” dopo il caffè di fumare una sigaretta, ogni sabato sera “farsi” una birra o una canna (da notare che l’abuso della sostanza è sempre fatto in compagnia)…
  • dipendenza: quando il rapporto è chiuso tra l’individuo e la sostanza, non c’è più necessità degli altri ma solo il bisogno di tale sostanza.

Con la dipendenza, nella mente dell’individuo scattano tre tipi di reazioni: craving, ovvero il desiderio irresistibile, intrusivo, che comporta la perdita di controllo e una serie di azioni tese alla sua soddisfazione; tolleranza, cioè la diminuita risposta ad una sostanza dopo un utilizzo ripetuto che necessita di aumentarne le dosi per ottenere lo stesso effetto; astinenza, passo finale con cui si intende la sindrome, caratterizzata da segni e sintomi specifici, che appaiono alla sospensione o alla riduzione dell’utilizzo di una sostanza assunta a dosi elevate e per un lungo periodo di tempo.
Chi soffre di astinenza e non assume la sostanza di cui è diventato dipendente da un tot di tempo prova una crisi in cui avverte gli effetti opposti di quando assumeva la sostanza.
Le sostanze si dividono in eccitanti e deprimenti: durante la crisi chi usa sostanze eccitanti prova un profondo senso di depressione, mentre chi utilizza sostanze deprimenti si sente iperattivo.

Quali sostanze per quali effetti?
Sostanze stimolanti (nicotina, cannabis, cocaina, amfetamine, ecstasy, steroidi, mdma, alcool)  aumentano i livelli di performance, anche relazionale, e rendono infaticabili, brillanti, vivaci, energici; le sostanze deprimenti, ovvero oppio e i suoi derivati (eroina, morfina, metadone) abbassano il tono psichico e nervoso, fanno dimenticare problemi e preoccupazioni, spengono la consapevolezza delle difficoltà.
Oggi si fa uso soprattutto di sostanze stimolanti poiché è più in voga il sentirsi eccitati che depressi e anche perchè costano meno.
Altri tipi di droghe sono: ipnotici (come barbiturici, tranquillanti, ansiolitici), placano l’ansia e funzionano come sedativi; allucinogeni (lsd, mescalina), che provocano allucinazioni e sensazioni forti; sostanze che alterano le funzioni percettive, cioè marijuana, hashish, cannabis, thc, lsd, mescalina.

La sostanza più tipicamente diffusa rimane comunque l’alcool, una droga a tutti gli effetti, ma legalizzata: esso toglie la sensazione di fatica e può, anche se solo artificialmente, far dimenticare la timidezza e i disagi. Provoca senso di euforia o di distensione, annulla le inibizioni e le resistenze psicologiche, cancella i brutti pensieri. I problemi legati alla dipendenza da alcool sono vari e molto gravi: epatiti, cirrosi, arteriosclerosi, gastriti, ulcere, problemi circolatori, danni al sistema nervoso, ottundimento della memoria, crisi epilettiche, cancro allo stomaco, impotenza e riduzione della fertilità, aggressività. Bevendo, molti  acquisiscono abitudini che possono portare a sviluppare una dipendenza mista (alcol, fumo, psicofarmaci, droghe).

E internet?!
Qui bisogna fare una distinzione tra generi: i maschi tendono ad abusare di videogiochi, fuggendo così gradualmente dalla vita reale. Crescendo, l’attenzione si sposta su siti porno e di gioco d’azzardo.
Le ragazze invece trascorrono ore sui social network, nelle chat o nei forum, dove cercano una risposta alle loro emozioni, comprensione e sfogo rispetto ai loro problemi relazionali. Ma anche i danni di internet non sono pochi: la modificazione dell’umore, perdita di interessi, problemi scolastici o lavorativi, isolamento sociale, perdita di appetito e del sonno, emicranie, vertigini, ansia e depressione; possono subentrare persino crisi di astinenza e irrequietezza.
Oltre a questi, altri rischi sono connessi al desiderio che nasce di incontrare le persone conosciute on-line.

Valentina Ribba

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