Rischio divieto aborto in Polonia, ma la #czarnyprotest non ci sta e l’hashtag diventa internazionale

In queste settimane, in Polonia, si sta vagliando un nuovo decreto limitante le possibilità delle donne polacche di abortire. La proposta ha già avuto una maggioranza positiva nella prima assemblea avvenuta nella camera il 23 settembre, ma per essere approvata definitivamente dovrà essere votata ancora due volte dal parlamento. Il provvedimento è stato proposto e supportato dal partito di estrema destra Prawo i Sprawiedliwość (Diritto e Giustizia) di impronta fortemente cattolica ed euroscettica, che prevede il cambiamento dell’attuale legge risalente al ’93, secondo cui le donne possono abortire solo in caso di stupro, incesto, pericolo di vita per la donna o per gravi malformazioni fetali. Il nuovo decreto prevederebbe la riduzione di questi -già- esigui diritti, limitando l’aborto ai casi di pericolo di vita per la donna.

14479781_1167117396691256_3684181639056918065_nIn concomitanza a questa proposta estremista, si sono immediatamente mobilitate le donne polacche (ma non solo), supportate da varie associazioni femministe, per creare un movimento di protesta chiamato #czarnyprotest, o anche #blackprotest, prendendo come bandiera il colore nero, in quanto simbolo di umiliazione e degradazione. In Polonia, il 3 ottobre vi sarà uno sciopero nazionale femminile in cui le donne contrarie al disegno di legge non andranno a lavorare, non porteranno i bambini a scuola, non faranno compere, non faranno benzina e non frequenteranno alcun locale pubblico o statale, ma scenderanno nelle piazze vestite di nero, accompagnate dal loro hashtag -e da altri slogan quali “no women, no kraj” (NdR che è un gioco di parole della famosa canzone, poichè in polacco kraj è Stato), ovvero “my body, my choice”- e dalla voglia di rivendicare il diritto della donna a gestire il proprio corpo. In breve tempo, grazie ai social (mentre i media, almeno in Italia, hanno momentaneamente ignorato la problematica) la protesta si è estesa a livello internazionale, raccogliendo solidarietà dagli Stati più disparati, che hanno organizzato manifestazioni nei propri paesi (qui l’elenco delle iniziative). Il movimento #czarnyprotest invita, inoltre, chi non potesse partecipare di persona alle manifestazioni a condividere una foto vestiti di nero con l’hashtag #czarnyprotest e a inviare una lettera nera (anche solo colorata di nero da un lato) al parlamento polacco  e quindi all’indirizzo:

Sejm
Premier
Beata Szydlo
Wiejska 4/6/8
00-902 Warszawa
Poland

ctcxhwixeaafzdcIn questo momento in Polonia si sta decidendo il futuro di milioni di donne, che già negli ultimi anni si sono messe a rischio tramite aborti clandestini, e che ora potrebbero essere addirittura incarcerate per una scelta simile. Il passaggio di questa legge significherebbe tenere tutti i figli di stupro e violenza, nonché la costrizione ad avere un figlio anche se non se ne ha intenzione. Inoltre, solo i medici potrebbero diagnosticare il “rischio” per la donna, l’unico atto giustificato, mettendo a repentaglio la loro carriera in caso di errore. Senza contare che ogni aborto spontaneo verrebbe sospettato di essere stato voluto.
Questi e tanti altri sono i motivi di questa lotta, forse impari, che ormai non è più solo polacca, ma che rappresenta la libertà di tutte le donne del mondo, troppo spesso costrette a sottostare a inibizioni ingiuste e anacronistiche.

Veronica Repetti

 

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