Vilnius: tra chiese ed indipendenza

Barocca, storicamente nota come la Gerusalemme del nord, incastonata nel sud-est della Lituania, la capitale Vilnius si apre agli occhi di chi la visita come un equilibrato insieme di storia, arte, religione e lotta. È la stessa storia della piccola repubblica baltica che si incarna nella sua città più grande e popolosa, Vilnius: secoli di lotta per affermare la propria indipendenza, la propria unicità ed autonomia linguistica e culturale.
Fondata nel XIII-XIV secolo e portata allo splendore dalla dinastia di Gediminas, la Lituania si è sempre battuta per la propria sovranità: dal XVI secolo, l’unione del regno di Polonia con il Granducato di Lituania ha posto il piccolo paese di fronte alla necessità di non perdere se stesso lasciandosi sovrastare dalla più grande Polonia.
Nel corso della storia il territorio del Granducato ha assunto dimensioni tali da raggiungere il Mar Nero, includendo anche l’attuale Lettonia e il sud est europeo. Durante il XVII secolo i russi invasero il Granducato  con una guerra sanguinaria, al termine della quale la Lituania fu annessa alle Russie e Vilnius divenne la capitale di Guberniya. Ma i tentativi di rivolta non tardarono ad arrivare, portando con sé repressioni sempre più violente e limitanti ( come il divieto dell’uso della lingua lituana o polacca).

Al termine della prima guerra mondiale e dell’invasione tedesca, la Lituania venne proclamata indipendente; un’autonomia che durò due decenni, anni travagliati e non facili, fino al giugno del 1940 quando la Russia comunista invase nuovamente la piccola repubblica.
Fatta eccezione per una piccola pausa nel 1941, quando i tedeschi si impossessarono della città deportando e sterminando i numerosi ebrei che vivevano a Vilnius, la Lituania rimase sotto il dominio dell’URSS per 50 anni. Cinque decenni non si possono certo dimenticare facilmente, per questo è caldamente consigliata una visita al Museo delle vittime del Genocidio ex sede del KGB.

Dal 1991, con la disgregazione dell’Unione Sovietica, la Lituania si è subito distinta per la sua brama di autodefinizione, di caratterizzazione e di unicità. Nonostante la dominazione sovietica, la storia di Vilnius è racchiusa nelle sue numerosissime chiese, la Cattedrale, San Bernardino, Sant’Anna, ogni angolo della città è pronto a svelarsi e a raccontarsi attraverso le chiese ortodosse e cattoliche che la animano.
Purtroppo sono andate perse quasi tutte la sinagoghe della capitale, quegli stessi luoghi di culto che l’hanno resa famosa come la Gerusalemme del Nord.
Vilnius è un crocevia di lotta, di indipendenza e di contaminazione tra diverse culture, pronte ad incontrarsi, conoscersi e convivere fianco a fianco.

Cecilia Marangon

Un commento Aggiungi il tuo

  1. noolyta ha detto:

    Bellissimo post! Vilnius mi incuriosisce molto, prenderò nota delle tue dritte per il prossimo viaggio 😉

    Mi piace

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