Studentesse sotto ricatto

Negli ultimi giorni abbiamo letto dell’arresto del professore associato di Diritto del lavoro Luca Sgarbi, perché avrebbe abusato del suo ruolo chiedendo ad una studentessa incontri, rapporti sessuali e foto in intimo; se lei non avesse accettato, lui avrebbe reso pubblici alcuni dettagli della sua vita privata, mentre se si fosse rivelata accondiscente le avrebbe garantito un’alta votazione di laurea.

Partendo dal presupposto che le indagini siano ancora in corso, e che quindi il quadro della situazione possa ancora evolversi, le autorità ascolteranno altre studentesse che potrebbero aver subito lo stesso trattamento.
Alcune riflessioni, a prescindere da come evolverà l’inchiesta, possono essere fatte: pare che gli inviti e le avances del professore siano cominciate su un social network usato per incontrare persone nuove e proprio facendo leva su questo è nato il ricatto.

Stiamo parlando di una situazione, che se confermata dalle evidenze probatorie, ha del terribile e del retrogrado: una studentessa ricattata dal proprio relatore, minacciata di essere denigrata pubblicamente, a causa della sua vita privata. Com’è possibile che la vita personale di una studentessa diventi argomento di interesse per il proprio relatore?

E com’è possibile che un professore, docente di diritto del lavoro, possa essersi comportato in questo modo? E quante altre volte è già successo all’Università di Torino e nelle altre università italiane?

Il rettore Ajani ha dichiarato ad alcuni giornali che si tratti del più grave episodio che si sia registrato nel nostro ateneo, e dobbiamo dire che il nostro ateneo si sia mosso velocemente ed efficacemente nei confronti del professore e a difesa della studentessa coinvolta.
Mentre  attendiamo gli ulteriori sviluppi di quest’inchiesta, vorremmo solo sottolineare l’importanza della denuncia, chiunque sia stata/o vittima di ricatti simili, o di abusi a sfondo sessuale da parte di chi dovrebbe istruirci, aprirci la mente e darci gli strumenti per comprendere e muoverci nel mondo. La denuncia è fondamentale, rivolgersi al rettorato, o direttamente alle autorità è sempre la soluzione.

Cecilia Marangon