Alcune cose che gli universitari superstiziosi non dovrebbero mai fare

Non importa in quale parte d’Italia si trovi la vostra università, se siate matricole o laureandi, sicuramente vi sarà capitato prima o poi di imbattervi girando tra aule e corridoi in una serie di curiose dicerie. Ogni ateneo, infatti, sembra possedere da tempo immemore una o più “superstizioni” che, veritiere ed efficaci o meno, fanno parte a pieno titolo della sua tradizione. Rispettate con la massima serietà da alcuni, salutate con un sorrisino ironico da altri, seppur con piccole varianti a seconda della sede o della città, un singolo elemento le accomuna tutte:

“Se volete laurearvi NON dovete assolutamente…”

  1.  SALIRE su torri o altri luoghi elevati. Proprio qui a Torino, per esempio, salire sulla Mole Antonelliana è off limits per chiunque voglia sperare di raggiungere la laurea. Stesso discorso per la Torre degli Asinelli a Bologna. E che dire della Torre di Pisa? Riguardo quest’ultima i divieti sono ben due perchè non solo chiunque salga lo fa a rischio e pericolo dei propri studi…ma pare sia persino vietato girarci attorno, altrimenti si rischia di uscire fuori corso con un anno di ritardo per ogni giro di troppo!
  2. minervaGUARDARE negli occhi statue troppo permalose. Se studiate alla Sapienza di Roma, saprete di certo che fissare negli occhi la statua della Minerva non vi porterà nulla di buono, soprattutto se state andando a sostenere un esame. Ben più pericolosa è invece la Minerva di Pavia, perchè incrociare il suo sguardo significa rinuncia certa alla tanto agognata coroncina d’alloro.
  3. ATTRAVERSARE piazze, chiostri o cortili. Vi siete iscritti alla Cattolica di Milano? Molto bene. Ricordate, però, che l’università richiede impegno e non ammette scorciatoie di nessun tipo…nemmeno attraverso i cortili! Meglio non essere in ritardo quindi, altrimenti arrivare a lezione facendo tutto il lungo giro sotto i portici potrebbe rivelarsi un’impresa impossibile. cortileTradizione vuole, anche qui, che chi passi dritto attraverso il cortile sia destinato a restare studente a vita… ma questioni di praticità spesso inducono molti a sfidare coraggiosamente il divieto. Stessa storia per gli iscritti a Bologna, che non possono attraversare Piazza Maggiore in diagonale, o a Ferrara, in cui si sconsiglia di passare dritti attraverso il chiostro…peccato che molte segreterie studentesche delle varie facoltà siano raggiungibili solo così. Sarà un caso?
  4. arcoPASSARE sotto archi o in mezzo a statue. Partiamo da Siena, dove occorre evitare con cura il passaggio sotto l’arco in Piazza del Campo, per ritornare nuovamente a Milano, dove fatale potrebbe essere l’arco in cima alla scalinata che conduce al primo piano. Come fare a raggiungere l’aula allora? Semplice: evitando quello centrale e passando sotto uno degli archetti laterali di destra o sinistra, a piacer vostro. Questo in Cattolica, oviamente, perchè anche la sede della Bocconi possiede la sua personale versione. Mai, mai, mai passare in mezzo alle statue dei leoni presenti nell’ingresso, altrimenti…
  5. SALTARE siepi o catene. Ultima tradizione assai bizzarra, ancora una volta riconducibile a Milano: evitate accuratamente di saltare oltre le piccole siepi del cortile. Potrete farlo solo una volta laureati, accompagnati da sguardi perplessi o discrete risatine sotto i baffi da parte dei passanti casuali, oserei aggiungere. A Padova, infine, a dispetto delle vostre capacità atletiche, potrebbe fornire pessimi risultati cercare di saltare la catena posta davanti all’ingresso… sempre a patto di evitare un bel capitombolo.

Valentina Guerrera