The Prestige: il film che sorpassa il libro

Ogni grande numero di magia è costituito da 3 parti:

  • PRESENTAZIONE: il mago mostra qualcosa di ordinario che ordinario non è;
  • COLPO DI SCENA: il mago fa compiere a quella cosa ordinaria qualcosa di straordinario;
  • PRESTIGIO: succede l’inaspettato e cercherai di scoprirne il segreto, ma senza riuscirci.

Londra, epoca vittoriana. Alfred Borden e Robert Angier sono due amici e soci, che vogliono sfondare come illusionisti. Durante uno spettacolo, un incidente si mette tra loro, trasformandoli in rivali e dando inizio ad una battaglia per scoprire i segreti professionali l’uno dell’altro; fino a quando i due diventeranno tanto ossessionati da arrivare a fare di tutto per distruggersi a vicenda.

Alfred Borden è scaltro, acuto, vive di segreti, usa trucchi sempre nuovi e che sono sotto i nostri occhi per tutto il tempo, ma che vengono svelati solo nel finale; ma non si sa vendere bene. Al contrario, Robert Angier è l’uomo di spettacolo, adora avere potere sul pubblico e, anche se le sue idee sono rivisitazioni di altri trucchi, sa come attirare l’attenzione e far rimanere il pubblico estasiato.

All’inizio del film vediamo Borden in prigione accusato dell’omicidio di Angier, ma è veramente così? Borden ha davvero ucciso il rivale, o è solo un altro trucco?

Diretto da Christopher Nolan e basato sul romanzo di Christopher Priest il film è uscito in italia nel 2006 venendo presentato nella sessione Première della Festa del Cinema di Roma. Tra gli interpreti Hugh Jackman (Robert Angier) e Christian Bale (Alfred Borden).

Forse per la prima volta un film sorpassa un libro. Christopher Nolan è un illusionista che si muove, come i suoi personaggi, tra realtà e scena. Per capire bisogna osservare e non limitarsi a guardare.

Quando nel finale viene svelato il trucco si rimane con gli occhi sbarrati meravigliati e stupiti, perché il tutto è calcolato e non ridotto alla banalità; ma per avere la magia,  quella vera, bisogna prima fare sacrifici, anche se si tratta della propria vita.

Valentina Ribba