Il futuro è (circa) adesso: le automobili senza pilota

Forse non tutti ricorderanno Supercar, storico telefilm anni ’80, in cui il protagonista si spostava a bordo di un automobile (una nera e affascinante Pontiac Firebird Trans-Am) in grado, tra mille meraviglie tecnologiche, anche di muoversi autonomamente grazie a un autopilota installato nel computer di bordo.

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Un fuoristrada Lexus dalla flotta Google

Dopo circa tre decenni, non è più una cosa tanto impossibile. Due aziende, in particolare, stanno sviluppando meccanismi per permettere a un’auto di guidarsi da sola.

La prima è Google. Ben lontana da essere una “semplice” azienda informatica, nel 2010 ha fondato GoogleX, una struttura di ricerca e sviluppo impegnata in una quantità di progetti innovativi, in parte segreti. Il progetto Google Self-Driving Car è guidato da Sebastian Thrun, precedentemente capo del laboratorio intelligenze artificiali dell’unità di Stanford, e leader del team vincitore, nel 2005, della DARPA Grand Challenge, proposta dall’omonima agenzia federale americana proprio per lo sviluppo di un veicolo in grado di muoversi autonomamente.

La flotta google ha iniziato a circolare intorno al 2012 ed è stata composta nel tempo da vari veicoli: Dalle berline (Toyota Prius), alle coupè (Audi TT), fino a stabilizzarsi in 23 SUV (prodotti dalla Lexus ). Tutte queste auto hanno circolato per qualche milione di chilometri, utilizzando sistemi di telemetria laser, telecamere ed altri apparati per oltre 150.000 dollari ad esemplare.
Per sicurezza, hanno sempre avuto un guidatore e un ingegnere a bordo, ma nei quattordici incidenti minori registrati solo in un caso l’impatto è stato imputabile al sistema, che sterzando per evitare un ostacolo ha colpito un altro veicolo. In tutti gli altri casi, si è sempre trattato di errori umani, o altri fattori esterni non controllabili. Un track record impressionante se si considera che in questi anni la flotta ha coperto distanze totali che un guidatore normale raggiungerebbe in 75 anni! Lo step successivo è duplice: introdurre un modello per la distribuzione di massa e sviluppare/testare un prototipo privo di comandi manuali, completamente autonomo.

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La tesla modello S

L’altra grande innovatrice è la Tesla Motors. Come la SpaceX di cui abbiamo parlato un po’ di tempo fa, è stata fondata ed è diretta da Elon Musk, pioniere prima dell’e-commerce e ora di molte altre tecnologie. Il prodotto offerto da questa azienda è particolare: si tratta di auto elettriche che nulla hanno da invidiare, per prestazioni e comfort, ai modelli con propulsori convenzionali. Da ottobre 2014 ha offerto come accessorio sulla sua vettura model S (e poi sulla model X) un autopilota che potrebbe diventare, nel tempo, completamente autonomo.
Ad oggi viene offerto come uno strumento “sperimentale”, cosa che però non è stata pienamente compresa da alcuni clienti, con conseguenze in alcuni casi fatali. Ma il progresso non si ferma: la tecnologia sta ancora avendo i suoi problemi di dentizione, ma potrebbe presto cambiare il nostro modo di concepire gli spostamenti via terra.

Mauro Antonio Corrado Auditore