Il cambiamento dopo 20 anni: Pokemon Sole e Luna

Nel 2016 si è celebrato il ventennio di Pokemon, il fortunatissimo franchise giapponese ideato da Satoshi Tajiri nel 1996 e distribuito da Nintendo, basato sul catturare colorati mostriciattoli per allenarli e farli diventare più forti. Un ventennio celebratosi con molti eventi – tra cui un intero anno di distribuzione di pokemon leggendari di diverse generazioni – e che non poteva che culminare in grande con l’uscita a ottobre (a novembre in Italia e nei paesi europei) del nuovo capitolo della serie: Pokemon Sole e Luna.
Difficilmente saghe videoludiche hanno raggiunto tale longevità riuscendo ogni volta a mantenere alto l’interesse, ma certamente una cosa che non mancano di fare Tajiri e compagni è ascoltare le lamentele dei propri fan. Il segreto del successo, secondo Nintendo e Game Freak, è quindi molto semplice: introdurre ad ogni nuovo capitolo delle novità in modo da migliorare il gioco.
Sembrava quasi che la serie fosse giunta al culmine della propria gloria con la grafica tridimensionale di Pokemon X e Y (usciti nel 2013), l’aggiunta della così tanto richiesta personalizzazione dell’allenatore e l’introduzione di speciali mega-evoluzioni; eppure in questo capitolo Game Freak migliora ulteriormente la grafica del gioco, ottenendo sicuramente la migliore della serie finora. E questa è solo una delle tante innovazioni introdotte nella serie.

Dopo ben 20 anni, Game Freak ha deciso di scuotere un po’ il gameplay che lo aveva reso tanto famoso. Pokemon Sole e Luna è ambientato ad Alola, regione formata da quattro isole che richiama l’arcipelago delle Hawaii. La maggior novità di questo capitolo è l’assenza delle palestre, delle canoniche medaglie e della Lega Pokemon, ambita meta dell’allenatore e obiettivo del gioco. Al loro posto troviamo un “giro delle isole”, prova in cui si cimentano tutti gli allenatori della regione di Alola per dimostrare il proprio valore. In ogni isola l’allenatore dovrà superare le prove date dai capitani, per poi arrivare ai kahuna, i capi delle isole. Come già detto, non è presente una Lega Pokemon, alla cui formazione però assisterà il giocatore stesso. Le medaglie verranno sostituite dai Cristalli Z –pietre che servono a sbloccare le mosse Z-, altra novità del gioco.

a-raichu
Raichu di Alola: le forme regionali sono una delle innovazioni che distingue Pokemon Sole e Luna.

Assenti anche le famose MN, le Macchine Nascoste che tanto avevano fatto dannare i giocatori a causa della loro utilità legata esclusivamente allo spostamento nel gioco, obbligatorie per andare avanti nella storia, ma pressappoco inutili a livello competitivo. Qui le MN vengono sostituite da Pokemon usati come mezzi di trasporto, una novità che ha entusiasmato sia i fan più maturi che quelli più giovani, poiché non esiste fan che non abbia mai sognato di esplorare i dintorni a cavallo di un Pokemon.
Una nuova generazione di Pokemon (la settima, per la precisione) d’ispirazione tropicale – con aggiunta di nuove forme regionali per rilanciare alcuni Pokemon della prima generazione – abbelliscono quest’avventura dal gusto esotico, molto diversa dal capitolo precedente e dall’intera serie.

È un’ottima cosa quando un franchise così longevo decide di mettersi in gioco e reinventarsi, mantenendo allo stesso tempo ciò che lo ha reso grande. È proprio il caso di dire che si tratta di un cambiamento che non sembrava necessario fino a che non è stato fatto.
Con Pokemon Sole e Luna, la Nintendo si è assicurata un’altra decade di fan vecchi e nuovi pronti a comprare i prossimi capitoli della serie, compresi eventuali remake.

Federica Messina