Il parco dei dittatori

Spesso l’arte è stata usata come mezzo di propaganda: fin dall’antichità i potenti si sono fatti pubblicità attraverso ogni forma artistica, dalla scrittura all’architettura, dal ritratto ai poemi.
In questo senso, anche le dittature non hanno mai fatto eccezione, anzi, hanno solo sfruttato le nuove tecnologie per aumentare la loro popolarità e il loro mito: foto, filmati del dittatore che compie grandi gesta o che parla alla folla, senza tralasciare i ritratti, i busti, sculture di dimensione notevoli – tutte opere che raffigurassero l’imponenza, il ruolo e il valore dell’uomo al comando-.

Quando nel 1991 si è verificato il collasso dell’Unione Sovietica, tutte le repubbliche sorelle si sono ritrovate a dover dismettere le centinaia di sculture, di quadri raffiguranti i pilastri della cultura comunista che per cinquant’anni avevano retto le vite di milioni di persone in decine di paesi.
Le prime reazioni sono certamente di ribellione, di voglia di liberarsi, di distruggere tutto ciò che possa ricordare quei decenni bui per ricominciare da capo, ripartire da zero e costruire tutto ex novo.
Nel 2001 l’imprenditore lituano Viliumas Malinauskas chiese al governo del suo paese di cedergli la proprietà di tutte quelle opere, specialmente sculture e quadri, dell’epoca sovietica per poterne realizzare un parco tematico.
Il parco, ufficialmente chiamato Gruto Parkas, ma noto anche come Stalinland, si trova a circa 130 km dalla capitale Vilnius, verso il confine bielorusso, e raccoglie 86 statue di Lenin, Stalin, Karl Marx, gerarchi del partito comunista lituano, eroi sovietici e idealizzazioni del socialismo, realizzate da 46 scultori, più un’interessante galleria che raccoglie quadri raffiguranti i momenti salienti della storia sovietica.

Passeggiare in questo parco, immerso nella natura lituana, con in sottofondo la musica degli anni ’50 in poi, permette di fare un viaggio nel passato, di sentirsi osservati e giudicati da quei volti di pietra che sembrano seguire i visitatore per tutto il percorso espositivo.
Le dimensioni delle sculture sono davvero impressionanti, proprio per infondere nelle masse quel senso di potenza del partito e dell’ideologia.
Il museo a cielo aperto si estende per 2 km nel mezzo della natura lituana, e si trova nella cittadina di Grutas, raggiungibile da Vilnius con il bus in direzione Druskininkai.

Cecilia Marangon