7 tipi fastidiosi da aula studio

In piena sessione di esami capita spesso di lasciare casa propria, spesso troppo chiassosa, per andare a rifugiarsi in aula studio. A volte, però, la tranquillità e la concentrazione vengono messe a dura prova da vicini particolarmente fastidiosi. The Password vi offre un elenco dei casi umani più frequenti.

#1. L’amichevole. L’amichevole non ha voglia di studiare, è una persona estremamente estroversa, e vuole approfittare del fatto di trovarsi in mezzo a suoi coetanei per fare amicizia. In genere esordisce con uno “scusa… posso disturbarti un secondo?”, per poi tempestarvi di domande e di chiacchiere.

#2. Il divoratore. Il divoratore è un soggetto famelico; quando va in aula studio si munisce di panini, scatolette piene di cibo, snack. Quando avverte il primo morso della fame, tira fuori le sue provviste e spande nell’aria profumo di cibo. Voi magari volevate aspettare ancora un po’ prima di andare a pranzo, oppure volevate saltare la merenda, ma finisce che vi trovate completamente deconcentrati, con la pancia brontolante e l’acquolina in bocca.

#3. Il compulsivo. Il compulsivo non riesce a trovare una posizione comoda, così si muove, sposta la sedia, sposta gli oggetti, sposta se stesso, guarda di qua, guarda di là, guarda voi. Il risultato è che la vostra attenzione è rivolta ai suoi movimenti e non agli appunti.

#4. La tintinnante. La tintinnante di solito è una ragazza, e si riconosce perché – proprio come una capretta – porta braccialettini scampanellanti. Quando si muove, quando sottolinea e quando scrive, fa un tlin tlin tlin che sarebbe in grado di esasperare perfino Heidi.

#5. Lo sbattitore. Tutti noi abbiamo un metodo di studio personale: lo sbattitore ne ha uno davvero particolare. Consiste nel fare capire al libro di testo chi comanda. Questa persona sbatte il libro, lo incide con cattiveria con la matita, fa cerchi arrabbiati con l’evidenziatore, e soprattutto fa molto rumore. Se il libro martoriato potesse parlare, sicuramente supplicherebbe pietà.

#6. Il non pensante. Il non pensante è sprovvisto di una capacità che abbiamo tutti: quella di pensare. Le sue connessioni neuronali si trovano nella bocca, e lui è purtroppo costretto, se vuole pensare, a parlare ad alta voce. Inizia con il ripetere la pagina letta, per poi finire (nei casi più gravi) a dire frasi come “dove avrò messo gli appunti?”, “questa parte è importante”, “cos’è che aveva detto il professore a lezione?”.

#7. Il raffreddato. Il raffreddato ha il raffreddore, e fin qui tutto è lecito. Però, per motivi etici o religiosi, non vuole soffiarsi il naso. Così continua a tirare su aria con il naso tappato, producendo in un primo momento suoni solo fastidiosi, poi sempre più schifosi.

Se vi è capitato di imbattervi in altre categorie, suggeritecele con un commento. Se invece vi riconoscete in una di queste, non arrabbiatevi, e prendetela come una critica costruttiva: dopotutto, siamo tutti più irritabili durante la sessione.

Silvia Gemme