Riga: tra l’eredità tedesca e il dominio sovietico

Riga, la capitale della Lettonia situata sul Mar Baltico, è anche la più grande e popolata delle città baltiche.
Fu fondata nel 1201 dal vescovo tedesco Albercht von Buxthoven, la cui missione era appunto l’evangelizzazione dei popoli pagani della Livonia.
Fino al XVII secolo, quando la città venne conquistata dagli svedesi, Riga e tutta la Lettonia presentavano un’ampia maggioranza di popolazione tedesca e luterana; fino al 1891 la lingua ufficiale era, appunto, il tedesco.
Agli inizi del XVIII secolo, la Lettonia venne annessa all’Impero zarista e rimase sotto il dominio russo fino al 1918, anno della dissoluzione dell’Impero.
Durante la seconda guerra mondiale, la capitale lettone venne invasa e devastata dai tedeschi prima e dai sovietici dopo, entrando forzatamente nel 1944 nell’URSS.
La popolazione lettone venne deportata nei gulag sovietici, e la città restò a far parte del blocco sovietico fino al 1991, anno dell’indipendenza.

Eppure Riga affascina principalmente per il suo spiccato gusto Art Nouveau, che l’ha resa appunto famosa e che le è valso il titolo di patrimonio dell’UNESCO.
Proprio come nelle motivazioni per l’inserimento del centro storico della città tra i beni dell’umanità si legge, il centro di Riga, pur mantenendo intatto il tessuto urbano medievale e delle epoche successive, vanta una tale qualità e quantità di edifici Art Nouveau che non ha paragoni nel mondo.
Oltre alle meravigliose chiese luterane, come il Duomo, e agli edifici sopra citati che rivestono tutto il centro storico, alcuni monumenti suscitano particolare interesse:

  • I tre fratelli: si tratta di tre edifici, tre case situate in Maza Pils Iena apparentemente molto simili ma provenienti da tre epoche storiche molto diverse; il numero civico 17 risale al XV secolo ed è l’edificio in muratura più antico della Lettonia; il civico 19, che attualmente ospita il Museo Lettone di Architettura, risale al XVI secolo; ed il terzo al civico 21 risale invece al XVII secolo.
  • La casa delle Teste nere: l’edificio sorge nella piazza del municipio, risale al XV secolo, anche se lavori e rimaneggiamenti successivi gli hanno conferito l’aspetto barocco attuale. Luogo di ritrovo di diverse corporazioni, divenne alla fine il ritrovo esclusivo dei mercanti celibi, il cui santo patrono è San Maurizio, originario del Nord Africa, rappresentato appunto con la pelle scusa.
    I frequentatori della casa vennero chiamati appunto Teste Nere. Durante la seconda guerra mondiale, la casa venne rasa al suolo dai tedeschi prima e dalle truppe sovietiche poi, ma la sua completa ricostruzione iniziò nel 1995 e si concluse nel 1999.
  • La casa del gatto: l’edificio in stile Art Nouveau si trova nel centro della città e deve il suo nome ad un gatto scolpito sul tetto, intento a tenersi in equilibrio per non cadere dall’edificio. La casa venne fatta costruire da un ricco commerciante che, vistosi rifiutare il permesso di far parte della camera di commercio, decise di costruirci proprio di fronte la propria abitazione e di decorare il tetto con statue di gatti con la coda alzata orientati verso la camera di commercio.

Cecilia Marangon