I primi libri fotografici. La fotografia dagli esperimenti in camera oscura a Instagram

Per gli appassionati di fotografia, o per chi abbia un amico/parente appassionato di fotografia, ecco un’idea regalo originale e interessante: The Pencil of Nature, di Henry Fox Talbot.

Agli inizi del XIX secolo, quello che tutti i nostri smartphone sanno fare con un semplice tocco dello schermo, nel giro di una frazione di secondo e con poca luce, era un lontanissimo sogno futurista. La fotografia era appena ai suoi esordi, i pionieri cercavano soluzioni chimiche per fissare l’immagine che appariva in camera oscura.

H. F. Talbot, esperto chimico, lavorò sul nitrato d’argento. Il nitrato d’argento ha la proprietà di scurirsi se colpito dalla luce, così Talbolt realizzò delle immagini in negativo: le ombre erano chiare, la luce creava zone scure. Ristampando il negativo, si otteneva un’immagine in positivo. Questo suo metodo negativo/positivo – messo successivamente a punto per la camera oscura – prese il nome di calotipia.

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The Pencil of Nature è considerato il primo libro di fotografia e sulla fotografia. Pubblicato fra il 1844 e il 1846, il libro contiene ventiquattro calotipi, la descrizione dei procedimenti utilizzati, una piccola trattazione sull’illuminazione, e l’idea – del tutto nuova – che nessun artista, per quanto abile, potrebbe riprodurre le bellezze della “mano della natura”. La calotipia – e quindi la moderna fotografia – può invece servire a questo scopo. Talbot nel suo libro asserisce inoltre la superiorità del suo calotipo rispetto a un altro metodo: il dagherrotipo, che stava spopolando al di là della Manica. In effetti, sebbene il dagherrotipo fosse più nitido e obiettivo, il calotipo presentava non pochi vantaggi, primo fra i quali il creare immagini riproducibili (anche se, all’epoca, l’unicità era vista come un pregio).

Il libro è acquistabile anche su Amazon, ma ci sono diverse piattaforme che offrono gratuitamente la versione in ebook (qui).

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“Nessun artista si sarebbe mai preso la briga di copiare così fedelmente dalla natura”

Sarebbe tuttavia scorretto pensare a The Pencil of Nature come il primo album di fotografia mai realizzato. La botanica Anna Atkins, nel 1843, pubblicò Photographs of British Algae: Cyanotype Impression. Utilizzando il metodo della cianotipia di sir J. Herschel – i cui composti reagivano alla luce colorandosi in un blu di Prussia – la Atkins riprodusse e classificò vari tipi di pianta, in un raffinato gusto vittoriano.

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Erano gli esordi di un mondo che sarebbe stato completamente rivoluzionato dalla fotografia.

Silvia Gemme