Le intelligenze artificiali: quando la fantascienza diventa realtà

Lunedì 20 febbraio alle ore 17.30 presso il Rettorato in via Verdi 8, si è tenuto l’incontro  “le serie TV e l’intelligenza artificiale”, durante il quale il Dott. Vittorio di Tomaso, fondatore e presidente di CELI (azienda che si occupa di interazioni tra computer e il linguaggio naturale umano), e Marcello Frixione (docente di Logica e Intelligenza Artificiale presso l’Università di Genova) hanno presentato interessanti spunti di riflessione sul tema delle intelligenze artificiali e della loro crescente presenza nella vita di tutti i giorni.

Secondo i dati Google,  la ricerca delle parole “artificial intelligence” ha rilevato un trend in ascesa nel corso degli ultimi anni, prova che evidenzia il sempre maggiore interesse dell’opinione pubblica riguardo a tale strumento. Infatti, nonostante in molti considerino le intelligenze artificiali ancora fantascienza, esse trovano numerose applicazioni pratiche in algoritmi che regolano le nostre ricerche internet, la musica che ascoltiamo, i video e film che guardiamo, che presto potrebbero guidare veicoli o eseguire compiti più complessi sino a soppiantare il ruolo dell’uomo in diversi ambiti lavorativi a tal punto da far ipotizzare ad alcuni studiosi l’alba di una quarta rivoluzione industriale, incentrata sulle intelligenze artificiali.

Si è poi focalizzata l’attenzione sulle cinque diverse direzioni nelle quali la ricerca sulle intelligenze artificiali sta operando attualmente, con esempi tratti dalle serie TV Numbers, Westworld, Black Mirror, Person of Interest e Battlestar Galactica. La realtà odierna non è però lontana dalla finzione, in quanto le attuali intelligenze artificiali sono in grado di apprendere, ad esempio, come giocare a scacchi o al più complicato Go osservando e immagazzinando dati riguardanti altre partite simulandone alcune contro se stesse, sino a battere degli esseri umani; tutto ciò porta a immaginare un futuro in cui le macchine potranno svolgere ogni attività dell’essere umano, spesso in modo più efficace.

Quali sarebbero, dunque, le conseguenze di un tale sviluppo nel campo delle intelligenze artificiali?

Accanto ai numerosi aspetti positivi, si manifestano problematiche e limitazioni che riguardano, ad esempio la privacy e i sistemi di valori: vi sono perplessità infatti riguardo a quanto sia corretto utilizzare l’importante mole di dati generata dal nostro utilizzo di internet -recentissima è la notizia della bambola Cayla, ritirata dal mercato tedesco in quanto il suo sistema di riconoscimento vocale sarebbe stato un tentativo di spionaggio; o su quale sistema di valori adottare in previsione di un incidente di auto controllate da intelligenza artificiali, come scegliere chi ferire e chi salvare (per un’idea più chiara potete provare un simulatore di etica della strada qui).

Un’altra problematica interessante è quella delle notizie fake e delle post-verità, la diffusione delle quali potrebbe essere semplificata dagli algoritmi ordinando i risultati delle ricerche nei browser, ma che potrebbe trovare risposta in un maggior controllo dei dati, anche ad opera di un’intelligenza artificiale.

Le possibili soluzioni, però, non sempre appaiono ovvie e raggiungibili, in quanto non vi è attualmente una sufficiente velocità nel formulare leggi che contrastino il rapidissimo sviluppo delle nuove tecnologie, e in quanto le ricerche circa le intelligenze artificiali vengono sempre più finanziate da privati, senza il diretto controllo di enti pubblici, e dunque con maggiori possibilità di illegalità.

Elisa Napolitano