Logan: l’addio di Hugh Jackman a Wolverine

Uscito l’1 marzo nelle sale italiane, Logan – The Wolverine è il nuovissimo prodotto Marvel della serie X-Men diretto da James Mangold con protagonista il mutante preferito di molti: Wolverine, aka Logan.
Per il personaggio di Logan, il film prende spunto dalla testata fumettistica Old Man Logan (in Italia uscita come Vecchio Logan) discostandosi dalla trama, ma rimanendo fedele in alcuni temi: la perdita delle persone care e il concetto di famiglia.

È il 2029. Gli X-men sono scomparsi e non nasce un mutante da ormai 25 anni. Ci troviamo davanti un Logan visibilmente invecchiato e quasi malfermo, che si è lasciato alle spalle il passato da supereroe per diventare un autista privato. Nel resto del tempo si occupa del professor Xavier (ancora interpretato da Patrick Stewart), che –novantenne e quasi senile– soffre di pericolose e incontrollabili crisi nel quale sprigiona il suo potere. Xavier è però ancora in grado di comunicare con i mutanti e, con l’incredulità di Logan, sembra proprio che abbia trovato qualcuno.

Questo film segna il debutto del personaggio di X-23, ragazza mutante creata dal DNA di Wolverine che incontra gli X-men inizialmente come antagonista e già adulta. Per rimanere coerenti alla continuity degli altri film, qui X-23 è una bambina agile, forte e quasi selvaggia, un ottimo passaggio di testimone per i prossimi film. Essendo interpretata dalla dodicenne Dafne Keen, ancora giovanissima, c’è la possibilità che i prossimi film degli X-men in questa timeline la vedano come protagonista.

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X-23 (Dafne Keen) in azione in una scena di  Logan – The Wolverine.

È quindi un addio a Wolverine, perlomeno quello interpretato da Hugh Jackman. L’attore australiano ha infatti annunciato che questo sarà il suo ultimo ruolo come mutante più famoso del franchise. C’è da capirlo: 17 anni passati a ricoprire il ruolo di Wolverine (comparso in ben 9 film, di cui il primo uscito nel 2000) sicuramente possono minare la carriera di un attore a livello qualitativo. Il rischio è di non riuscire a staccarsi da un personaggio interpretato troppo a lungo, in questo caso quello dell’antieroe duro e iracondo, ma dal cuore tenero. Ne abbiamo esempi lampanti anche in Italia: Paolo Villaggio è un artista a tutti gli effetti, ma la sua abilità recitativa è stata oscurata dal personaggio di Ugo Fantozzi, rimastogli addosso dagli anni ‘70 e obbligandolo a dar vita a personaggi che praticamente erano cloni del goffo ingegnere che lo ha reso famoso.

Una scelta saggia quella di Hugh Jackman, che farà sentire la mancanza  della sua interpretazione, soprattutto dopo questo film. Logan – The Wolverine è infatti un film drammatico prima che supereroistico, un canto del cigno per Logan e Xavier (sarà anche l’ultima interpretazione di Patrick Stewart, che passa ufficialmente il testimone a James McAvoy) e un’ulteriore –per non dire finale– evoluzione dei personaggi.
Ma chi interpreterà Wolverine, ora? Vi sarà un rilancio del personaggio, o la sua presenza verrà sostituita da X-23? Per ora non si può far altro che attendere gli annunci ufficiali.

Federica Messina