Il Futuro è (Circa) Adesso: l’automobile volante

Una delle “immagini” da sempre associate al mondo del duemila è il traffico che, abbandonate le strade in asfalto, si muove nel cielo. Ma siamo nel 2017 e il trasporto via aria è ancora appannaggio di aeroplani ed elicotteri, certamente sicuri, ma di certo non abbordabili per l’uomo della strada. Non solo per il costo, spesso superiore a quello di un automobile già per un velivolo ultraleggero, figurarsi per qualsiasi mezzo di categorie superiori. Le problematiche logistiche legate al loro utilizzo, il bisogno di piste ed aree di ricovero molto ampie, inadatte a un centro cittadino, sono un altro fattore importante. Per non parlare della complessità del loro impiego: imparare a pilotare un aeroplano in sicurezza anche in condizioni sfavorevoli richiede anni. Mancano, insomma, della praticità e semplicità dimostrata dalle automobili.

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Il prototipo della SkyCar M400, durante l’unico test documentato

Ciononostante, alcuni hanno provato a raccogliere la sfida di espandere la libertà di movimento del privato cittadino nella terza dimensione. Il tentativo che più si avvicina al concetto è stata la Moller Skycar, un veicolo con quattro motori a ventola orientabili, progettata per trasportare quattro persone e con un grado di automazione tale da renderla pilotabile da chiunque abbia mai guidato un automobile.

Peccato si sia trattato di un caso da manuale di fumata senza arrosto. Una costante mancanza di investitori, problemi economici, assicurativi e di certificazioni hanno azzoppato l’intero progetto. Ci sono stati solo pochi voli di un prototipo, che era comunque vincolato a una gru. Era il 2003. Da allora il nulla. La Moller international ha addirittura tentato di vendere su Ebay altri prototipi, nella speranza di raccogliere abbastanza fondi per un ulteriore sviluppo. Ma non ci sono stati altri voli. Almeno non pubblicamente documentati.

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Sempre la M400, nell’unico momento in cui ha “volato”

Paradossalmente, ben poche critiche sono state mosse alla parte tecnica del progetto e alle sue basi fisiche ancora non completamente dimostrate. Agli occhi dei detrattori, il problema principale sembra comunque essere la pessima gestione del progetto: nonostante i toni sensazionalistici del sito ufficiale, per ora ci sono tanti numeri privi di dimostrazioni e la riserva di fiducia nell’azienda sembra essere ormai irrimediabilmente esaurita. A nulla è valsa una campagna di crowdfunding, che ha fruttato meno di un decimo della cifra richiesta, e neanche l’annuncio di un accordo con investitori stranieri ha portato un vero cambiamento. Il design continua a venire rivisto e raffinato, ma nessun dettaglio tecnico è stato reso pubblico e senza i fondi per dimostrare alcunché le cose non cambieranno.

Paul Moller, ingegnere e fondatore dell’azienda, sembra determinato a continuare la ricerca che porta avanti dal 1974. Ma ad oggi la sua credibilità è sotto le scarpe e, a prescindere dalla validità o meno dei suoi progetti, le sue vicende commerciali sembrano al capolinea. Dovremo continuare ad accettare ingorghi nel traffico, almeno per il prossimo futuro.

di Mauro Antonio Corrado Auditore