Tracklist: la webserie sulla vita universitaria di Palazzo Nuovo

Giunta al termine a Marzo 2016, Tracklist ha conquistato con la sua spontaneità il popolo di Youtube, mostrandoci la vita di un universitario qualunque intento ad affrontare le insidie di Palazzo Nuovo e della vita “da grande”. The Password oggi incontra per voi il regista di questa originale produzione, Luca Gaddini.

Come nasce Tracklist?

Appena conclusa la laurea al Dams di Torino, ho intrapreso un viaggio tra Inghilterra e Olanda e sono stato via per un po’. Lì ho scoperto il mondo delle webseries, che in Italia non era ancora arrivato (era il 2011). Ho pensato che sarebbe stato carino raccontare la storia di un universitario fuori sede a Torino, che era stata un po’ anche la mia esperienza di vita, visto che io sono originario di Biella. Ho subito contattato come prima persona Tomaso, il protagonista, che conoscevo già, ritenendo fosse abbastanza fuori di testa per lanciarsi nel mio progetto. Abbiamo deciso fin dall’inizio che non avremmo avuto limiti, e neanche soldi. Ci siamo sempre autofinanziati, infatti all’inizio eravamo solo 4 o 5 amici nello staff.

965462_771440816215353_1057792041_oC’è una grande differenza professionale tra il prologo, con le 3 puntate pilota, e le 3 stagione ufficiali della serie.  A cosa è dovuto?

Il prologo è stato girato in modo assolutamente amatoriale, per divertimento. Poi la cosa ha funzionato, e nonostante la qualità non fosse eccelsa, ciò che avevamo abbozzato dava spunto per proseguire la storia e c’era anche un riscontro di visualizzazioni e commenti sui social. Da quel momento il gruppo di lavoro ha cominciato a ingradirsi (in totale hanno collaborato circa 200 persone) e siamo riusciti a coinvolgere anche professionisti, sempre a titolo gratuito -approfitto per ringraziarli-. Ma comunque è stata un’occasione per tutti: una sfida. Realizzare puntate da 20 minuti e 3 stagioni… che come minutaggio è quello del Signore degli Anelli, ma senza budget.

Non avete ricevuto nessun aiuto concreto da enti o associazioni?

Non abbiamo visto neanche un euro. La maggior parte dell’attrezzatura per girare era mia, facendolo di lavoro, poi abbiamo fatto piccoli acquisti nel tempo. Ad ogni modol’Università e la Gtt ci hanno concesso di utilizzare molti spazi, come le aule universitarie, le riprese in cima alla Mole e sui trasporti pubblici. Ci sarebbe piaciuto girare la terza stagione in erasmus, ma i costi non ce l’hanno permesso. Ma non è ancora detto che non esca una quarta stagione, anche perchè le storie lasciate in sospeso sono tante e ricche di possibili evoluzioni.

In Tracklist, oltre a situazioni divertenti e goliardiche, è mostrata anche un’aberrante situazione dell’Università, fatta di tanta tirannia e poca meritocrazia. Si può parlare di intento satirico di denuncia, da parte vostra?

Abbiamo voluto trattare nello specifico, nell’atmosfera giocosa e divertente, anche di temi più duri, come la corruzione all’interno dell’università, il problema dei raccomandati, l’abuso di potere da parte dei professori –anche se non tutti- e il poco aiuto da parte del ministero e delle istituzioni. Volevamo raccontare quella fase di passaggio dal liceo, in cui è tutto abbastanza semplice a livello di vita, al momento in cui ti ritrovi invece davanti a realtà più complesse e spesso difficili da gestire, come abitar da solo e affrontare una nuova grande città, dove ci sono milioni di possibilità, ma non sempre positive.

Cliccate qui per vedere il primo episodio del prequel.

Veronica Repetti