Il futuro è (Proprio) Adesso: visita alla ALTEC

Lo stabilimento ALTEC, in C.so Marche, ospita ormai da oltre una decade attività ingengneristiche e logistiche legate all’esplorazione dello spazio. La compagnia nasce nel 2001 dalla compartecipazione di Thales Alenia Space e dell’Agenzia Spaziale Italiana, con lo scopo di supportare le missioni spaziali italiane ed europee.

Abbiamo visitato la loro struttura poche settimane fa, in un tour che ci ha portato dapprima ad osservare le attività della sala di controllo lì presente, in supporto alle operazioni della Stazione Spaziale Internazionale. Da questa sala, subordinata al centro di comando europeo situato a Colonia, in Germania, tecnici e ingegneri (spesso gli stessi che hanno progettato l’impianto interessato) forniscono agli astronauti istruzioni per le operazioni di manutenzione e riparazione. La struttura torinese è interfacciata con una rete di molte altre simili che si alternano nel mantenere un contatto continuo con l’orbita, in modo da gestire qualsiasi evenienza. Ci è stata illustrata parte della procedura operativa, e come i due tronconi della stazione (il lato europeo/americano e quello russo) seguano metodologie leggermente differenti e in diversi linguaggi (i russi comunicano nella loro lingua madre, tutti gli altri in inglese). Nonostante la freddezza dei rapporti tra i rispettivi governi, sembra che la convivenza tra astronauti non sia particolarmente problematica, e le attività, meticolosamente programmate con anni di anticipo, procedono in un clima più collaborativo di quanto ci si aspetti.

P_20170421_121235.jpg
Il terreno “marziano” con un rover di prova

In seguito, abbiamo potuto visitare una riproduzione riconfigurabile del terreno di Marte, costruita come area di collaudo per il rover che arriverà sul pianeta rosso nell’ambito della missione ExoMars, e che fungerà anche da ambiente di prova in cui riprodurre le situazioni in cui il rover si troverà e valutare eventuali comandi da impartire poi al veicolo effettivamente inviato. I tempi necessari alla trasmissione dei segnali verso Marte sono infatti troppo estesi, nell’ordine di decine di minuti, rendendo impossibile correggere “in corso d’opera” un comando impartito.

P_20170421_123400_HDR.jpg
Il modello di test strutturale di un modulo logistico/abitativo della ISS

Abbiamo poi avuto occasione di visitare un magazzino che ospita una quantità di cimeli: moduli logistici pensati per il rifornimento della ISS, il gemello per test strutturali di un modulo logistico/abitativo attualmente agganciato permanentemente alla stazione, simulacri di veicoli e navette rimasti meri concept, un gemello del satellite TSS (usato nelle prime missioni con equipaggio a partecipazione italiana), e anche una struttura per il rilascio di satelliti che ha effettivamente volato a bordo dello Space Shuttle.

P_20170421_125306_HDR.jpg

In ultimo, una profonda piscina, per simulare con il galleggiamento in acqua l’assenza di peso e collaudare equipaggiamenti in condizioni più vicine a un impiego reale.
Lasciando la struttura, non si può fare a meno di pensare al futuro tanto sfuggente di cui parlo in questa rubrica. E a quanto sia forse più vicino di quanto si possa pensare.

Mauro Antonio Corrado Auditore