Critica e abilità videoludica: uno presuppone l’altro?

il

Durante le più grandi convention di videogiochi, sono spesso presenti delle postazioni di prova allestite dalle software house, affinché il pubblico possa testare con mano dei giochi che arriveranno sugli scaffali nei mesi successivi. Per capirci è lo stesso principio delle postazioni di prova che si possono trovare in qualunque negozio di elettronica. In alcuni rarissimi casi, soprattutto ai giornalisti accreditati delle maggiori testate videoludiche, è anche permesso registrare la propria breve partita per poterla analizzare con calma una volta tornati in ufficio.

Durante la GamesCom di Colonia, tenutasi quest’anno dal 22 al 26 agosto, presso lo stand di Microsoft, vi era la possibilità di testare con mano Cuphead, run’n’gun bidimensionale a scorrimento (per semplificare, stesso genere del più famoso MetalSlug) uscito il 29 settembre scorso, che sta mietendo successi di critica e pubblico.

Nel caso di specie un giornalista con oltre diciotto anni di onorata carriera alle spalle, tale Dean Takahashi, inviato a Colonia dalla rivista VentureBeat, decide di registrare il suo gameplay e postarlo su YouTube con il titolo “Cuphead Gamescom Demo: Dean’s Shameful 26 Minutes Of Gameplay”. Capita quindi che tutto il mondo si accorge che il signor Takahashi non sa giocare a Cuphead, dimostrando un livello di incapacità motoria e di coordinazione occhio-mano degno di mia nonna ultraottantenne. La sensazione che traspare guardando il video (e vi invito a guardarlo) è la stessa che si prova tentando di insegnare fisica quantistica ad un bambino: fastidio misto a frustrazione.

Tutto il mondo videoludico si è ovviamente diviso tra detrattori e difensori del signor Takahashi (che in fin dei conti ha caricato egli stesso il video, tentando di fare un po’ di sana autoironia) ed è sorto un interrogativo, che circola nell’ambiente da ormai diversi anni: “per essere bravi giornalisti videoludici, bisogna essere anche bravi a giocare?”

Ora, partendo dal fatto che è impossibile padroneggiare alla perfezione ogni genere e che ogni giocatore ha i propri difetti, pregi e gusti (chi vi scrive, ad esempio, predilige gli RPG e gli strategici, mentre detesta i rhythm game), riteniamo che quando si legge un articolo altrui assuma molta più importanza la capacità espositiva, di linguaggio e di conoscenza della materia (conoscenza anche solo astratta) e che, per contro, rivestano un rilievo assai minore la bravura e la maestria pratica.

Traslando il discorso su un’altra arte, la critica cinematografica non è svolta esclusivamente da registi e cineasti, ma da chi dimostra passione e attaccamento alla materia. Così come al critico cinematografico non è richiesta la conoscenza pedissequa dei nomi di tutti i movimenti di macchina, egualmente al critico videoludico non è richiesto di essere maestro in ogni gioco mai creato.

L’abilità non è sempre sinonimo di competenza, così come la competenza astratta non implica automaticamente la bravura nel gioco.

Luca Negro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...