Forse non tutti sanno che… gli Stati Uniti sconfissero il Giappone a colpi di fibre sintetiche

A voler semplificare la storia riducendola a un mero elenco di eventi, tutti sapranno di certo che durante la seconda guerra mondiale il Giappone fu sconfitto dagli Stati Uniti grazie al prodotto dei loro laboratori: la bomba atomica. Una leggenda metropolitana alquanto diffusa, invece, racconta che tale prodotto sia stato in realtà il Nylon… lo stesso di cui sono fatti moltissimi degli indumenti che indossiamo tutti i giorni, per intenderci.

Questo perché, all’inizio della guerra, il Giappone aveva astutamente fatto in modo di bloccare l’importazione statunitense di seta dalla Cina. Risultato? L’aviazione degli Stati Uniti d’America rischiava di andare a combattere senza alcun paracadute! Come risolvere questa spinosa situazione? “La necessità aguzza l’ingegno” recita un vecchio proverbio… e in effetti gli americani ovviarono al problema inventando una nuova fibra tessile sintetica più elastica, resistente e facile da lavorare, che sostituirono all’ormai introvabile seta. Per sottolineare la vittoria conseguita chiamarono questo materiale “Nylon”, acronimo inglese di Now You’ve Lost Old Nippon (= Ora hai perso vecchio Giappone).

Secondo un’altra versione, un po’ meno diffusa, la scoperta e l’impiego del materiale sarebbero analoghi, ma il nome starebbe per New York LONdon… perché ovviamente  anche gli inglesi erano rimasti senza seta per fare i paracadute.

Di entrambe queste fantasiose e divertenti ricostruzioni purtroppo non esiste alcuna prova che ne attesti la veridicità. Ciò che è assolutamente certo è che il 28 febbraio 1935 il direttore del reparto chimico della Società du Pont de Nemours, Wallace Hume Carothers scoprì e sviluppo una nuova classe di polimeri sintetici azotati per fibre tessili artificiali, scoperta che venne brevettata nel ’37 e poi applicata alla produzione industriale su vasta scala a partire dal 1938-39. Riguardo la scelta del nome invece, poiché Carothers morì suicida nel 1937, la DuPont poté negli anni successivi solo ricorrere a congetture. Probabile che la desinenza “on” sia stata scelta in ossequio ai nomi inglesi di altri materiali impiegati nel settore tessile come “rayon” e “cotton“, mentre per il prefisso “Nyl” il ragionamento si fa più complesso. Ammettendo che il nome originale dovesse essere “No run“, inteso come non unrevel, cioè “che non si disfa“, le lettere N,Y,L sarebbero state invece scelte a caso al solo e unico scopo di comporre una parola di suono più gradevole.

Valentina Guerrera

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