“Sono tornato”: cosa accadrebbe se Mussolini resuscitasse ai giorni nostri?

Il primo febbraio, nelle sale italiane, arriverà un film di cui si discuterà sicuramente e tanto: si chiama Sono tornato e mette in scena l’assurda situazione di un Benito Mussolini di nuovo in vita e per di più ai giorni nostri. Un espediente narrativo sensazionale, di successo già nella sua brevissima descrizione.

Ad interpretare il leader del fascismo italiano troviamo Massimo Popolizio, dalla somiglianza schiacciante, affiancato dal giovane comico, ex youtuber di successo, napoletano, Frank Matano nel ruolo di Andrea Canaletti, un giovane ragazzo che aiuta il “duce” a reintegrarsi nella società dei nostri giorni, dominata dalla tecnologia.

La regia è di Luca Miniero, noto per Benvenuti al Sud, e la sceneggiatura è stata scritta insieme all’autore di quella del film pluripremiato, Lo chiamavano Jeeg Robot, Nicola Guaglianone.

Nuova esperienza di ‘remake‘ per il regista napoletano. Sono tornato è, infatti, tratto da Er Ist Wieder Da di David Wnendt del 2015, tradotto in italiano “Lui è tornato”, a sua volta ispirato al celebre romanzo di Timur Vernes, che inscena il paradossale ritorno in Germania di Adolf Hitler.

Siete già incuriositi, vero? La storia è già di suo incredibile. Ma ciò che lo renderà senza dubbio ancora più affascinante è che uscirà in piena campagna elettorale… In un momento già delicato, quindi, per gli italiani che dovranno affrontare le difficilissime riflessioni e scelte che imporranno le prossime elezioni.

Al prossimo appuntamento su The Password con la recensione! Ma per ora, gustiamoci la sinossi ufficiale e il trailer.

Buona visione!

“Eravate un popolo di analfabeti, dopo 80 anni torno e vi ritrovo un popolo di analfabeti.” Roma. Giorni nostri. Dopo 80 anni dalla sua scomparsa Benito Mussolini è di nuovo tra noi. La guerra è finita, la sua Claretta non c’è più e tutto sembra cambiato. All’apparenza. Il suo ritorno viene casualmente filmato da Andrea Canaletti, un giovane documentarista con grandi aspirazioni ma pochi, pochissimi successi. Credendolo un comico, Canaletti decide di renderlo protagonista di un documentario che finalmente lo consacrerà al mondo del cinema. I due iniziano così una surreale convivenza, che tra viaggi per l’Italia, ospitate tv e curiosi momenti di confronto con gli italiani di oggi, porta il Duce a farsi conoscere e riconoscere sempre di più, al punto tale da diventare il protagonista di un show in tv e da mettersi in testa di poter riconquistare il paese… Una commedia politicamente scorretta che pone un’inquietante domanda: e se lui tornasse davvero?”

Francesca Ranieri

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