Give Back Box: quando la beneficenza incontra la sostenibilità

Nel 2012, camminando per le strade di Chicago, Monika Wiela incontrò un senzatetto con in mano un cartello nel quale diceva di aver bisogno di un paio di scarpe. Monika, che al tempo gestiva un negozio di scarpe online, ritornò da lui il giorno seguente con un paio di scarpe nuove, ma il senzatetto non c’era più. Riportate le scarpe nel magazzino realizzò, come se le vedesse davvero per la prima volta, di avere pile di scatole vuote a invadere lo spazio, scatole che avevano già assolto la loro funzione e che stavano solo aspettando di essere buttate.
Dall’idea di poter dar loro una seconda vita nasce Give Back Box, un’impresa sociale il cui scopo è fornire un metodo semplice e conveniente per donare quello che continuiamo a tenere in casa, ma che non usiamo più, riutilizzando quegli scatoloni ondulati che sono il metodo universale di imballaggio dell’e-commerce.
Per concretizzare l’idea a Monika servivano organizzazioni no-profit disponibili a ricevere donazioni su larga scala non solo di vestiti, ma anche di articoli per la casa, giocattoli e tutti quegli oggetti che avrebbero trovato all’interno delle scatole a loro recapitate. Inoltre era necessario ottenere il via libera da parte di quei grandi rivenditori i cui imballaggi, con tanto di sigle e logo, sarebbero stati rispediti . Il primo rivenditore ad accettare e supportare l’idea rivoluzionaria di Monika è stato Newegg.com, che non solo ha acconsentito al riuso degli scatoloni, ma ha anche stampato milioni di volantini da inserire in ogni ordine al fine di sponsorizzare la campagna. Nel giro di poco tempo altri grandi marchi si sono uniti al movimento: Amazon, Asics, Levi’s … .
Se può sembrare complicato e inusuale il meccanismo di collaborazione fra enti territoriali del no-profit e giganti dell’e-commerce, in realtà prendere parte al progetto è davvero semplicissimo: una volta ricevuto il proprio ordine e aver sostutito l’acquisto con ciò che si vuole donare è sufficiente collegarsi alla pagina givebackbox.com, stampare l’etichetta prepagata con su scritto l’indirizzo del destinatario, attaccarla alla scatola e spedirla senza nessun costo.
Purtroppo il progetto è attualmente attivo solo negli Stati Uniti anche se presto potrà essere utilizzato anche in Canada. Speriamo, in un futuro non troppo lontano, di poter anche noi sperimentare questa geniale soluzione di beneficenza e solidarietà che non costa letteralmente nulla.

Daniela Perazzo

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