Ida Magli, un antidoto contro il conformismo

Minuta, bionda, sempre accuratamente pettinata, gli occhi celesti e gli abiti sobri: questo era l’aspetto di Ida Magli, antropologa culturale di fama internazionale. La sua immagine esteriore cozzava con la durezza dei suoi giudizi, l’asprezza delle sue parole e la spietatezza delle sue analisi. Si era ritagliata una posizione importante nel panorama dell’antropologia mondiale con l’intuizione di applicare il metodo musicale alla scienza (definì la Cultura come una fuga bachiana) e con l’idea originale di non studiare, come tutti gli antropologi, le culture altre, ma di applicarsi alla storia della nostra cultura, quella europea, e allo studio dei suoi simboli.

A partire dal 1997, in nome della difesa dei simboli e delle identità dei popoli e delle nazioni, arrivò il duro pamphlet Contro l’Europa e l’antropologa fino ad allora osannata dal pensiero radical chic (aveva collaborato a lungo con Repubblica e con l’Espresso) cominciò un percorso in solitaria di radicalizzazione del suo pensiero. Con gli strumenti delle Scienze Umane, attaccò frontalmente il progetto dell’unificazione europea. In quest’ultimo vedeva un ulteriore indebolimento delle ultime tracce della nostra cultura e civiltà: distruggendo le Nazioni, l’Unione Europea di Maastricht fondata solo sul denaro e sul mercato, ci avrebbe resi ancora più vulnerabili di fronte al leviatano mondialista, che vuole unificare massonicamente in una sola repubblica universale tutti i popoli e in un solo tempio tutte le fedi. Per la Magli era indispensabile difendere le Nazioni con le loro identità, cultura, lingua, confini geografici e peculiarità etniche, affinché non vengano fagocitate nell’indistinto del nuovo ordine mondiale.

Si scagliò duramente anche contro l’immigrazione, in quanto in essa vedeva uno strumento nefasto di omogeneizzazione dei popoli e nei politici schierati a favore di quest’ultima, rintracciò una caratteristica che secondo lei accomunava da sempre tutti i governanti: un assoluto disprezzo e odio per l’Italia e la volontà di calpestare, di distruggere gli Italiani chiamando gli stranieri.

Ida Magli scrisse tanto e su una serie infinita di argomenti: Aids, femminismo, sessualità, trapianti di organi e questioni bioetiche e religiose. I suoi pensieri erano sempre controcorrente e politicamente scorretti, mai banali e meritevoli di analisi e approfondimento. La sua fu una delle voci più lucide e intelligenti di questo e del secolo scorso.

Davide Cavaliere

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