Junji Itō: quando la Bellezza fa paura

Non è adatto a persone facilmente impressionabili, il suo stile non è affatto ordinario, le sue storie non sono comuni e scontate. Ma chi è Junji Itō? Di sicuro si tratta di uno degli autori di manga horror più famosi e influenti del mondo. È nato il 31 luglio 1963 nella prefettura di Gifu, in Giappone. All’inizio lavorava come semplice odontotecnico, ma grazie al suo primo manga, Tomie, ha vinto il premio Kazuo Umezu (maestro dell’horror giapponese) ed è diventato un mangaka di fama internazionale.

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I suoi fumetti sono impregnati di immagini disturbanti e trame surreali, insiste sulle debolezze e i difetti dell’uomo portandoli ai limiti del normale, trasfigurandoli in esseri bestiali e privi di senno e facendogli compiere gli orrori più agghiaccianti e immorali. Esaspera le ossessioni, le paure e le paranoie umane fino a trascinare il lettore in una lettura vorticosa e claustrofobica, a tratti nauseante e ripugnante a causa delle cruente immagini che caratterizzano il suo stile spregiudicato. Non ha paura di osare e di impressionare il suo pubblico, che  nonostante sia naturalmente portato a provare un senso di disgusto e terrore non può fare a meno di “contaminarsi” e lasciarsi trasportare da quella spirale che lo condurrà nei più oscuri tomio-red-turtleneck.pnge reconditi segreti che l’uomo ordinario non oserebbe mai mostrare. È il creatore di un mondo dove tutto è lecito e la morale non esiste, da situazioni che possono apparire normali si scatenano fatti inspiegabili che vanno lentamente a minare tutte le certezze e le concezioni che il lettore ha sempre avuto dell’uomo e del mondo; è una Terra che si ribella e si deforma, e insieme a lei anche i suoi abitanti. Non è difficile incontrare creature zoomorfe o antropomorfe, arti amputati e corpi insanguinati, cuciti, lacerati, disposti in posizioni innaturali, comportamenti ossessivi, inquietanti e istinti suicidi. Il tema principale delle sue opere è la Morte in tutte le sue forme, ma non sempre ha sembianze spaventose; è sorprendente, infatti, come Itō riesca a rappresentarla anche attraverso la Bellezza.

3efb8858c0530382646923c52df1dcd7Il rapporto Morte/Bellezza è una caratteristica fissa all’interno dei suoi manga, ad esempio Tomie, la protagonista dell’omonimo fumetto, è un’affascinante ragazza dallo sguardo magnetico, ma la sua sensualità nasconde qualcosa di terrificante. In Uzumaki invece (diviso in due volumi che si possono trovare in numerose librerie italiane) abbiamo spesso a che fare con personaggi di bell’aspetto, ed è proprio l’ossessione e la follia a deformarli e a renderli creature raccapriccianti. In questo caso il Male, rappresentato dalla maniacale presenza delle spirali, si impossessa dell’uomo approfittandosi dei suoi punti deboli, come la paura, la gelosia, la vanità, la pigrizia… Non è solo il corpo a perdere le principali caratteristiche umane, ma anche il comportamento si contamina di quella pazzia che rende tutto irrazionale e spaventoso. L’esito finale di questa storia vorticosa sfocia quasi sempre nella morte e nella distruzione. In conclusione, anche se questi manga non possono essere apprezzati da tutti, il senso di disagio e incubo è sempre protratto verso una violenta denuncia delle crudeltà e degli abusi dell’uomo, la morale alla quale si può giungere attraverso la lettura di queste opere è paradossale e sorprendente: è l’essere umano la creatura più terrificante.

Eleonora Grossi

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