Droni e regolamento: quanto è difficile volare in Italia?

Essendo appassionato di elettronica e tecnologia mi sono sempre interessato molto al mondo dei droni (parlo di quelli piccoli pieni di lucette che fanno le capriole in aria, non degli UAV che bombardano il Medioriente). In Italia, la normativa parecchio confusionaria e la disinformazione operata da alcune scuole di volo hanno reso il volo con i droni un incubo. Oggi sono qui per fare un po’ di chiarezza ed aiutarvi a capire.

La normativa italiana è rappresentata dal regolamento dell’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) per i mezzi aerei a pilotaggio remoto. Negli ultimi anni la disciplina ha visto un incremento notevole di appassionati e di conseguenza il regolamento è soggetto a continue verifiche e revisioni: viene modificato all’incirca ogni anno, quindi vi prego di non prendere le mie parole come oro colato ma come un semplice punto di partenza.

PATENTINO
Essendo il drone un velivolo (seppur di ridotte dimensioni) richiede in teoria un’autorizzazione per essere usato. Dico in teoria perchè questo “patentino”, contrariamente a quanto alcune scuole di volo millantino, risulta obbligatorio solo per i professionisti che per lavoro (riprese aeree, aerofotogrammetria, ecc.) si trovino a contatto con i droni ogni giorno. Se invece siete hobbisti e volete usare il vostro drone saltuariamente per fare qualche flip a caso la domenica pomeriggio, non è richiesta alcuna autorizzazione. Chiunque può, teoricamente, comprare un drone su Amazon, tirarlo fuori dalla scatola e schiantarsi al suolo dopo tre metri di volo (pilotare un drone è difficile, credetemi). Sicuramente frequentare un corso aiuta, ma nessuno vi arresterà se non lo fate.

LIMITI
Ovviamente ci sono dei limiti, e sono anche parecchio stringenti. I droni non possono essere usati in centri abitati densamente popolati, sopra case o in zone affollate: non potete far volare un drone ad un concerto, perché se perdete il controllo rischiate di ammazzare qualcuno. E non è mai piacevole.
In secondo luogo non si possono usare entro cinque chilometri di distanza dagli aeroporti, a meno che non siate piloti autorizzati, e allora solo ad un’altezza di venti metri. Ma se siete arrivati sino a questo punto penso che non sia questo il vostro caso.
In ultimo, se siete riusciti a trovare un campo fuori da un centro abitato, senza persone intorno e lontano da un aeroporto, non potete comunque volare oltre un’altezza di 70 metri e oltre i 200 metri di distanza dalla vostra posizione (che possono sembrare pochi, ma pochi non sono) e in ogni caso sempre a vista.

Il mondo dei droni (soprattutto FPV) è in costante evoluzione e il numero degli appassionati cresce giorno dopo giorno. Ci sono persino campionati e corse internazionali che sono al confine tra videogioco e realtà, che stuzzicano il lato più genuinamente infantile e competitivo di noi. Nel caso in cui siate interessati, vi consiglio di informarvi su internet (ci sono dozzine di forum) o di rivolgervi a negozi specializzati (ce ne sono anche a Torino). L’unico modo per percepire la bellezza di questo mondo è provarlo.

Luca Negro

Luca Negro

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