Velazquez: seduzione ed inganno nella pittura secentesca

“Méfiez-vous des morceaux choisis” –  tradotto “attenzione al pezzo selezionato”-  compariva nello squisito romanzo onirico “Notturno indiano” di Tabucchi, ed invitava il lettore a fare attenzione al punto di vista dal quale si guardava alla sua narrazione: un singolo particolare avrebbe potuto infatti alterarne il senso e consentire alla lettura più spiragli d’accesso, creando un complesso ed ammaliante gioco di ipotesi ed interpretazioni.
La stessa raccomandazione potrebbe comparire in didascalia a molti dipinti del XVII secolo, ascrivibili alla stagione barocca.

Il Barocco è uno stile artistico diffusosi in Europa nel 1600, il cui nome fu però adottato nel secolo successivo da alcuni critici, con accezione negativa. Il termine deriverebbe dal portoghese barrueco, una perla di forma irregolare, e fu utilizzato per indicarne la stravaganza, la tendenza all’eccesso e all’esagerazione.
Il movimento iniziò ad essere rivalutato solo verso la fine del XIX secolo, che ne riscoprì a livello generale l’alto valore, soprattutto in termini di simbolismo ed impressionismo.
Fra i parametri che ne definiscono lo stile troviamo, tra tanti, il largo utilizzo della linea curva, la tendenza alla complessità – volta a suscitare stupore e meraviglia nell’osservatore – e la ricerca dell’effetto scenografico.

A dare anima all’opera è però l’effetto illusionistico.
In pittura la prospettiva, esercitata nel secolo precedente per rendere in modo preciso lo spazio rappresentato, consente qui di creare effetti illusionistici e di ingannare l’occhio, producendo giochi seducenti ed ingannevoli: quadri nel quadro, vie di fuga, mondi altri possibili ed interpretazioni plausibili.
Ne è un esempio perfetto il dipinto “Las Meninas” di Diego Velazquez, del 1656.

Si tratta di un ritratto della famiglia del re di Spagna Filippo IV e di alcuni altri personaggi tra cui lo stesso Velazquez, il primo a partire da sinistra.
Al centro troviamo l’infanta Margarita- figlia maggiore dei sovrani di Spagna- presenti anch’essi in secondo piano, nello specchio posto sulla parete. Accanto allo specchio è rappresentata una porta aperta, nel cui vano appare don José Nieto Velazquez, maresciallo di palazzo.

La peculiarità del quadro è lo straniamento che provoca ad uno sguardo più attento: chi è il protagonista? L’infanta Margarita, lo stesso pittore, i sovrani?

Inoltre, di fronte ad un’opera, crediamo solitamente di osservare l’immagine dal punto di vista di chi dipinge. Tuttavia in questo caso il pittore è intento a ritrarre i due coniugi sovrani – resi a noi visibili solo grazie alla presenza dello specchio – i quali sembrano essere, insieme al maresciallo, i veri spettatori della scena, escludendoci per un attimo dal dipinto e confondendoci.

Quale che sia il punto di vista dal quale scegliamo di porci per osservare l’opera, rimangono ben evidenti comunque le altre angolature con le relative interpretazioni, alimentando un senso di mistero onnipresente.

Quello che fa Velazquez, in questo caso, è probabilmente evidenziare uno dei meccanismi impliciti nell’approccio all’arte: l’isolamento dalla realtà degli aspetti che preferiamo, e l’aggiustamento di questi ultimi secondo le nostre preferenze di ordine estetico o concettuale.

Distogliere lo sguardo, a prescindere dal pezzo selezionato, sembra impossibile.

Valentina Villani

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