World Press Photo 2018: scatti dei migliori fotoreporter al Forte di Bard

Torna World Press Photo Exhibition, l’esposizione itinerante delle foto premiate nel più prestigioso concorso mondiale di fotogiornalismo, organizzato dall’omonima Fondazione con base ad Amsterdam.

Premiato World Press Photo of the Year è lo scatto di Ronaldo Schemidt, fotografo dell’agenzia AFP. Un ragazzo, di nome José Victor Salazar Balza (28 anni), scappa avvolto dalle fiamme durante una manifestazione di protesta contro il presidente venezuelano Maduro, a Caracas.

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“È una foto classica, ma ha un’energia istantanea e dinamica. I colori, il movimento, ed è molto ben composto, ha forza. Ho avuto un’emozione istantanea.”

(Magdalena Herrera, presidente della giuria del World Press Photo 2018)

Ma il World Press Photo of the Year – che viene assegnato alla foto che con maggiore creatività descrive un problema o una situazione di grande importanza giornalistica – non è l’unico riconoscimento del concorso, che determina altri vincitori per categorie: sono più di un centinaio le immagini selezionate dalla giuria indipendente a far parte dell’esposizione.

Per quanto riguarda i nostri connazionali, sono cinque gli italiani premiati. Fausto Podavini (Omo Change, secondo posto stories per la categoria Long-Term Projects), con un reportage che mostra la vita tribale della popolazione dei Karo lungo gli argini del fiume Omo, in Etiopia, la cui stretta connessione con il fiume è oggi messa in pericolo dalla costruzione della imponente diga Gibe III. Giulio di Sturco (More than a woman, secondo premio foto singole per la categoria Contemporary Issues) ci mostra cos’è il turismo medico in Thailandia: un dottore, dopo aver svolto un intervento chirurgico di cambio sesso su una paziente, le fa vedere la sua (nuova) vagina. Con Hunger Solutions (secondo posto stories per la categoria Environment), Luca Locatelli ci presenta le tecniche agricole all’avanguardia dei Paesi Bassi, con minore spreco di acqua e minore utilizzo di pesticidi.

Alessio Mamo (Manal, War Portraits, secondo premio foto singole per la categoria People), presenta Manal, una bambina di 11 anni colpita da un’esplosione in Iraq, che le ha causato gravi ustioni in tutto il corpo e che la costringe a portare una maschera per gran parte del giorno. Infine, Lives in Limbo di Francesco Pistilli (terzo posto stories per la categoria General News), narra la disperata vicenda dei profughi bloccati in Serbia, alcuni dei quali hanno dovuto trascorrere il rigido inverno nei capannoni abbandonati dietro la stazione di Belgrado, potendo contare solo sull’aiuto di ONG presenti sul territorio.

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Se vi siete persi la mostra, che è stata a Torino fino a metà novembre, potete visitarla entro il 6 gennaio 2019 al Forte di Bard, Val d’Aosta. Che c’è di meglio di unire una gita in montagna a una visita artistica?

Maggiori informazioni qui.

Silvia Gemme

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