7 canzoni dei Queen che non tutti conoscono

Bohemian Rhapsody, We Will Rock You, We Are The Champions, Somebody To Love, Another One Bites The Dust sono tutte canzoni che trascendono il tempo e che vengono e verranno canticchiate da ogni generazione, mai dimenticate, mai invecchiate. Ma la creatività dei Queen non si è certo fermata qui, ci sono molte altre canzoni che vale la pena di ricordare. Ve ne proponiamo 7 (le nostre preferite!).

Killer Queen (Sheer Heart Attack, 1974). «Killer Queen racconta di una squillo dei quartieri alti. Cercavo di spiegare che anche tra i ceti più elevati ci sono delle puttane. La canzone parla di questo, anche se preferirei che poi ognuno la interpretasse a modo suo, che ci leggesse quel che più gli pare.» «A quel tempo non era roba da Queen. Un altro rischio che scegliemmo di prendere ma, come ben sapete, fino a quel momento tutti i rischi che avevamo preso avevano poi pagato.» (Freddie Mercury)

sheer-heart-attackKiller Queen è una canzone fresca, frivola, dove la voce di Freddie Mercury e l’assolo di Brian May (chitarra) danno il loro meglio. Il videoclip mostra la band al Top of the Pops, programma musicale britannico trasmesso sulla BBC, dove si esibivano gli artisti che avevano venduto più dischi nell’arco della settimana.

In The Lap Of The Gods (Sheer Heart Attack, 1974). Esistono due canzoni con questo titolo nello stesso album, completamente diverse tra loro: In The Lap Of the Gods e In The Lap Of the Gods… Revisited. Noi adoriamo la seconda, scritta da Freddie Mercury per essere cantata assieme al pubblico.

« “In The Lap Of the Gods” mi è sempre piaciuta, anche perché Freddie dava il meglio. Era un punto fisso di svolta negli spettacoli nei primi tempi, prima che avessimo “We Are The Champions” come brano conclusivo. Credo di essere stato io a dire: “sarebbe bello farla di nuovo a Wembley [concerto al Wembley Stadium nel 1986]”, in parte per chi ci seguiva dai vecchi tempi, ma anche per sentire la differenza con come eravamo ora. Ricordo – mi vengono ancora i brividi – di aver sentito l’inizio della canzone e di averla riconosciuta dentro di me.» (Brian May)

The Prophet’s Song (A Night At The Opera, 1975). «Brian ha un pezzo epico scandalosamente colossale, “The Prophet’s Song”, uno dei nostri brani più heavy in assoluto. La sua chitarra ci fa dei ricami spettacolari. Vedete, la chitarra di Brian è costruita in una maniera speciale, lui riesce quasi a farla parlare. E in questo pezzo parla per davvero.» (Freddie Mercury).

Sono servite circa tre settimane per realizzarla e, nell’album A Night At The Opera, sembra un po’ la sorella di Bohemian Rhapsody. Per un momento i Queen hanno pensato a questo pezzo per il singolo (ma poi Bohemian Rhapsody è parsa la scelta più giusta). Altre curiosità: lo strumento iniziale e finale è un koto giocattolo, regalato alla band in Giappone, e il testo deriva da un sogno di Brian May su un misterioso profeta.

You Take My Breath Away (A Day At the Races, 1976). Un po’ come Love of My Life, si tratta di una canzone d’amore scritta da Freddie Mercury e accompagnata dal piano. La melodia è struggente e delicata. Freddie Mercury stesso ha dichiarato di dare il proprio meglio nelle canzoni d’amore, perché riesce a scrivere solo pezzi che riguardano le emozioni, e l’amore è l’emozione che prova più di frequente.

Spread Your Wings (News Of The World, 1977). Questo pezzo, scritto da John Deacon (basso), è per la verità abbastanza famoso, ma oscurato dalla presenza di grossi compagni di album (We Will Rock You e We Are The Champions). A noi piace molto per la positività e dolcezza del testo: parla di un ragazzo, Sammy, che, stanco della sua vita all’Emerald Bar, sogna di fare di più, e a cui i Queen consigliano di aprire le ali e di volare via, molto lontano.

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Rock It (Prime Jive) (The Game, 1980). Si pensa che solo Freddie Mercury canti nelle canzoni dei Queen, ma non è così: ci sono interi brani cantati da Brian May o da Roger Taylor (batteria). Questo pezzo è un esempio dello stile di Roger Taylor: molto rock ‘n’ roll!

Princes Of The Universe (A Kind of Magic, 1986). Su questo pezzo, una delle colonne sonore del film Highlander – L’ultimo immortale, c’è poco da dire se non che ha (e dà) un’energia enorme. Vale la pena di ricordare che l’album A Kind of Magic fu seguito dal Magic Tour, uno dei più fortunati nella storia dei Queen.

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«Solitamente facevamo teatri, non eravamo mai passati agli stadi. A quei tempi non li faceva quasi nessuno. Per noi fu un piccolo passo, ma un grande balzo per l’umanità!» (Brian May)

«Il Magic Tour fu il nostro ultimo tour come Queen con Freddie, e fu bellissimo dall’inizio alla fine.» (Roger Taylor)

Silvia Gemme

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