Youtube Rewind 2018. No, davvero, perché?

Anche quest’anno, come di consueto ormai da qualche anno, Youtube ha realizzato lo “Youtube Rewind” per il 2018. La novità? È che suddetto video ha battuto un importante record della piattaforma di condivisione video più famosa del mondo: è il video con più “non mi piace” della storia.

Facciamo un passo indietro. Correva l’anno 2010 quando viene caricato sul canale YouTube Trends il video YouTube Rewind 2010: Year in Review. Il video verrà poi ricaricato sul canale YouTube Spotlight, il canale che diverrà la casa definitiva degli Youtube Rewind. È un video corto, un semplice montaggio che mostra i video più virali dell’anno, tra videoclip musicali, corse di macchine e…doppi arcobaleni (internet era decisamente un altro posto, qualche anno fa). Dall’anno dopo, però, i video iniziano ad essere studiati e realizzati con più mezzi e fondi. Piano piano vengono introdotte le canzoni più ascoltate dell’anno, i meme più virali, e vengono inseriti celebrità ma soprattutto youtuber, cioè chi con Youtube ci vive e crea una carriera. Lo Youtube Rewind è diventato con il tempo, soprattutto dal 2013, lo specchio di quello che è stato Youtube e un po’ della nostra società. Ciò che viene mostrato negli Youtube Rewind sono sempre i trend, ciò che è diventato virale, che è stato condiviso milioni di volte. C’è il bello, il brutto e l’assurdo, ma sempre in modo divertente e scanzonato. Insomma, non è il video annuale di Google, spesso commovente oltre che simpatico.

Però… da un paio di anni, lo Youtube Rewind colleziona più critiche che lodi. Già l’edizione dello scorso anno era stata fortemente criticata, soprattutto per la grande presenza di ex viner, le star del defunto social Vine che si sono spostate su Youtube, e la mancanza di PewDiePie, lo youtuber con più iscritti al mondo (al momento è a quota 78 milioni di iscritti). La mancanza dello youtuber fu sicuramente dovuta alle migliaia di articoli che furono scritti da importanti testate online, tra cui il WSJ, che accusavano Felix di essere un neonazi o, quanto meno, un simpatizzante di destra. Tale scandalo mediatico portò alla cancellazione, ai tempi, del programma che lo youtuber stava creando con la Disney e la sua esclusione dallo Youtube Rewind. Quest’anno, nuovamente, PewDiePie non è presente nel video. Al suo posto? Più inclusione, sicuramente. Sono stati inseriti molti youtubers non americani, tra cui il primo italiano e cioè FavijTV. Ma oltre a questo? K-pop, ASMR e mukbang. Ah, ovviamente Fortnite. Tonnellate di Fortnite. E la sedia di PewDiePie, per la verità: nel segmento dedicato agli animatori, JaneAnimations ha inserito la particolare sedia dello youtuber assieme ad un messaggio nascosto che invita ad iscriversi al canale di PewDiePie.

Ma cosa è successo davvero su Youtube nel 2018? Abbiamo avuto gente che mangiava detersivo per i piatti, il boom dell’inutilissimo canale Troom Troom, canali censurati e bloccati dovuti alle nuove politiche “Family Friendly” (quando una parolaccia costa lo stipendio) e ad inesistenti “Copyright Strike” (cioè quando finte aziende reclamano i diritti su una canzone usata in un video anche se la canzone non è loro), Logan Paul che con nonchalance inquadrava un cadavere nella Foresta dei Suicidi in Giappone nel bel mezzo di un video dove lo youtuber non faceva altro che andare in giro ad urlare in faccia ai giapponesi con un finto kimono addosso, milioni di video creati da altrettanti youtuber per scusarsi pubblicamente di un qualche loro tweet razzista risalente a cinque anni prima e, infine, la “lotta” tra PewDiePie e il canale di musica indiana T-Series per il record di canale con più iscritti (lotta che ha portato i fan di PewDiePie anche ad “attacchi” di hacking che hanno fatto cronaca). Ammettiamolo: non è stato l’anno migliore di Youtube. Ma è proprio questo quello che ha fatto arrabbiare, a quanto pare, i milioni di utenti della piattaforma che giornalmente si collegano per vedere i video dei propri canali preferiti. Youtube ha cercato di mostrare una bella faccia, pulita e aperta alle novità e alle inclusioni di etnia e genere, libera e divertente. Cioè l’esatto contrario di quello che è stato Youtube nel 2018 e la community non è rimasta con le dita ferme: al momento attuale, il video conta 14 milioni di non mi piace contro 2,3 milioni di mi piace, ed è il primo video in classifica con più dislike sul sito, battendo “Baby” di Justin Bieber.

Basterà la bella vetrina montata dallo staff di Youtube per far restare gli azionisti e gli inserzionisti, o questi noteranno il numero di dislike e spariranno, come la fiducia degli utenti nella piattaforma?

Emilia Scarnera

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...