COP24, piccoli passi avanti per l’ambiente

Si è conclusa il 15 dicembre 2018, con due giorni di ritardo, la ventiquattresima conferenza sul cambiamento climatico promossa dalle Nazioni Unite.
Tre anni dopo la conferenza di Parigi (COP21) gli stessi 196 Paesi si sono ritrovati nuovamente in Polonia, più precisamente nella città di Katowice.

L’obiettivo di questa conferenza, raggiunto a fatica, era di trovare un’intesa su come mettere in pratica ciò che fu già stabilito nel 2015 a Parigi. Nel rulebook firmato dai Paesi partecipanti viene quindi confermata l’intenzione di contenere l’aumento delle temperature entro i 2°C rispetto all’era preindustriale.
Altro punto concordato dai Paesi partecipanti riguarda le modalità con cui ogni governo deve misurare, verificare e riportare i propri risultati relativamente alle emissioni di gas serra.
Concordare su come effettuare queste misurazioni renderà più difficile mascherare i risultati ottenuti da qualsivoglia Paese, rendendo il tutto più trasparente.

Se da una parte la maggior parte dei Paesi sembra intenzionata a far veramente qualcosa di concreto per salvaguardare l’ambiente, dall’altra è possibile notare la riluttanza di alcuni governi nell’adottare misure concrete.
I delegati di Stati Uniti, Arabia Saudita, Kuwait e Russia hanno fatto fronte comune per far sì che il rapporto stilato dall’IPCCIntergovernmental Panel on Climate Change – venisse considerato una semplice “raccomandazione scientifica”.
Questo rapporto infatti fa luce sulle possibili conseguenze, a dir poco disastrose, che un aumento della temperatura di 1.5°C può avere sugli equilibri climatici del pianeta.
Il Brasile del neoeletto presidente Bolsonaro, in coerenza con le dichiarazioni da lui stesso rilasciate nei mesi precedenti, si è mostrato poco interessato alla causa, rimandando di fatto al mittente anche l’invito ad ospitare la conferenza del prossimo anno, che si terrà quindi in Cile.

La sfida vera si avrà però nel 2020 in occasione della COP26, che potrebbe tenersi in territorio italiano (anche il Regno Unito sembrerebbe interessato ad ospitarla).
Ad un lustro di distanza dalla Conferenza di Parigi, i governi saranno chiamati a mostrare al mondo i risultati concreti da loro ottenuti e dovranno concordare nuovi obiettivi per il decennio a venire.

“Fino a quando non vi concentrerete su quello che serve fare, invece che su cosa sia politicamente meglio fare, non ci sarà speranza. […] Se le soluzioni sono impossibili da trovare dentro a questo sistema, significa che dobbiamo cambiare il sistema stesso.”
Greta Thunberg, 4 dicembre 2018

Luigi Maria Barbella

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...