Ogni scherzo vale… a Carnevale

Carnevale: quel periodo dell’anno in cui il cielo e le strade sono costellate di tantissimi coriandoli colorati e infinite stelle filanti che finiscono tra le scarpe o si intrecciano tra i capelli. E’ il giorno in cui ogni scherzo o marachella è ammesso e più credibile con indosso una maschera o costumi come Arlecchino, Pulcinella o Colombina. E’ anche il giorno in cui ci si può permettere di mangiare una o forse due frittelle in più e avere cosi un nuovo pretesto per posticipare l’inizio della dieta. Ma siete sicuri di sapere tutto sui festeggiamenti di questa festa? Innanzitutto, la parola “Carnevale” deriva dal termine carne-levare, ovvero “togliere la carne”, riferito in origine al giorno precedente la Quaresima, in cui cessava l’uso della carne, festeggiato con feste e balli in maschera. Questo giorno, denominato martedì grasso, è la festa che conclude la settimana dei sette giorni grassi di Carnevale. La tradizione voleva, infatti, che in questa giornata venissero consumate tutte le golosità rimaste in casa, che erano appunto proibite durante la Quaresima.

I DOLCI TIPICI

In Italia abbiamo una vastità di dolci di carnevale, spesso preparati artigianalmente in casa. Tra questi, i più tipici sono:

  • Le frittelle: tipiche del mantovano, sono dei dolci fritti con una forma tondeggiante. Sono molto semplici da preparare e occorrono pochi ingredienti quali farina, zucchero, un pizzico di sale, uova, lievito, burro. Una volta fritte, le frittelle si possono servire, per renderle ancora più gustose, con zucchero a velo, miele o sciroppo d’acero. Per i più golosi, si possono farcire con marmellata, crema o cioccolato.
  • Le frìtole: è la variante veneziana delle frittelle e oltre agli ingredienti tradizionali prevede l’aggiunta dell’uvetta, mele e grappa. Al posto della farina si possono usare il semolino o la polenta. Le tipiche frìtole veneziane misurano circa 4 cm di diametro e sono tradizionalmente vuote. Esiste anche la variante ripiena e si avvicina molto ai Krapfen, con all’interno creme o marmellate.
  • Le chiacchiere: dolce tipico diffuso in tutte le regioni d’Italia con un nome diverso:
    • Bugie in Piemonte e Liguria
    • Cenci in tutta la Valdarno
    • Cunchielli’ in alcune zone del Molise
    • Frappe diffuse nel Lazio nella zona di Latina e Aprilia a Viterbo, a Roma, alcune zone dell’Umbria, delle Marche e dell’Emilia
    • Intrigoni tipici di Reggio Emilia
    • Maraviglias in Sardegna, nel tipico dialetto sardo
    • Sfrappe tipiche delle Marche
    • Sfrappole a Bologna

La base delle chiacchiere è un impasto di farina, burro, zucchero e uova e una componente alcolica come la grappa o il marsala. L’impasto viene tagliato a strisce e poi viene fritto o cotto al forno. Una volta cotte le chiacchiere possono essere spolverate con zucchero a velo o ricoperte dal miele.

LE MASCHERE TIPICHE

In Italia ci sono tante maschere regionali di Carnevale, nate da tradizioni arcaiche o dal teatro dei burattini. Tra le maschere più tipiche troviamo quella di Gianduja e di sua moglie Giacometta, entrambi simboli torinesi del Piemonte. Ne troviamo tante altre, per esempio Frappiglia in Abruzzo, Giangurgolo in Calabria, Pulcinella in Campania. La maschera di Pulcinella è diventata simbolo del carnevale italiano, assieme ad Arlecchino, maschera questa bergamasca. Sono campane anche le maschere di Tartaglia e di Scaramuccia. Un’altra maschera famosa è quella che rappresenta l’Emilia Romagna, con la figura del bolognese dottor Balanzone, un tipo sapientone e presuntuoso. Nel Lazio, invece, abbiamo la figura di Rugantino, che impersona il tipico romano.

E che Carnevale sarebbe senza lanciare coriandoli?

L’origine dei coriandoli, piccoli ritagli di carta, spesso colorati, riconduce al nome di Ettore Fenderl, un ingegnere triestino, che per festeggiare il Carnevale nel 1876, non avendo soldi sufficienti per comprare i confetti di gesso allora in uso, ritagliò dei pezzetti di carta e li lanciò dalla sua casa.

Oltre ai coriandoli anche le stelle filanti sono un’altra tipica tradizione carnevalesca. La loro invenzione conduce al nome di un altro ingegnere, un certo Enrico Mangili, che realizzò queste strisce di carta colorata arrotolate su se stesse, ispirandosi ai nastri impiegati nella trasmissione di messaggi telegrafici.

In quanto ai festeggiamenti, il Piemonte ospita sempre tra i suoi borghi e città più belle, grandi feste da trascorrere in compagnia di famiglia e amici. Tra le feste di Carnevale più tradizionali e non, ricordiamo:

Carleve’ ed Turin, Carnevale di Torino, dal 3 al 24 Febbraio 2019 a Torino;

Carnevale di Ivrea, dal 17 Febbraio al 6 Marzo 2019 a Ivrea (TO);

Carnevalone di Chivasso, dal 19 Gennaio al 19 Marzo 2019 a Chivasso (T0);

Carleve’ d’ Mondovì, dal 24 Febbraio al 3 Marzo 2019 a Mondovì (Cuneo);

Carnevale di Borgosesia, dal 10 febbraio al 6 Marzo 2019 a Borgosesia (Vercelli);

Carnevale storico di Santhià, dal 16 Febbraio al 5 Marzo 2019 a Santhià (Vercelli)

Agnese Fagnani

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