Se chi combatte contro l’Isis è socialmente pericoloso

Lo scorso 3 gennaio Davide, Jacopo, “Eddi”, Paolo e “Jack”, cinque ragazzi torinesi, hanno ricevuto una notifica: la procura di Torino ha richiesto per loro la misura di prevenzione della sorveglianza speciale, a causa della loro pericolosità sociale. Il motivo è che, negli scorsi due anni, i cinque si sono recati in Siria come foreign fighters per combattere l’Isis. No, non è un errore di battitura: si sono arruolati nelle Ypg – Eddi nelle Ypj –, i gruppi armati curdi in prima linea per fermare l’avanzata di Daesh (forse ricorderete le battaglie di Kobane e di Raqqa), forze che hanno l’obiettivo di creare, nel martoriato territorio siriano, un’enclave retta da un sistema denominato “confederalismo democratico”.

Ebbene, secondo la Digos e secondo la procura, l’addestramento militare ricevuto in Siria (peraltro inesistente con riguardo a Jacopo, che era lì per documentare ciò che accadeva), fa presumere la loro “pericolosità sociale”. Nessun reato è stato loro contestato:  quella della sorveglianza speciale non è una pena, bensì una misura atta a prevenire crimini, o a impedirne la continuazione qualora le prove non siano sufficienti. Essendo tale la sua natura, svincolata dall’effettiva commissione di un reato, naturalmente ha bisogno della decisione di un giudice per essere attuata.

Il 23 gennaio si è quindi tenuta l’udienza al Tribunale di Torino, che ha condotto ad un nulla di fatto ed è stata rinviata al 25 marzo. Nel mentre è stata richiesta la sorveglianza speciale per un altro combattente internazionale, Luisi, questa volta sardo, dalla Procura di Cagliari. Inizialmente pare per lui essere stato ipotizzato un reato di terrorismo, ma successivamente questa strada sarebbe stata abbandonata – forse per lo scandalo che avrebbe creato – in favore della richiesta della sorveglianza speciale.

Qualcuno sostiene che le indagini nei riguardi dei cinque torinesi siano un pretesto per colpire il movimento NoTav. Qualora la richiesta di sorveglianza speciale venisse accolta, le conseguenze sarebbero pesanti, perché potrebbero comportare il ritiro del passaporto e della patente, l’obbligo di presentarsi all’autorità in giorni e orari stabiliti, il divieto di frequentare alcuni luoghi ed associarsi con alcune persone, oltre che il divieto di dimora a Torino. Svariate sono state le forme di solidarietà, tra le quali un ordine del giorno del Consiglio Comunale di Torino, votato all’unanimità il 21 gennaio, che esprime solidarietà ai cinque cittadini e alla popolazione della Siria del nord.

Toccante è stata anche la lettera inviata da Piersante Paneghel, zio di Vittoria Solesin, uccisa nell’attentato al Bataclan il 13 novembre 2015. Nella lettera inviata ai cinque combattenti si legge:

«La guerra in Siria che osservavo da un anno ogni giorno, ogni ora, era uscita dal monitor e si era presa un pezzo della mia vita. […] Ho scoperto poi che la morte di Valeria aveva influito in questa scelta per alcuni di voi, e questo ha aumentato la mia stima silenziosa nei vostri confronti. Oggi vi scrivo per dirvi che vi sono vicino e che trovo aberrante quello che vi sta succedendo, le misure giudiziarie che sono state proposte per voi.»

Per quanto ci riguarda, noi crediamo che la nostra Repubblica e la sua Costituzione poggino su una scelta compiuta da giovani di ieri, che è stata riprodotta oggi in Siria da Davide, Eddi, Jack, Paolo e Jacopo. Non a caso l’Anpi – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – ha dato loro la propria tessera. Se venissero puniti per avere combattuto per la libertà di un popolo, non solo saremmo di fronte a un’indescrivibile ingiustizia, ma sarebbe soprattutto l’inizio del crollo di tutti i nostri valori fondanti. È questo il mondo che vogliamo?

Silvia Gemme

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...